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Le notizie del Comune di Grosseto
Giovedì, 01/02/18 14:05

“Sconfinamenti. Le terre lontane di Cassola”


 

A Grosseto sulle Mura medicee una mostra su Cassola che guarda all’Europa. Inaugurazione – giovedì 15 febbraio, ore 18 – Casette cinquecentesche (Cassero senese).


Una mappa che scandisce tempi e luoghi. Traduzioni. Articoli della stampa straniera. I viaggi, le letture e gli scritti a lui dedicati. Immagini e video, alcuni inediti, che raccontano l'attività e la popolarità dell'uomo e dello scrittore. Si presenta così “Sconfinamenti. Le terre lontane di Cassola”, la mostra organizzata nell’ambito delle iniziative del Comitato nazionale per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Carlo Cassola, patrocinato e finanziato dal Ministero dei beni e delle attività culturali. La mostra itinerante, dopo il primo allestimento a Montecarlo (Lu), arriva ora a Grosseto dove il Comune del capoluogo ha promosso e organizzato la nuova esposizione attraverso la biblioteca Chelliana, grazie al prezioso contributo di Nuova Solmine e con il sostegno di Conad e Banca Tema. A ospitare il materiale e le testimonianze su Carlo Cassola saranno le Casette cinquecentesche del Cassero senese, sulle Mura medicee, dal 15 febbraio al 18 marzo. L'inaugurazione è in programma giovedì 15 febbraio, alle 18. L'esposizione si potrà visitare dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, mentre la domenica dalle 16 alle 19.

SCHEDA TECNICA

- Ideata da Alba Andreini e allestita dall’architetto Giuseppe Chigiotti, la Mostra ricostruisce la fortuna che Cassola ha avuto fuori d’Italia. Del suo successo oltre frontiera si descrivono qui per la prima volta le dimensioni e la diffusione geografica – riepilogate visivamente nella mappa Atlante della lontananza –, e si delineano le tappe, scandendo il tracciato espositivo nei momenti: Prima de “La ragazza di Bube” e Dopo “La ragazza di Bube”.

Al romanzo La ragazza di Bube, il più celebre e amato, che si colloca tra le due fasi come un vero e proprio spartiacque, si riserva un posto a sé, tracciando la cronistoria delle sue traduzioni separatamente da quella dell’evoluzione generale della popolarità di Cassola all’estero, raccontata nella sua evoluzione temporale.

- La Mostra si snoda su un filo cronologico, lungo il quale si dispongono, a specchio l’uno dell’altro, due versanti: da un lato, le traduzioni e gli articoli della stampa straniera sulle singole opere dello scrittore e sull’intera sua attività; dall’altro, i viaggi di Cassola in paesi lontani, le letture e gli scritti da lui dedicati ad autori non italiani, presi a modello o scoperti. Dall’incrocio delle due differenti prospettive, ossia l’attenzione che arriva a Cassola da lontano e la curiosità con cui lui ha guardato a mondi ben distanti dalla sua prediletta provincia toscana, emerge un quadro inedito dell’intenso rapporto di Cassola con il resto del mondo. Aggiungendo un tassello inaspettato alla conoscenza dello scrittore, la Mostra ci conduce a riscoprirne la grandezza da un’angolatura insolita e affascinante.

La prima traduzione è del 1955; l’ultima di quando Cassola era ancora in vita, del 1986, ma l’esposizione si estende oltre questi limiti temporali, aprendosi con gli anni Trenta e chiudendosi ben dopo la morte di Cassola, del gennaio 1987. Si avvale di una ricognizione di materiali dell’Archivio personale di Cassola finora per lo più inesplorati, da lui conservati con particolare cura, nonché di ricerche aggiuntive per reperire testi lì

non esistenti, sulle cui tracce ci ha messo la perlustrazione dei cataloghi in rete.

Ritagli di giornali, spesso preziosi anche per ritratti fotografici introvabili in originale e che talora attestano perfino negli errori di stampa – oltre che nel contenuto – l’enorme fama di Cassola fuori d’Italia (come lo scambio di nomi nella didascalia sotto i ritratti di Svevo e Cassola); alcune lettere di traduttori o funzionari di case editrici estere (Philippe Jaccottet, François Whal per l’Éditions du Seuil, Hanna Dehio, Rudolf Šponar, George Kay, Ken Chigusa etc.), nonché di interlocutori italiani (Franco Fortini, la casa editrice Einaudi) ma soprattutto i molti libri che con la bellezza delle loro copertine fissano nel tratto estetico il gusto e la cultura di paesi esotici (ad es. le traduzioni giapponesi), accompagnano il visitatore in un immaginario viaggio in terre

lontane, in un universo di variopinti orizzonti.

Punteggiano l’itinerario della mostra, come suo corredo visivo e sonoro, i materiali – alcuni inediti – rintracciati negli Archivi Rai di Torino e Roma grazie all’impareggiabile collaborazione di Rai Teche. Si ringrazia la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori per il prestito di alcuni volumi in mostra.

 

 









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