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I regolamenti

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Il Comune

Regolamento sull'attivita' e sui procedimenti amministrativi


Il regolamento sull'attività e sui procedimenti amministrativi approvato con deliberazione C.C. n.159 del 13/12/2007, entrato in vigore il 05/01/08, abroga le norme contenute nei titoli 1 e 2 (artt.da 1 a 18) del regolamento della trasparenza, della semplificazione e della pubblicità dell'attività amministrativa-diritto di accesso, approvato con deliberazione C.C. n.28 del 31/03/2004

 


 

Regolamento sull'attivita' e sui procedimenti amministrativi

Approvato con deliberazione C.C. n° 159 del 13/12/2007

 

Capo I principi generali

art.1 oggetto e finalita'
art.2 ambito di applicazione
art.3 definizioni
art.4 procedimenti amministrativi
art.5 elenco dei procedimenti ammnistrativi

capo II responsabile del procedimento

art.6 attribuzione della responsabilita' dell'istruttoria o del procedimento
art.7 compiti del responsabile del procedimento

capo III fasi ed elementi strutturali del procedimento amministrativo

art.8 avvio del procedimento
art.9 comunicazione dell'avvio del procedimento
art.10 attivita' istruttoria
art.11 forme di collaborazione dell'attivita' istruttoria
art.12 casi di interruzione dei termini del procedimento
art.13 Sospensione dei termini del procedimento
art.14 pareri obbligatori e valutazioni tecniche
art.15 pareri e valutazioni tecniche in materia di tutela ambientale, paesaggistica. territoriale e della salute
art.16 durata del procedimento
art.17 comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza
art.18 conclusione e chiusura del procedimento
art.19 motivazione del procedimento
art.20 procedimento amministrativo telematico

capo IV partecipazione al procedimento e garanzie

art.21 partecipazione al procedimento
art.22 intervento partecipativo

capo V semplificazione amministrativa

art.23 principi e criteri
art.24 conferenza dei servizi
art.25 accordi integrativi o sostitutivi del procedimento
art.26 dichiarazione di inizio attivita'
art.27 silenzio assenso
art.28 comunicazione all'amministrazione
art.29 modulistica e istruzioni

capo VI efficacia e validita' del provvedimento amministrativo

art.30 efficacia del provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati
art.31 esecutorieta'
art.32 efficacia ed esecutivita' del provvedimento
art.33 sospensione dell'efficacia del provvedimento
art.34 revoca e annullamento d'ufficio del provvedimento

Capo VII disposizioni finali

art.35 norma speciale
art.36 abrogazione di norme
art.37 decorrenza e successione di norme

Capo 1 - Principi Generali

Art. 1: Oggetto e finalita'

  1. Nel rispetto dei principi fissati dalla Costituzione, dall'ordinamento comunitario e nazionale, dallo Statuto e dai regolamenti, il Comune di Grosseto - di seguito denominato "Comune" - impronta la propria attività ed i procedimenti amministrativi al principio di trasparenza, di semplificazione e della chiara individuazione delle responsabilità degli organi e degli uffici.
  2. Il Comune, nello svolgimento della propria attività, attua i principi di sussidiarietà, di ragionevolezza e di proporzionalità.
  3. Il Comune utilizza tra i diversi strumenti previsti dall'ordinamento pubblico e dall'ordinamento privato quelli più idonei a garantire la semplicità, l'efficacia, l'efficienza e l'economicità dell'azione amministrativa, salvo che la legge disponga diversamente.
  4. Nello svolgimento delle attività e dei procedimenti sono disposti solo gli adempimenti strettamente necessari per il conseguimento degli obiettivi, per l'espletamento dell'istruttoria e per l'emissione del provvedimento. Il procedimento non può in ogni caso essere aggravato se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria, accertate dal dirigente o dal responsabile del servizio e/o dell'ufficio competente.
  5. Non possono essere richiesti pareri, autorizzazioni, nulla osta, o atti comunque denominati che non siano espressamente previsti dalle norme che disciplinano il procedimento. Qualora se ne presenti la oggettiva necessità la relativa richiesta deve essere adeguatamente motivata.
  6. Il soggetto cui è attribuita la responsabilità dell'attività e/o del procedimento assume ogni iniziativa per il perseguimento dell'obiettivo assegnato, nonché per la celere conclusione del procedimento ed in particolare promuove le opportune forme di comunicazione interna ed esterna e di cooperazione, tese ad accrescere la trasparenza e l'efficacia delle attività e dei procedimenti medesimi.
  7. L'obbligo di semplificazione delle attività e dei procedimenti amministrativi è perseguito mediante adeguate misure organizzative ed attraverso le necessarie modificazioni delle procedure.
  8. L'Amministrazione si avvale dell'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione quale strumento essenziale per la modernizzazione delle strutture e ne garantisce l'utilizzo da parte dei cittadini e delle imprese assicurando loro, in particolare, la partecipazione alle attività e ai procedimenti amministrativi e l'accesso alle informazioni, agli atti e ai documenti anche mediante strumenti informatici e telematici.
Art. 2: ambito di applicazione

  1. Il presente Regolamento disciplina lo svolgimento delle attività e dei procedimenti amministrativi di competenza del Comune, sia che si svolgano secondo le norme del diritto privato, sia che si svolgano secondo le norme del diritto pubblico, e sia che gli stessi conseguano ad una istanza di parte, o che vengano promossi d'ufficio.
  2. I principi e le regole del presente Regolamento si applicano, in quanto compatibili, alle attività ed ai procedimenti promossi da altre Amministrazioni, che per la loro definizione richiedano l'intervento e la cooperazione del Comune.
  3. Il Regolamento non si applica agli atti normativi, agli atti amministrativi generali di indirizzo, di programmazione e di pianificazione e agli altri atti specificamente disciplinati da leggi o da regolamenti.

Art. 3: Definizioni

  1. Ai fini del presente regolamento si intende:
    1. per "procedimento amministrativo", la sequenza di atti tra loro connessi per la definizione di decisioni dell'Amministrazione, nel perseguimento di pubblici interessi, ad essa richieste da soggetti privati o dalla medesima promosse;
    2. per "istruttoria" , la fase del procedimento finalizzata all'acquisizione di ogni elemento utile all'assunzione delle decisioni;
    3. per "provvedimento finale", l'atto conclusivo del procedimento amministrativo , esplicitante la decisione dell'Amministrazione, la sua volontà, le valutazioni in merito agli interessi pubblici e privati dei soggetti coinvolti e le motivazioni delle scelte adottate;
    4. per "conferenza di servizi", la sede di confronto nell'ambito della quale l'Amministrazione acquisisce elementi istruttori utili, nonchè intese, concerti, nulla osta o assensi, comunque denominati, da parte di altri uffici, servizi o amministrazioni;
    5. per "dichiarazione di inizio di attività"(D.I.A.), il procedimento amministrativo in base al quale il soggetto interessato rende nota all'Amministrazione la sua intenzione di realizzare una specifica attività privata, coinvolgente interessi pubblici, attraverso la dichiarazione dell'esistenza dei requisiti e presupposti previsti da leggi o da atti amministrativi a contenuto generale;
    6. per "silenzio assenso", il procedimento amministrativo, riferito a determinate tipologie di attività, coinvolgenti interessi pubblici e il cui esercizio sia subordinato ad un atto di consenso dell'Amministrazione. In base al silenzio -assenso, la richiesta dell'atto di consenso si considera implicitamente accolta senza necessità di un provvedimenti espresso quando dalla presentazione della domanda descrittiva dell'attività, sia decorso il periodo predeterminato senza rilievi da parte dell'Amministrazione;
    7. per "comunicazione all'Amministrazione", l'atto formale con il quale il soggetto interessato informa l'Amministrazione della realizzazione di attività non soggette a titolo autorizzatorio, per le quali può essere tuttavia svolta dall'Amministrazione medesima specifica ponderazione di interessi, relativa alla salvaguardia di interessi pubblici, con eventuale adozione di atti inibitori;
    8. per "interruzione dei termini", l'azzeramento del conteggio dei termini nei casi previsti da leggi e regolamenti;
    9. per "sospensione dei termini", il blocco temporaneo della decorrenza dei termini che il responsabile del procedimento può disporre nei casi previsti da leggi e dal presente regolamento;
    10. per "responsabile del procedimento" il direttore del Settore cui afferisce la competenza per materia o altro dipendente da lui delegato;
    11. a) per "Amministrazione" o "Comune", il Comune di Grosseto.

Art. 4: Procedimenti amministrativi

  1. I procedimenti di competenza del Comune devono concludersi con un provvedimento espresso che deve intervenire entro il termine fissato dal Dirigente preposto all'unità operativa a cui il PEG o altro atto attribuisce l'attività, secondo un criterio che ne garantisca la sostenibilità, tanto con riguardo agli aspetti organizzativi, quanto in rapporto alla natura degli interessi pubblici o privati coinvolti.
  2. Il provvedimento, salvo espresse deroghe previste dalla legge, è comunicato ai destinatari, deve contenere l'indicazione del termine e dell'autorità cui è possibile ricorrere ed acquista efficacia nei confronti degli stessi a seguito dell'avvenuta comunicazione.
  3. Tutti i provvedimenti amministrativi, compresi quelli concernenti l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, devono essere motivati ampiamente in modo da rendere chiara la ricostruzione dei fatti e le ragioni giuridiche che ne hanno determinato il contenuto. Qualora il provvedimento sia motivato mediante il riferimento ad altri atti amministrativi, tali atti devono essere indicati e posti a disposizione dell'interessato.
  4. Le norme del presente regolamento non si applicano agli atti di gestione del rapporto di lavoro del personale dipendente.

Art.5: Elenco dei procedimenti amministrativi

  1. La Giunta, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente Regolamento, approva l'elenco dei procedimenti, individuati e classificati dai dirigenti in base ad una scheda contenente la descrizione del procedimento, ed in particolare:
    1. La denominazione e l'oggetto;
    2. L'inizio del procedimento
    3. Indicazione dell'atto conclusivo
    4. Norme ed altri atti di riferimento
    5. Termine per l'emissione dell'atto finale
    6. Competenza dell'atto finale
    7. l'eventuale operatività della dichiarazione di inizio di attività o del silenzio assenso.
  2. I procedimenti amministrativi di competenza del Comune con riferimento alle proprie attività istituzionali, riportati in specifico archivio elettronico, sono sottoposti a revisione, integrazione o modifica in relazione ad esigenze di aggiornamento normativo o funzionali alla semplificazione dell'attività amministrativa.
  3. Le revisioni, modifiche ed integrazioni ai procedimenti amministrativi, in ragione del prevalente carattere organizzativo, sono formalizzate con provvedimento della Giunta su iniziativa del Segretario Generale o del Direttore Generale, se nominato, previa segnalazione scritta allo stesso da parte dei Dirigenti competenti, e possono comportare anche variazioni in aumento dei termini procedimentali, qualora necessarie per far fronte ad esigenze normative, ovvero a motivate ragioni funzionali od organizzative.
  4. La Segreteria Generale è l'unità operativa competente in materia di gestione coordinata dei procedimenti amministrativi, e provvede alla revisione annuale dinamica dell'elenco degli stessi, sulla base dei provvedimenti di modifica od integrazione formalizzati ai sensi del precedente comma 3, adottando gli strumenti di informazione e comunicazione necessari per conferire certezza al complesso di elementi riportati nell'elenco, conseguentemente agli aggiornamenti realizzati.
  5. L'elenco dei procedimenti è reso pubblico mediante affissione all'Albo Pretorio dell'Ente e la pubblicazione nel sito istituzionale ed è posto a disposizione dei cittadini presso l'Ufficio di Relazioni con il Pubblico e presso la Segreteria Generale.
  6. Fino alla approvazione e pubblicazione dell'elenco dei procedimenti e per i procedimenti non inclusi varrà il termine previsto da altra fonte legislativa o regolamentare nazionale, regionale o comunale ed in mancanza di espressa indicazione varrà il termine di 90 giorni.

Responsabile del procedimento

Art. 6:Attribuzione della responsabilita' dell'istruttoria o del procedimento

  1. Il Dirigente responsabile provvede ad assegnare a sé o ad altro funzionario/collaboratore la responsabilità di ciascuno dei procedimenti afferenti alle competenze allo stesso attribuite e del suo svolgimento unitario, compresa l'adozione del provvedimento finale, ovvero in tutto o in parte, la sola responsabilità dell'istruttoria. L'attribuzione di responsabilità del procedimento è formalizzata dal Dirigente con specifico provvedimento.
  2. Per ogni funzione o attività del Comune alla quale non corrisponda un procedimento individuato ed inserito nell'elenco dei procedimenti, o per i procedimenti per i quali non sia stato nominato il responsabile, è considerato responsabile del procedimento il Dirigente responsabile funzionalmente preposto alla cura dell'affare oggetto del procedimento stesso.
  3. In caso di assenza o impedimento temporaneo del dirigente che non abbia proceduto ad effettuare alcuna attribuzione, la responsabilità del procedimento è riferita al soggetto che lo sostituisce secondo la disciplina vigente.
  4. Nel caso che l'assenza o l'impedimento del dipendente nominato responsabile del procedimento si prolunghi per un tempo che ne pregiudica la conclusione entro il termine previsto, il Dirigente responsabile procede alla nomina in sostituzione.
  5. Per i procedimenti che coinvolgono più servizi, l'individuazione del responsabile del procedimento è in capo alla unità operativa competente all'emanazione dell'atto finale, secondo previsioni di leggi o di regolamenti. In caso di conflitto, l'individuazione del responsabile del procedimento spetta al Segretario Generale o Direttore Generale, se nominato.
  6. Nei procedimenti relativi alle attività produttive di cui al D.P.R.447/98 e s.m.i. , la responsabilità del procedimento è attribuita allo Sportello Unico per le Attività Produttive. Le domande relative ai suddetti procedimenti devono essere presentate esclusivamente alla suddetta struttura; gli altri uffici coinvolti non possono rilasciare al richiedente atti autorizzatori, nulla osta, pareri o atti di consenso anche a contenuto negativo, comunque denominati. Gli uffici che si occupano degli endo-procedimenti ne assumono la relativa responsabilità, ferma restando la funzione del responsabile del procedimento complessivo di unico referente dell'Amministrazione verso l'esterno, individuato nel Responsabile dello Sportello Unico. Al Responsabile unico del Procedimento spetta il compito di coordinare le attività, i procedimenti ed i provvedimenti necessari per pervenire al provvedimento finale del procedimento unico entro il termine fissato. Il provvedimento conclusivo del procedimenti è ad ogni effetto titolo unico per la realizzazione dell'intervento richiesto. Laddove, ai sensi della normativa vigente, l'intervento non richiedesse un atto finale autorizzatorio, ma fosse sufficiente la presentazione di una D.I.A., quest'ultima dovrà essere presentata allo Sportello Unico delle Attività Produttive, che provvederà ad inoltrarla tempestivamente agli uffici competenti per il controllo.

Art.7: Compiti del responsabile del procedimento

  1. Il responsabile del procedimento esercita le attribuzioni previste dalla legge e dai regolamenti ed in particolare:
    • effettua la comunicazione di avvio del procedimento;
    • cura l'istruttoria ed ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento;
    • promuove ed attua la collaborazione e la comunicazione tra gli uffici e i servizi dell'Amministrazione e con le altre Amministrazioni interessate al procedimento medesimo; propone l'indizione della conferenza dei servizi, sottoponendone oggetto, motivazioni e partecipanti al Dirigente, cui spetta la convocazione;
    • qualora a ciò incaricato dal Dirigente, indice e/o presiede la conferenza dei servizi e partecipa a quelle indette da altri Enti;
    • esercita poteri di impulso e di sollecitazione, relativamente agli atti istruttori ed ai provvedimenti, anche di competenza di altre Amministrazioni, che debbono confluire nel provvedimento finale e sottopone al dirigente eventuali ritardi ed inadempienze che possono determinare l'inosservanza del termine di conclusione, dandone comunicazione all'interessato;
    • trasmette formalmente, qualora il provvedimento finale non rientri nella sua competenza, la proposta all'organo competente, corredata da tutti gli atti istruttori. In questo caso l'organo competente, nell'adozione del provvedimento finale, non può discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal responsabile del procedimento, se non indicandone la motivazione nel provvedimento finale.
    • attiva gli strumenti e le modalità di semplificazione più efficaci in relazione alla natura del procedimento e ai soggetti coinvolti, a partire dal ricorso all'autocertificazione; cura le pubblicazioni, le comunicazioni e le notificazioni, servendosi degli appositi servizi del Comune;
    • propone al Dirigente modifiche procedimentali e/o organizzative finalizzate alla semplificazione dei procedimenti ed alla riduzione del termine per la loro conclusione; favorisce ed attua la partecipazione degli interessati al procedimento, anche comunicando tempestivamente eventuali motivi che potrebbero determinare un provvedimento negativo, e procede alla definizione degli eventuali accordi, scaturiti in sede di partecipazione, da stipulare con i destinatari del provvedimento e con gli altri interessati. Qualora non sia competente all'emissione del provvedimento finale, propone l'approvazione dell'accordo all'organo competente.
  2. Il responsabile del procedimento, anche incaricato, in ragione delle esigenze organizzative connesse all'efficiente svolgimento dell'azione amministrativa, può attribuire le specifiche attività materiali inerenti l'istruttoria del procedimento ai dipendenti dell'Unità Operativa cui è preposto. Rimane al responsabile del procedimento l'esclusiva responsabilità sulla completezza dell'istruttoria eseguita nonché, ove competente, sul provvedimento finale adottato.

Capo III - Fasi ed elementi strutturali del procedimento amministrativo

Art. 8: Avvio del procedimento

  1. Per i procedimenti d'ufficio il termine iniziale decorre dalla data dell'atto propulsivo o da quando il Comune ha notizia del fatto da cui sorge l'obbligo a provvedere.
  2. Per i procedimenti ad iniziativa di parte o nei casi in cui l'atto propulsivo del procedimento promani da organo o ufficio di altra Amministrazione, il termine iniziale decorre dalla data di ricevimento da parte del Comune della richiesta, della proposta, ovvero della domanda. La data di ricevimento è quella risultante dall'acquisizione della stessa al registro di protocollo del Comune.
  3. La domanda deve essere redatta nelle forme e nei modi preventivamente determinati dal Comune e portati a conoscenza dei cittadini con mezzi idonei, anche utilizzando il sito web del Comune. Tutte le domande, dichiarazioni, istanze, corredate dalla documentazione richiesta, essenziale ai fini dell'istruttoria, devono essere formalizzate per iscritto e possono essere inviate anche per posta, per fax o in via telematica.
  4. Il Comune determina e richiede, altresì, la documentazione necessaria per l'accertamento dei requisiti e delle condizioni richieste per l'adozione del provvedimento, nel rispetto delle norme legislative e regolamentari vigenti in materia di autodichiarazioni sostitutive e di acquisizione di ufficio degli atti e documenti. Le suddette determinazioni vengono assunte e comunicate insieme a quelle relative ai modi ed alle formalità di presentazione delle domande e delle istanze.
  5. Nel caso comunque in cui la domanda presentata contenga tutti gli elementi necessari per attivare il procedimento, anche se redatta in forme e modi diversi da quelli stabiliti dall'Amministrazione, viene ritenuta regolare ed è accettata.
  6. Nel caso in cui la domanda pervenga ad un ufficio incompetente, l'ufficio a cui è pervenuta la trasmette immediatamente a quello competente, dandone comunicazione all'interessato.

Art. 9: Comunicazione dell'avvio del procedimento

  1. Il responsabile del procedimento dà comunicazione dell'inizio del procedimento ai soggetti:
    1. nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato ad avere effetti;
    2. la cui partecipazione sia prevista da leggi o da regolamenti;
    3. individuati mediante una precedente manifestazione di volontà diretta a far valere un interesse contrapposto;
    4. altri soggetti, individuati o facilmente individuabili, nei cui confronti dal procedimento possa derivare un pregiudizio diretto ed attuale di posizioni giuridiche soggettive acquisite.
  2. Qualora particolari esigenze di celerità del procedimento non consentano la immediata comunicazione del relativo avvio, dovrà provvedersi successivamente entro 10 giorni dall'avvio del procedimento.
  3. I soggetti, indicati dal precedente comma, sono informati dell'avvio del procedimento mediante comunicazione personale contenente la indicazione de:
    1. l'Amministrazione competente;
    2. l'oggetto del procedimento;
    3. l'ufficio competente e la persona responsabile del procedimento;
    4. l'ufficio presso cui si può prendere visione degli atti ed esercitare il diritto di accesso, l'orario e le modalità di accesso all'ufficio medesimo;
    5. il termine entro cui deve concludersi il procedimento e le forme di tutela amministrativa e giudiziaria attivabili in caso di inerzia o di inadempienza dell'Amministrazione;
    6. la data di presentazione della relativa richiesta, nel caso di procedimenti ad iniziativa di parte;
    7. il soggetto competente all'adozione del provvedimento finale.
  4. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, il responsabile del procedimento provvede a rendere noti tutti gli elementi indicati dal comma precedente attraverso la pubblicazione all'Albo Pretorio dell'Ente della comunicazione di avvio del procedimento, contenente la ragione della deroga, o attraverso altra forma idonea di pubblicità concordata con il Dirigente responsabile, quali la pubblicazione sul sito web e/o su un quotidiano.
  5. L'omissione, il ritardo o l'incompletezza della comunicazione possono essere fatte valere, anche nel corso del procedimento, solo dai soggetti che hanno diritto a ricevere la informazione dell'avvio del procedimento, mediante segnalazione scritta al responsabile del medesimo procedimento. Questi è tenuto a fornire i chiarimenti o le integrazioni necessarie entro 10 giorni dalla ricezione della segnalazione.
  6. La comunicazione può essere effettuata anche mediante fax, o per via telegrafica o telematica, comunque garantendo la conservazione al fascicolo del procedimento della prova dell'avvenuta comunicazione. La comunicazione di cui al comma 3 viene effettuata anche per i procedimenti ad iniziativa di parte nonché per quelli relativi alle attività amministrative a carattere vincolato. Tale comunicazione è altresì obbligatoria nei casi revoca, annullamento d'ufficio e sospensione dell'efficacia del provvedimento previsti agli artt.33 e 34.
  7. Resta salva la facoltà dell'Amministrazione di adottare provvedimenti cautelari ed urgenti, anche prima della effettuazione della comunicazione di avvio del procedimento, quando ricorrano ragioni connesse alla tutela dell'interesse generale.

Art. 10: Attività istruttoria

  1. Tutti gli uffici che intervengono in un procedimento sono tenuti a prestare piena e tempestiva collaborazione all'unità organizzativa e al responsabile del procedimento, per l'acquisizione di tutti gli elementi utili per formulare la decisione e per il rispetto dei termini di cui all'art. 16

Art. 11: Forme di collaborazione nell'attivita' istruttoria

  1. Il Comune, nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento, può conferire, per motivate ragioni di economicità, efficacia ed efficienza, a soggetti esterni lo svolgimento di attività propedeutiche all'adozione del provvedimento finale, ovvero lo svolgimento di attività materiali di supporto all'esercizio delle proprie funzioni, con esclusione della valutazione degli interessi pubblici coinvolti.
  2. Per le finalità di cui al comma 1 il dirigente conferisce l'incarico di pubblico servizio ai soggetti pubblici o privati, singoli o associati, ritenuti idonei a svolgere l'attività di supporto.
  3. Qualora il conferimento di cui al comma 1 abbia carattere oneroso e possa pertanto qualificarsi come appalto di servizi, esso viene regolato secondo la normativa vigente.

Art. 12: Casi di interruzione dei termini del procedimento

  1. Il responsabile del procedimento, nel caso in cui la dichiarazione o la domanda presenti irregolarità sostanziali o sia carente di uno o più degli elementi prescritti, interrompe entro 10 giorni dalla sua presentazione i termini del procedimento comunicando le cause di irregolarità o di incompletezza e i termini per la presentazione della documentazione eventualmente richiesta.
  2. L'interruzione del procedimento comporta:
    1. il riavvio dall'inizio del procedimento quando nel termine stabilito dall'Amministrazione siano presentati gli elementi richiesti;
    2. la chiusura del procedimento, quando nel termine stabilito dall'Amministrazione non siano presentati gli elementi richiesti.

Art. 13: Sospensione dei termini del procedimento

  1. L'Amministrazione può sospendere per una sola volta la decorrenza dei termini del procedimento amministrativo, all'infuori dei casi previsti per pareri e valutazioni tecniche esterne, di cui agli art. 14 e 15, quando si riscontrino esigenze eccezionali o imprevedibili connesse all'istruttoria e comportanti la richiesta agli interessati di specifici chiarimenti od integrazioni
  2. L'Amministrazione trasmette agli interessati una motivata comunicazione della sospensione del procedimento, indicando i termini per la presentazione della documentazione eventualmente richiesta.

Art. 14: Pareri obbligatori e valutazioni tecniche

  1. Qualora l'amministrazione debba obbligatoriamente richiedere l'espressione di un parere ad un organo consultivo, tale parere deve intervenire entro il termine fissato dalla legge o da regolamento e comunque entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta. Negli stessi termini sono resi i pareri facoltativi.
  2. L'organo consultivo cui è richiesto il parere può manifestare esigenze istruttorie. In tal caso il termine può essere sospeso e il parere è reso definitivamente entro 15 giorni dalla ricezione degli elementi istruttori forniti dalle Amministrazioni interessate.
  3. Qualora il parere obbligatorio non sia espresso entro il termine e non siano state rappresentate esigenze istruttorie da parte dell'organo adito, l'Amministrazione richiedente può procedere indipendentemente dall'acquisizione dello stesso. Qualora il parere facoltativo non sia espresso entro il termine e non siano state rappresentate esigenze istruttorie da parte dell'organo adito, l'Amministrazione procede indipendentemente dall'emissione del parere.
  4. Dalla comunicazione del parere si procede anche via fax o utilizzando gli strumenti telematici.

Art. 15: Pareri e valutazioni tecniche in materia di tutela ambientale, paesaggistica, territoriale e della salute

  1. In caso di pareri e valutazioni che debbano essere rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini non si applicano le disposizioni di cui al precedente art. 14.
  2. L'Amministrazione, in relazione ai procedimenti che richiedono pareri e valutazioni rientranti nella previsione del comma 1, può, al fine di garantire il rispetto dei termini, stipulare accordi quadro o protocolli di intesa con le amministrazioni preposte.
  3. Con tali accordi o protocolli si definiscono i presupposti generali in presenza dei quali all'Amministrazione comunale è consentito ritenere come acquisito il parere o la valutazione favorevole sul singolo procedimento.
  4. Qualora non sia possibile stipulare gli accordi o i protocolli di cui al comma 3, l'Amministrazione, nel caso in cui riscontri una sistematica violazione dei termini previsti per l'acquisizione dei pareri o delle valutazioni in materia di tutela ambientale e della salute dei cittadini, può rivolgersi, se la legislazione lo consente, ad altri soggetti pubblici competenti per materia.

Art. 16: Durata del procedimento

  1. I termini per la conclusione dei procedimenti, ove non siano specificamente stabiliti in base a disposizioni normative nazionali o regionali, sono definiti nell'elenco predisposto dalla Giunta e adeguato secondo le modalità di cui al precedente articolo 5.
  2. Nel caso in cui non sia desumibile secondo le previsioni di cui al comma 1, il termine è di novanta giorni.
  3. I tempi fissati per la conclusione di ogni procedimento comprendono anche le fasi intermedie, interne all'Amministrazione, necessarie per il completamento dell'istruttoria.
  4. Qualora in relazione al singolo procedimento il termine fissato dall'Amministrazione non sia rispettato, il responsabile del procedimento ne dà comunicazione agli interessati, motivando le ragioni del ritardo.

Art. 17: Comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza

  1. Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento, prima di provvedere all'adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti, in forma scritta, i motivi che ostano all'accoglimento della domanda.
  2. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti.
  3. L'eventuale riesame dell'istanza, qualora siano coinvolte nell'istruttoria varie Amministrazioni, può avvenire anche tramite apposita conferenza dei servizi.
  4. La comunicazione di cui al primo comma sospende i termini per concludere il procedimento che riprendono nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo comma.
  5. 1. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale.
  6. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle procedure concorsuali.

Art. 18: Conclusione e chiusura del procedimento

  1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, viene sempre concluso mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
  2. Il procedimento amministrativo si intende concluso:
    1. per i procedimenti nei quali vi sia necessità di provvedimento espresso, con l'adozione del provvedimento stesso;
    2. per i procedimenti con dichiarazione di inizio attività o silenzio assenso, da quando decorre il termine che consente di esercitare o dare avvio all'attività.
  3. Il responsabile provvede alla chiusura del procedimento quando:
    1. il procedimento sia stato interrotto o sospeso e l'interessato non abbia prodotto la documentazione integrativa essenziale richiesta nei termini stabiliti;
    2. il procedimento sia stato oggetto di rinuncia da parte dell'interessato.
  4. L'Amministrazione comunica agli interessati l'adozione del provvedimento finale, anche nel caso di chiusura del procedimento. Nella comunicazione devono essere indicati il termine e l'autorità cui è possibile ricorrere.

Art. 19: Motivazione del provvedimento

  1. Con la motivazione l'Amministrazione rende conto della propria attività istruttoria comunicando all'interessato gli elementi e i criteri di valutazione su cui si è basata per l'adozione del provvedimento finale
  2. In particolare la motivazione, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione, evidenzia la ragionevolezza della scelta compiuta nel contemperamento dei diversi interessi pubblici e privati.

Art. 20: Procedimento amministrativo telematico

  1. I procedimenti amministrativi definiti dal Comune prendono avvio, si sviluppano e si concludono avvalendosi anche delle modalità operative informatiche e telematiche rese progressivamente disponibili dall'evoluzione tecnologica.
  2. L'Amministrazione definisce, nel rispetto della normativa dettata in materia di firme elettroniche, e sulla base dei principi di adeguatezza, riservatezza, certezza, sicurezza e accessibilità, per ciascuna tipologia o per tipologie omogenee di procedimento amministrativo, le specifiche tecniche relative ai seguenti profili:
    1. la produzione, la trasmissione e la riconducibilità al privato di istanze, comunicazioni, dichiarazioni, denunce e atti sollecitatori o dichiarativi simili;
    2. l'invio al privato di comunicazioni e richieste;
    3. le modalità atte a consentire - previa apposita procedura di autenticazione dei soggetti legittimati - l'accesso agli atti e il monitoraggio dell'iter del procedimento;
    4. la formazione, la riferibilità, la trasmissione e l'archiviazione del provvedimento finale.
  3. Le comunicazioni infraprocedimentali possono avvenire tramite posta elettronica, posta vocale, messaggistica telefonica, videoconferenza ed altre modalità di comunicazione rese disponibili dall'evoluzione tecnologica.
  4. Il responsabile del procedimento, nella conduzione delle attività istruttorie, è tenuto ad avvalersi di tutti quegli strumenti o applicazioni che gli consentono di verificare, in modo automatico, il possesso di requisiti, lo stato di luoghi, le situazioni e le condizioni inerenti l'attività amministrativa, al fine di limitare gli adempimenti istruttori a carico del cittadino e di semplificare quelli gravanti sull'Amministrazione.
  5. Tramite apposite convenzioni da stipulare con i soggetti concessionari per la riscossione di tributi, viste le disposizioni di legge vigenti, sono definite le modalità per consentire l'assolvimento in via telematica degli obblighi derivanti dall'imposta sul bollo.
  6. Al cittadino è comunque rimessa la facoltà di richiedere all'Amministrazione che le comunicazioni inerenti al procedimento amministrativo avvengano in maniera tradizionale, ossia senza l'utilizzo di strumentazioni informatiche; le comunicazioni rese secondo questa modalità si affiancano, ma non sostituiscono, quelle elettroniche delle quali costituiscono mera riproduzione.

Capo IV - Partecipazione al procedimento e garanzie

Art. 21: Partecipazione al procedimento

  1. L'Amministrazione garantisce la possibilità di intervenire nel procedimento a tutti i soggetti:
    1. destinatari diretti del provvedimento finale;
    2. nei confronti dei quali è presumibile che il provvedimento finale produca i suoi effetti;
    3. portatori di interessi pubblici o privati, nonché portatori di interessi diffusi ai quali il provvedimento possa recare pregiudizio.
  2. I soggetti ammessi dall'Amministrazione a partecipare o ad intervenire hanno diritto:
    1. di prendere visione e avere copia degli atti del procedimento, nel rispetto della disciplina legislativa e regolamentare sul diritto di accesso e la tutela dei dati personali;
    2. di presentare memorie scritte e documenti, entro il termine assegnato, che l'Amministrazione ha l'obbligo di valutare ove siano pertinenti all'oggetto del procedimento, dandone riscontro nel corpo della motivazione del provvedimento;
    3. di partecipare allo svolgimento del procedimento in apposita riunione, che può concludersi con una decisione concordata tra le parti.
  3. In relazione alle memorie e ai documenti presentati, il responsabile del procedimento, qualora gli stessi comportino nuove e più approfondite esigenze istruttorie, può sospendere il termine finale di conclusione del procedimento, per il tempo strettamente necessario, dandone comunicazione ai soggetti ammessi a partecipare o ad intervenire nel procedimento.

Art. 22: Intervento partecipativo

  1. In relazione ai procedimenti amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, il Comune favorisce la partecipazione dei cittadini singoli e associati attivando adeguate modalità di informazione anche attraverso il potenziamento di quelle previste dalle specifiche discipline di settore.
  2. In riferimento ai singoli procedimenti di cui al comma 1, l'amministrazione definisce le concrete modalità di partecipazione, anche individuando percorsi a carattere sperimentale, in modo che risulti sempre garantita ai cittadini la possibilità di contribuire alla definizione delle scelte attraverso la formulazione di osservazioni e proposte.
  3. L'Amministrazione tiene nella dovuta considerazione le osservazioni e proposte dei cittadini, recependone il contenuto o motivando sulle ragioni di massima che non ne rendono possibile od opportuno l'accoglimento.

Capo V - Semplificazione amministrativa

Art. 23: Principi e criteri

  1. Al fine di garantire la piena applicazione dei principi di trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, ogni Servizio del Comune provvede stabilmente alla revisione dei procedimenti amministrativi di propria competenza secondo i principi, le finalità e le metodologie proprie della semplificazione amministrativa, con le modalità descritte all'art.5
  2. La semplificazione amministrativa è finalizzata principalmente al conseguimento di effetti e risultati migliorativi per il cittadino. Di ogni operazione di semplificazione va valutato preventivamente e verificato successivamente l'impatto sul cittadino e sull'organizzazione comunale.
  3. La semplificazione, oltre a razionalizzare le fasi dei procedimenti amministrativi, introduce nell'attività amministrativa l'utilizzo di tutti gli strumenti giuridici e tecnologici utili al buon andamento complessivo.
  4. Il Comune incentiva l'uso della telematica, nei rapporti interni, con gli altri enti e le altre amministrazioni e con i privati.

Art. 24: Conferenza dei servizi

  1. Il responsabile del procedimento indice la conferenza dei servizi ogniqualvolta sia necessario acquisire pareri, valutazioni tecniche o atti d'assenso comunque denominati, essenziali per lo sviluppo dell'attività istruttoria e decisionale da altre Pubbliche Amministrazioni, da altri uffici e servizi dell'amministrazione comunale e da soggetti concessionari di pubblici servizi.
  2. Il responsabile del procedimento può invitare a partecipare alla conferenza di cui al comma 1 anche soggetti privati portatori di interessi qualificati in relazione alle decisioni da assumere, nonché rappresentanti di organi istituzionali, qualora se ne ravvisi l'opportunità.
  3. Il dirigente invitato alla conferenza dei servizi, qualora non vi partecipi personalmente, incarica il funzionario competente a rappresentarlo.
  4. Gli esiti della Conferenza di servizi sono formalizzati mediante la redazione di apposito verbale, nel quale sono riportati tutti gli elementi discussi, nonché le decisioni finali assunte.
  5. Il verbale è sottoscritto da tutti i partecipanti alla Conferenza e costituisce:
    1. atto istruttorio essenziale, qualora per la conclusione del procedimento sia comunque necessaria l'adozione di un provvedimento amministrativo;
    2. atto finale del procedimento, qualora in base a disposizioni di legge o di regolamento sia possibile definire, già in sede di conferenza dei servizi, la volontà dell'Amministrazione.

Art. 25: Accordi integrativi o sostitutivi del procedimento

  1. In accoglimento di osservazioni e proposte presentate da soggetti coinvolti nel procedimento, il responsabile o l'organo competente per l'adozione del provvedimento finale, può stipulare, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo.
  2. Il responsabile del procedimento o l'organo competente per l'adozione del provvedimento finale, ricorre inoltre all'accordo quando il contemperamento degli interessi pubblici e privati oggetto del procedimento richieda, per la piena efficacia del provvedimento da adottare, impegni delle parti anche eccedenti la disciplina ordinaria del procedimento.
  3. In particolare, gli accordi possono prevedere in capo alle parti impegni reciproci anche economici quali procedure semplificate, riduzioni o esenzioni di tributi previsti dalla normativa vigente e canoni dovuti all'Amministrazione, affidamenti di gestioni, concessioni d'uso, servizi, forniture o opere aggiuntive o complementari in favore dell'Amministrazione e altri oneri civici.
  4. Gli accordi possono altresì essere a carattere sperimentale o provvisorio e prevedere procedure per il monitoraggio, la riforma e a revoca dei provvedimenti correlati.
  5. L'organo competente per l'adozione del provvedimento finale quando, a seguito dell'intervento nel procedimento dei soggetti legittimati, decida di concludere con gli interessati un accordo integrativo o sostitutivo del provvedimento finale, definisce preventivamente le motivazioni e le ragioni di opportunità che ne consigliano la stipula, nonchè le linee e i contenuti di massima del medesimo. Il responsabile del procedimento predispone il calendario di incontri cui invitare, separatamente o contestualmente, il destinatario del provvedimento ed eventuali controinteressati.
  6. Gli accordi di cui al presente articolo debbono essere stipulati, a pena di nullità, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. La stipulazione dell'accordo è preceduta da una determinazione dell'organo che sarebbe competente per l'adozione del provvedimento. Agli accordi si applicano, ove non diversamente previsto, i principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili, ferma restando la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sui medesimi provvedimenti.
  7. Ai fini della semplificazione amministrativa, i dirigenti promuovono la conclusione di accordi e la stipula di convenzioni con le altre Amministrazioni per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune e per incentivare l'uso della telematica per lo scambio di dati.

Art. 26: Dichiarazione di inizio attività

  1. La dichiarazione di inizio attività (D.I.A.), è titolo idoneo a consentire l'inizio dell'attività decorso il termine di trenta giorni dalla data della sua presentazione, salvo quanto disposto al comma 10. Contestualmente all'inizio dell'attività, l'interessato ne dà comunicazione all'Amministrazione. In tal caso, non trova applicazione la procedura di cui all'art.8.
  2. Tutti i procedimenti per i quali l'esercizio di un'attività privata può essere intrapreso sulla base di una dichiarazione di inizio attività sono riportati nell'archivio informatico di cui all'art. 5.
  3. La dichiarazione di inizio attività indica:
    1. le generalità del richiedente;
    2. le caratteristiche specifiche dell'attività da svolgere.
  4. Alla D.I.A. sono inoltre allegati:
    1. le dichiarazioni, anche per mezzo di autocertificazioni, del richiedente che indichino la sussistenza dei presupposti, ivi compreso il versamento di eventuali tasse e contributi, e dei requisiti prescritti dalla legge per lo svolgimento di quella attività;
    2. i dati necessari per verificare il possesso o conseguimento di particolari requisiti soggettivi, quando la legge lo richieda.
  5. Entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di inizio attività il responsabile del procedimento verifica la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti, salvo quanto disposto al comma 10
  6. Nel caso in cui il responsabile del procedimento accerti la mancanza o non rispondenza dei presupposti e dei requisiti dispone, con provvedimento motivato da trasmettere all'interessato, il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione dei suoi effetti.
  7. Qualora sia possibile conformare l'attività alla normativa vigente, il responsabile del procedimento fissa i termini, comunque non inferiori a trenta giorni, entro i quali l'interessato provvede alla regolarizzazione.
  8. È fatto comunque salvo il potere dell'Amministrazione di assumere determinazioni in via di autotutela ai sensi degli articoli 33 e 34
  9. Nei casi in cui la legge prevede l'acquisizione di pareri o enti appositi, il termine per l'adozione dei provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti sono sospesi, fino all'acquisizione dei pareri, fino ad un massimo di trenta giorni, scaduti i quali l'Amministrazione può adottare i propri provvedimenti indipendentemente dall'acquisizione del parere. Della sospensione è data comunicazione all'interessato.
  10. Restano ferme le disposizioni normative di settore che prevedono termini diversi da quelli di cui ai commi 1 e 5 per l'inizio dell'attività e per l'adozione da parte dell'amministrazione competente di provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti.

Art. 27: Silenzio assenso

  1. Salvo i casi di dichiarazione di inizio attività, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi, qualora l'Amministrazione non comunichi all'interessato entro il termine prefissato, o in assenza entro 90 giorni, il provvedimento di diniego, il silenzio dell'Amministrazione equivale all'accoglimento della richiesta, senza necessità di ulteriore richiesta o diffida.
  2. L'Amministrazione, entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta, può indire la conferenza dei servizi.
  3. Il silenzio dell'Amministrazione non equivale ad accoglimento della richiesta nei casi di atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione, la salute e la pubblica incolumità, nonchè nei casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali o la legge qualifichi il silenzio dell'Amministrazione come rigetto della richiesta.
  4. Restano salve le norme in materia dettate dalle leggi di settore.
  5. Ciascun dirigente, nell'ambito dei procedimenti di propria competenza, individua i procedimenti nei quali la disciplina del silenzio assenso è prevista dalla normativa oppure propone alla Giunta i procedimenti ai quali intende applicare tale istituto, impegnandosi, negli altri casi, a rendere le procedure semplici ed essenziali e per stabilire i termini più limitati che il procedimento consente.
  6. Il Responsabile del procedimento verifica la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge e ove accerti la loro mancanza o non rispondenza comunica tempestivamente all'interessato il provvedimento di diniego, indicandone i motivi.
  7. Nel caso in cui l'atto di assenso si sia illegittimamente formato, il Responsabile del procedimento provvede:
    1. ad indicare, quando ciò sia possibile, i termini entro i quali l'interessato può sanare i vizi dell'attività e conformarsi alla normativa vigente;
    2. a disporre il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione dei suoi effetti.
  8. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, è fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione di assumere determinazioni in via di autotutela ai sensi degli articoli 33 e 34.
  9. Alla disciplina del silenzio- assenso si applicano le disposizioni previste dall'art.13 e dall'art.17

Art. 28: Comunicazione all'Amministrazione

  1. Nella comunicazione riferita ad attività liberalizzate in base a specifica normativa, l'interessato è tenuto a dichiarare solo gli elementi indispensabili a qualificare il tipo di attività posta in essere al fine di consentire all'Amministrazione le opportune valutazioni degli interessi pubblici coinvolti.
  2. Nel caso in cui la comunicazione riguardi un mutamento nelle modalità di svolgimento di attività precedentemente autorizzata, l'interessato è tenuto a esplicitare solo gli effetti sulle modalità di esecuzione dell'attività al fine di consentire all'Amministrazione le opportune valutazioni degli interessi pubblici coinvolti.
  3. Il responsabile del procedimento, motivando adeguatamente, anche attraverso accordi di tipo informale, può richiedere la specificazione di ulteriori elementi che non siano in suo possesso o che non possa acquisire autonomamente.

Art. 29: Modulistica e istruzioni

  1. Ciascuna unità organizzativa dovrà fornire, per ogni tipo di procedimento, la modulistica e indicare la documentazione essenziale ai fini dell'istruttoria e dell'avvio del procedimento stesso, con riferimento all'obbligo di acquisire i documenti già in possesso dell'Amministrazione e di accertare d'ufficio fatti, stati e qualità che la stessa Amministrazione è tenuta a certificare.
  2. Qualora lo stesso procedimento sia gestito da Settori diversi, i direttori devono provvedere ad uniformare la modulistica relativa.
  3. Ciascuna unità organizzativa è tenuta ad adeguare la modulistica utilizzata secondo le modalità di semplificazione di cui al presente Capo.

Capo VI - Efficacia e validita' del provvedimento amministrativo

Art. 30: Efficacia del provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati

  1. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso effettuata anche nelle forme stabilite per la notifica agli irreperibili nei casi previsti dal codice di procedura civile.
  2. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede mediante idonee forme di pubblicità di volta in volta stabilite dal responsabile del procedimento.
  3. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati non avente carattere sanzionatorio può contenere una motivata clausola di immediata efficacia.
  4. I provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei privati aventi carattere cautelare ed urgente sono immediatamente efficaci; per questi provvedimenti di carattere urgente, è necessariamente derogato l'obbligo della comunicazione di avvio del procedimento di cui agli artt.8 e 9 , secondo quanto lo stesso prevede ove sussistano impedimenti derivanti da particolari esigenze di celerità.

Art. 31: Esecutorietà

  1. Nei casi e con le modalità stabiliti dalla legge, l'Amministrazione può imporre coattivamente l'adempimento degli obblighi nei suoi confronti. Il provvedimento costitutivo di obblighi indica il termine e le modalità dell'esecuzione da parte del soggetto obbligato. Qualora l'interessato non adempia all'obbligazione nei termini stabiliti nel provvedimento, l'Amministrazione lo diffida a provvedere , assegnandoli un tempo per l'esecuzione e , ove non adempia, può provvedere nei suoi confronti all'esecuzione coattiva nelle ipotesi e secondo le modalità stabilite dalla legge.
  2. Ai fini dell'esecuzione delle obbligazioni aventi ad oggetto somme di denaro si applicano le disposizioni per l'esecuzione coattiva dei crediti dello Stato.

Art. 32: Efficacia ed esecutivita' del provvedimento

  1. Salvo diversa disposizione di legge, i provvedimenti amministrativi efficaci sono immediatamente eseguiti, qualora non prevedano clausole che ne differiscono l'esecuzione ad una data prestabilita.

Art. 33: sospensione dell'efficacia del provvedimento

  1. L'organo che ha emanato il provvedimento amministrativo può sospendere l'efficacia o l'esecuzione dello stesso per gravi motivi, limitatamente al tempo strettamente necessario dagli stessi determinato.
  2. La sospensione può essere disposta da altro organo previsto dalla legge, diverso da quello che ha emanato il provvedimento.
  3. L'atto che dispone la sospensione deve indicare la data o il tempo alla scadenza del quale ha termine.
  4. Il termine di sospensione, come sopra stabilito, può essere prorogato o differito per una sola volta dallo stesso organo che l'ha disposto ovvero può essere ridotto per esigenze sopravvenute. Non è prevista la sospensione a tempo indeterminato dei provvedimenti amministrativi
  5. La sospensione è comunicata al destinatario del provvedimento.

Art. 34: revoca e annullamento d'ufficio del provvedimento

  1. Il dirigente competente o suo incaricato, anche su indicazione del Segretario Generale o del Direttore Generale, se nominato, può revocare il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole per il verificarsi di una delle seguenti condizioni:
    1. per sopravvenuti motivi di pubblico interesse;
    2. nel caso di mutamento della situazione di fatto alla quale era riferito;
    3. per nuova valutazione dell'interesse pubblico originario.
  2. La revoca del provvedimento ha efficacia ex nunc.
  3. Quando la revoca determina pregiudizi in danno dei soggetti alla stessa direttamente interessati, la Pubblica amministrazione ha l'obbligo di provvedere all'indennizzo del danno arrecato, indipendentemente dai motivi di pubblico interesse sopravvenuti od oggetto di nuova valutazione , per i quali è stata disposta. Il diritto all'indennizzo non compete quando la revoca è resa necessaria dal mancato rispetto da parte dell'interessato delle condizioni delle quali il provvedimento era vincolato, ovvero quando il mutamento delle condizioni di fatto determinato dall'interessato è dovuto ad interventi dallo stesso effettuati senza il consenso dell'amministrazione.
  4. Le controversi relative alla determinazione ed indennizzo del danno sono attribuite alla competenza esclusiva della giurisdizione amministrativa.
  5. I soggetti individuati ai sensi del comma 1, sussistendo fondate e persistenti ragioni di interesse pubblico, possono annullare d'ufficio il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza dell'organo che lo ha adottato; il provvedimento può essere annullato entro un termine di tempo ragionevole e tenendo in debito conto gli interessi dei destinatari e dei controinteressati.
  6. Il provvedimento amministrativo non è annullabile:
    • quando risulta adottato con violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti ma, per la natura vincolata del provvedimento, è palese che il suo contenuto dispositivo non poteva essere diverso da quello concretamente adottato
    • per mancata comunicazione dell'avvio del procedimento se l'amministrazione dimostra in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato, pur in mancanza della predetta comunicazione e della partecipazione di chi vi abbia interesse.
  7. E' fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendo le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole.

Capo VII - Disposizioni finali

Art. 35: Norma speciale

  1. Per quanto riguarda i procedimenti in materia edilizia, tributaria, lavori pubblici e nelle attività commerciali e produttive di beni e servizi, le disposizioni del presente regolamento si applicano in quanto compatibili con le specifiche normative nazionali e regionali di settore, nonché con i relativi regolamenti comunali.

Art. 36: Abrogazione di norme

  1. Con l'approvazione del presente regolamento si intendono abrogate e pertanto disapplicate le norme contenute nei titoli 1 e 2 (Artt.da 1 a 18) del "Regolamento della trasparenza, della semplificazione e della pubblicità dell'attività amministrativa -diritto di accesso" approvato con deliberazione C.C. n. 28 del 31/03/2004
  2. Si intendono altresì sostituite e/o abrogate le norme contenute in altri regolamenti comunali che risultino in contrasto con norme di legge o di regolamento nazionali sopravvenute.

Art. 37: Decorrenza e successione di norme

  1. Il presente regolamento entrerà in vigore il 1° gennaio 2008.
  2. Le disposizioni del presente regolamento si applicano ai procedimenti iniziati dopo la sua entrata in vigore.
  3. Per quanto non espressamente previsto, si applicano le norme di legge e di regolamento nazionali che regolano la materia.
  4. Le disposizioni del presente regolamento in difformità o in contrasto con norme di legge o di regolamento nazionali, anche sopravvenute, si intendono sostituite da queste ultime.


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Pubblicata da: Elisa Ginanneschi | Pagina modificata: 11.01.2008 16:42 | Pagina creata: 11.01.2008 16:40








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