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I regolamenti

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Il Comune

Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi


Approvato con deliberazione di Giunta comunale n. 251 del 15/04/2008

 

CAPO I - ORGANIZZAZIONE DELL’ENTE

Sezione I - PRINCIPI GENERALI

Art.1: Principi generali di organizzazione
Art.2: Criteri di organizzazione
Art.3: Pari Opportunità

Sezione II - STRUTTURA ORGANIZZATIVA

Art.4: Definizione della struttura
Art.5: Definizione di Settore
Art.6: Funzioni del Dirigente di Settore
Art.7: Delegabilità delle funzioni dirigenziali
Art.8: Definizione di Servizio
Art.9: Funzioni del Responsabile di Servizio
Art.10: Definizione delle Unità Operative
Art.11: Definizione delle Unità di Progetto
Art.12: La funzione Organizzazione
Art.13: Segretario Generale
Art.14: Vice Segretario Generale
Art.15: Uffici alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta comunale o degli Assessori
Art.16: Collaboratori presso gli uffici alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta comunale o degli Assessori
Art.17: Il Responsabile del procedimento

Sezione III - DOTAZIONE ORGANICA DEL PERSONALE

Art.18: Il personale dipendente
Art.19: Profili professionali
Art.20: Dotazione organica
Art.21: Istituzione di Settori e Servizi
Art.22: Organigramma
Art.23: Quadro di assegnazione dell'organico
Art.24: Programmazione del fabbisogno organico

Sezione IV - ASSUNZIONI A TEMPO DETERMINATO E INCARICHI DI STUDIO O RICERCA OVVERO DI CONSULENZA

Art.25: Assunzioni a tempo determinato
Art.26 Incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenza
Art.27 Modalità e limiti per il conferimento di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenza

CAPO II - DIREZIONE GENERALE E DIRIGENZA

Sezione I - DIRETTORE GENERALE

Art.28 Requisiti professionali del Direttore Generale
Art.29 Nomina del Direttore Generale - rapporti con il Segretario Generale
Art.30 Funzioni e responsabilità del Direttore Generale - Struttura di supporto

Sezione II - INCARICHI DIRIGENZIALI

Art.31 Qualifica dirigenziale e posizione
Art.32 Tipologie degli incarichi dirigenziali
Art.33 Criteri generali per l'attribuzione degli incarichi dirigenziali
Art.34 Criteri per il conferimento di incarichi di direzione ai Dirigenti assunti a tempo indeterminato
Art.35 Durata degli incarichi dirigenziali ai Dirigenti assunti a tempo indeterminato
Art.36 Incarichi dirigenziali e di alta specializzazione con contratto a tempo determinato
Art.37 Natura e contenuto del contratto a tempo determinato
Art.38 Esercizio funzioni vicarie del Dirigente di Settore

Sezione III - ATTIVITA’ DI VALUTAZIONE

Art.39 Responsabilità dirigenziale
Art.40 Istituzione del Nucleo di Valutazione
Art.41 Attività del Nucleo di Valutazione
Art.42 Funzionamento del Nucleo di Valutazione
Art.43 Valutazione delle prestazioni dirigenziali

Sezione IV - RETRIBUZIONE ACCESSORIA

Art.44 Quantificazione dei fondi
Art.45 Retribuzione di posizione
Art.46 Retribuzione di risultato

CAPO III – POSIZIONI ORGANIZZATIVE

Sezione I - POSIZIONI ORGANIZZATIVE
Art.47 Posizioni Organizzative
Art.48 Modalità e criteri per il conferimento e la revoca degli incarichi

Sezione II - CONTENUTO E COMPETENZE

Art.49 Posizioni Organizzative di direzione – Contenuto e competenze
Art.50 Posizioni Organizzative di alta professionalità
Art.51 Competenze dei funzionari titolari di Posizioni Organizzative di alta professionalità
Art.52 Posizioni Organizzative di staff
Art.53 Competenze dei funzionari titolari di Posizioni Organizzative di staff

Sezione III - ATTIVITA’ DI VALUTAZIONE E RETRIBUZIONE ACCESSORIA

Art.54 Retribuzione di posizione dei funzionari titolari di Posizione Organizzativa
Art.55 Retribuzione di risultato dei funzionari titolari di Posizione Organizzativa

Sezione IV - CONFERIMENTO, REVOCA DEGLI INCARICHI E ORARIO DI LAVORO

Art.56 Conferimento degli incarichi
Art.57 Revoca anticipata degli incarichi
Art.58 Orario di lavoro dei funzionari titolari di Posizione Organizzativa

CAPO IV – GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

Sezione I - TRASFERIMENTI

Art.59 Trasferimenti interni all’Ente
Art.60 Procedure di Trasferimento
Art.61 Procedure semplificate
Art.62 Trasferimenti provvisori
Art.63 Trasferimenti d'ufficio

Sezione II - DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO

Art.64 Gestione del personale e contratti di lavoro
Art.65 Mansionario individuale
Art.66 Responsabilità dei dipendenti
Art.67 Valutazione dei dipendenti
Art.68 Attribuzione di mansioni e di funzioni superiori
Art.69 Rapporto di lavoro part-time
Art.70 Messo notificatore
Art.71 Massa vestiaria - Indumenti di protezione
Art.72 Collocamento a riposo
Art.73 Dimissioni
Art.74 Riassunzione in servizio
Art.75 Accertamenti sanitari

CAPO V – FUNZIONI DI CUSTODIA E ASSEGNAZIONE ALLOGGI DI SERVIZIO

Art.76 Affidamento e svolgimento delle funzioni di custodia presso strutture comunali con annesso alloggio di servizio; tipologia del servizio di custodia
Art.77 Natura e durata della concessione
Art.78 Soggetti legittimati ad usufruire dell’alloggio di servizio
Art.79 Modalità per l’affidamento del servizio di custodia
Art.80Criteri per l’affidamento del servizio di custodia
Art.81 Orario di Lavoro e contenuti del servizio di custodia
Art.82 Riposo settimanale
Art.83 Congedo ordinario e straordinario
Art.84 Concessione dell’alloggio di servizio
Art.85 Obblighi del concessionario
Art.86 Estinzione della concessione
Art.87 Procedura coattiva per il rilascio dell’alloggio
Art.88 Esecuzione di opere nell’alloggio
Art.89 Conservazione dell’alloggio
Art.90 Oneri di gestione
Art.91 Qualifica dirigenziale e posizione

CAPO VI – MECCANISMI OPERATIVI

Sezione I - RELAZIONI INTERORGANICHE E GESTIONALI

Art.91 Rapporto fra organi di indirizzo e organi di gestione
Art.92 Rapporti fra Direttore Generale e Segretario
Art.93 Rapporti fra Direttore Generale e Dirigenti
Art.94 Rapporti fra Segretario e Dirigenti
Art.95 Rapporti fra figure dirigenziali
Art.96 Rapporto di gerarchia
Art.97 Rapporto di direzione
Art.98 Rapporto di coordinazione
Art.99 Il Piano Esecutivo di Gestione

Sezione II - ORGANISMI COLLEGIALI DI GESTIONE

Art.100 Istituzione Cabine di Regia
Art.101 Istituzione della Conferenza dei Dirigenti
Art.102 Attività ordinarie della Conferenza dei Dirigenti
Art.103 Attività straordinarie della Conferenza dei Dirigenti
Art.104 Composizione e funzionamento della Conferenza dei Dirigenti
Art.105 Conferenza dei Servizi interna all’Ente

Sezione III - CONTROLLO DI GESTIONE

Art.106 Controllo di Gestione

Sezione IV - PROVVEDIMENTI GESTIONALI

Art.107 Atti di gerarchia
Art.108 Atti di direzione
Art.109 Atti di coordinamento
Art.110 Determinazioni dirigenziali
Art.111 Sottoscrizione delle determinazioni dirigenziali
Art.112 Esecutività delle determinazioni dirigenziali
Art.113 Potere di avocazione
Art.114 Analisi delle procedure

Sezione V - RELAZIONI SINDACALI

Art.115 Relazioni sindacali
Art.116 Contratti Collettivi Decentrati

CAPO VII – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Art.117 Entrata in vigore - Coordinamento
CAPO I - ORGANIZZAZIONE DELL'ENTE

 

Sezione I - PRINCIPI GENERALI

Art. 1: Principi generali di organizzazione

    L'organizzazione degli uffici e del personale ha carattere strumentale rispetto al conseguimento degli scopi istituzionali e si informa a criteri di autonomia, funzionalità, economicità, speditezza, pubblicità e trasparenza della gestione, secondo principi di professionalità e di responsabilità.
  1. L'assetto organizzativo è determinato secondo rispondenza alle funzioni di cui il Comune è titolare ed ai programmi dell'Amministrazione con particolare riferimento al Piano Esecutivo di Gestione.
  2. Il Regolamento disciplina l'intera organizzazione dell'Ente e si applica nei principi generali anche al Corpo della Polizia Municipale che tuttavia ha una regolamentazione specifica alla quale si fa rinvio.
Art. 2: Criteri di organizzazione

  1. L'organizzazione del Comune si informa ai criteri di cui al D. Lgs. 30/03/2001, n. 165 e successive modifiche e integrazioni, nonché al D. Lgs. 18/08/2000, n. 267.
  2. Per incentivare la collaborazione e il coinvolgimento di tutte le risorse umane per il risultato dell'attività lavorativa, come prerequisito fondamentale per il continuo miglioramento dei prodotti e dei servizi, i Dirigenti e i Responsabili di Servizio, fermo restando i poteri decisionali ed organizzativi riconosciuti dalle disposizioni di cui al comma 1, garantiscono le condizioni per favorire la massima espressione di idee e proposte, anche mediante l'indizione di periodiche riunioni, adottando il metodo della partecipazione sulle scelte in materia di organizzazione del lavoro. Nell'organizzazione interna sono privilegiati il metodo del lavoro di gruppo e la costituzione di gruppi di lavoro anche informali.
  3. Ai sensi dell'art. 29, comma 1, dello Statuto, l'Amministrazione comunale riconosce che l'attività lavorativa del proprio personale è una risorsa indispensabile per il soddisfacimento degli interessi e per lo sviluppo civile, economico e sociale della comunità locale e pertanto stabilisce rapporti con le Organizzazioni Sindacali al fine di produrre scelte efficaci e condivise nell'organizzazione del lavoro.
  4. Il Comune promuove la valorizzazione ed il miglioramento delle condizioni di lavoro e della professionalità dei dipendenti attraverso la formazione continua e lo sviluppo dei contenuti professionali finalizzando risorse specifiche per la formazione e l'aggiornamento.
  5. L'aggiornamento e la formazione professionale del personale avviene anche in forma associata con altri Enti Locali. Le modalità della formazione e dell'aggiornamento del personale dipendente sono determinate nel piano della formazione annuale.

Art. 3: Pari Opportunità

  1. Il principio delle pari opportunità informa stabilmente la disciplina del rapporto di lavoro, i criteri di gestione delle risorse umane e di organizzazione del lavoro e della prassi.
  2. Il principio di cui al comma precedente trova attuazione:
    • nelle azioni volte a rimuovere le discriminazioni indirette sul lavoro;
    • nelle azioni positive volte alla realizzazione della parità sostanziale uomo - donna.
  3. E' costituito un Comitato per le Pari Opportunità la cui composizione e le cui finalità sono fissate nei CC.CC.NN.LL., nonché nel D. Lgs. 30/03/2001, n. 165. Tale Comitato adotta un proprio regolamento interno per adempiere al proprio ruolo di riflessione, propositivo e consultivo.

Sezione II - STRUTTURA ORGANIZZATIVA

Art. 4: Definizione della struttura

  1. La struttura organizzativa del Comune di Grosseto è articolata per Settori, Servizi, Unità Operative e Unità di Progetto, secondo le disposizioni del presente Regolamento.
  2. Il Settore è l'unità organizzativa di massima dimensione nell'organizzazione del Comune. Ad esso sono attribuite un insieme di funzioni la cui attività è finalizzata a garantire l'efficacia dell'intervento dell'Ente nell'ambito di un'area omogenea. La direzione dei Settori è affidata a personale con qualifica dirigenziale.
  3. Il Servizio rappresenta l'unità organizzativa in cui si articola il Settore ed è funzionale allo svolgimento di una o più delle funzioni attribuite al Settore. Alla gestione dei Servizi è preposto personale inquadrato nella categoria D, in possesso di posizione organizzativa.
  4. L'Unità Operativa rappresenta una articolazione di base del Servizio e svolge attività omogenee per contenuto/finalità/utenti finali.
  5. Le Unità di Progetto rappresentano unità organizzative speciali e/o temporanee costituite con criteri flessibili, intersettoriali e tra Servizi dello stesso Settore, al fine dello sviluppo o della gestione di specifici progetti, programmi o per il raggiungimento di determinati obiettivi.

Art. 5: Definizione di Settore

  1. Il Settore costituisce, all'interno e all'esterno dell'Ente, il punto di riferimento per:
    1. la gestione di programmi, di obiettivi e di insiemi integrati e autonomi di interventi e servizi, siano essi rivolti a funzioni trasversali o di staff (prevalente utilizzo interno) oppure a servizi finali o di line (destinati all'utenza esterna);
    2. la rielaborazione di esperienze condotte ed il riaggiustamento continuo delle strategie operative e degli obiettivi dell'azione amministrativa.
  2. Il Settore costituisce il livello di ottimale organizzazione di risorse umane e strumentali ai fini della gestione delle attività amministrative istituzionali ed il conseguimento degli obiettivi dell'Amministrazione; assolve ad un ruolo di primario riferimento per gli organi politico-istituzionali e di assistenza agli stessi nella pianificazione strategica e nella elaborazione di programmi, progetti e politiche di intervento.
  3. I Settori vengono definiti con la deliberazione che approva la dotazione organica del personale, la quale determina anche le attività e le funzioni attribuite a ciascuno di essi.
  4. L'incarico di responsabile di Settore è attribuito dal Sindaco, ai sensi dell'art. 50 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267 e successive modifiche ed integrazioni, secondo le disposizioni ed i criteri stabiliti nel Capo II del presente Regolamento.

Art. 6: Funzioni del Dirigente di Settore

  1. In relazione alle funzioni, alle competenze ed agli obiettivi assegnati ai Servizi di cui si compone il Settore, ai Dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'Amministrazione verso l'esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo, così come indicato in maniera esemplificativa dall'art. 107 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, e dal D. Lgs. 30/03/2001, n. 165.
  2. L'Amministrazione comunale riconosce il ruolo fondamentale e strategico della dirigenza improntato a criteri di condivisione di obiettivi, concertazione di strumenti organizzativi e collegialità di scelte e di indirizzi.
  3. In particolare spettano al Dirigente di Settore le seguenti funzioni di carattere organizzativo e gestionale:
    1. vigilare sull'evoluzione del quadro istituzionale e ambientale inerente le competenze e le funzioni del Settore, sul mutare delle esigenze e l'insorgere di nuovi bisogni, di rischi e opportunità rilevanti per le finalità e le funzioni del Comune e dei suoi cittadini, proponendo agli organi di governo dell'Ente l'adozione dei necessari atti di loro competenza;
    2. partecipare attivamente alla definizione di obiettivi strategici e indirizzi programmatici, sviluppando proposte e supportando gli organi di governo e il Direttore Generale nella impostazione delle politiche e nel coordinamento posti in atto nell'ambito del Comune;
    3. disporre la gestione delle risorse umane e finanziarie assegnate al Settore nel rispetto delle disposizioni indicate nel presente Regolamento;
    4. curare l'integrazione tra i diversi Servizi e le eventuali Unità Operative e/o Unità di Progetto, compresa l'identificazione e la risoluzione di eventuali conflitti di competenza;
    5. curare il funzionamento di meccanismi operativi e sistemi di integrazione nell'ambito del Settore, con particolare riferimento a piani di lavoro e sistemi informativi;
    6. esercitare i poteri di spesa ed acquisizione delle entrate nei limiti e con le modalità stabilite nel Piano Esecutivo di Gestione deliberato, ai sensi dell'art. 169 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, dalla Giunta comunale;
    7. assumere la responsabilità dei procedimenti di competenza del Settore di cui non abbia assegnato la responsabilità ad altri dipendenti del Settore/Servizio secondo le disposizioni del Regolamento di attuazione degli artt. 2, 4 e 5 della Legge 07/08/1990, n. 241, nonché di quanto disposto all'art. 17, comma 4, del presente Regolamento.

Art. 7: Delegabilità delle funzioni dirigenziali

  1. Il Dirigente può delegare a dipendenti incaricati di posizione organizzativa funzioni inerenti le attività di cura, l'istruzione e l'autonomo compimento di attribuzioni e processi organizzativi e gestionali di propria competenza, ivi compresa la formulazione, il perfezionamento e la sottoscrizione di provvedimenti finali, anche strumentali, di supporto e complementari, nonché l'adozione di connessi impegni di spesa.
  2. L'atto di delega, che è dettagliato annualmente dal provvedimento quadro di cui al successivo art. 17, comma 4, e che ha natura di atto di delega soggetto ad accettazione, deve contenere le direttive e/o gli indirizzi necessari per l'esecuzione delle attività delegate, nonché i principi generali e/o i criteri specifici per l'attuazione delle funzione assegnate idonei a consentire, a consuntivo, la corretta e puntuale verifica dei risultati conseguiti.
  3. Gli atti delegatori, che non possono riguardare i pareri di regolarità tecnica ex art. 49 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267 e gli atti inerenti l'art. 107, comma 3, lettere a, b, c, del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, sono trasmessi dal Dirigente di Settore al Direttore Generale, se nominato, e al Dirigente Settore Risorse Umane.

Art. 8: Definizione di Servizio

  1. I Servizi costituiscono unità organizzative interne al Settore alle dipendenze del Dirigente di Settore e sono punto di riferimento per:
    1. la verifica dei risultati conseguiti, nonchè la valutazione degli interventi realizzati e delle attività svolte;
    2. la definizione di obiettivi gestionali, budget economici e sistemi di controllo di gestione;
    3. la nomina, a norma dell'art. 4 della Legge 07/08/1990, n. 241, dei responsabili dei procedimenti amministrativi di competenza dell'Ente.
  2. La gestione delle attività necessarie per assolvere una funzione in un dato momento fra distinti Servizi, è disposta utilmente dal Dirigente in ragione soprattutto di esigenze quali:
    1. specializzazione;
    2. economie di risorse e razionalizzazione delle spese;
    3. governo delle interdipendenze;
    4. omogeneità delle attività svolte;
    5. contenimento della frammentazione organizzativa e procedimentale;
    6. individuazione di compiti collegati a specifici risultati attesi.
  3. La deliberazione di Giunta comunale che approva la dotazione organica del personale individua i Servizi interni al Settore e determina le macroattività di ciascun Servizio in relazione a quelle attribuite al Settore.
  4. Nel caso la deliberazione di cui al precedente comma 3 preveda in un Settore un Servizio unico è facoltà della Giunta comunale istituire o meno la figura del Responsabile del Servizio.

Art. 9: Funzioni del Responsabile di Servizio

  1. Nell'ambito dell'unità organizzativa di propria competenza spettano al Responsabile di Servizio:
    1. la cura della gestione di attività e delle risorse affidate nell'ambito degli indirizzi e degli obiettivi definiti dal Dirigente di Settore;
    2. la gestione delle risorse umane assegnate al Servizio, l'affidamento di compiti alle stesse, il loro orientamento e sviluppo professionale, secondo le disposizioni organizzative definite dal Dirigente di Settore;
    3. il controllo e la verifica operativa del lavoro delle risorse umane assegnate, del rispetto delle regole organizzative e procedurali definite dal Dirigente di Settore;
    4. l'analisi dei problemi di funzionamento delle attività affidate e l'evoluzione della normativa di settore, del contesto ambientale esterno e dell'utenza, rapportandosi in modo attivo e propositivo con il Dirigente del Settore e partecipando alla programmazione e ad eventuali interventi di micro-riorganizzazione.

Art. 10: Definizione delle Unità Operative

  1. Le Unità Operative rappresentano articolazioni di base dei Servizi e svolgono attività omogenee per contenuto/finalità/utenti finali.
  2. Le Unità Operative sono istituite, sentita la Conferenza dei Dirigenti, con provvedimento congiunto del Dirigente del Settore interessato e del Direttore Generale, se nominato, coerentemente alle necessità organizzative connesse, alle attività da svolgere, agli obiettivi ed alle risorse assegnate con il Piano Esecutivo di Gestione.
  3. Le Unità Operative sono istituite entro trenta giorni dalla esecutività della deliberazione di approvazione del Piano Esecutivo di Gestione, successivamente alla conferenza del Servizio a cui partecipa tutto il personale assegnato al Servizio medesimo in cui vengono illustrati gli obiettivi assegnati.
  4. L'atto di istituzione delle Unità Operative di ciascun Servizio di cui al precedente comma 3 sostituisce ogni atto di istituzione precedentemente adottato.

Art. 11: Definizione delle Unità di Progetto

  1. Le Unità di Progetto rappresentano unità organizzative speciali e/o temporanee, intersettoriali o tra Servizi dello stesso Settore, costituite con criteri flessibili al fine dello sviluppo o della gestione di specifici progetti, programmi o per il raggiungimento di determinati obiettivi.
  2. Le Unità di Progetto possono essere istituite con provvedimento del Dirigente di Settore qualora abbiano rilevanza settoriale oppure con provvedimento del Direttore Generale, sentita la Conferenza dei Dirigenti, qualora abbiano rilevanza intersettoriale.
  3. Il provvedimento che istituisce l'Unità di Progetto deve indicare:
    1. il progetto o il programma o l'obiettivo da raggiungere o le funzioni da svolgere;
    2. il titolare della funzione di direzione o di coordinamento dell'Unità di Progetto;
    3. le risorse umane assegnate all'unità ricorrendo eventualmente alle procedure di trasferimento o mobilità interna o assegnate per supporto o collaborazione;
    4. la disciplina dei rapporti con i Settori, i Servizi, le Unità Operative e le altre eventuali Unità di Progetto dell'Ente;
    5. il termine di durata dell'Unità di Progetto;
    6. i criteri per la verifica dei risultati raggiunti.

Art. 12: La funzione Organizzazione

  1. Il Settore Segreteria/Direzione Generale è competente per la funzione di organizzazione, alla quale affidare la promozione e il coordinamento dei processi di miglioramento della gestione amministrativa.
  2. Tale funzione garantisce l'unitarietà dei processi di massimizzazione dell'efficienza del sistema organizzativo e la coerenza degli stessi rispetto al quadro di sviluppo delle funzioni dell'Ente secondo gli indirizzi forniti dall'Amministrazione.
  3. Le attività di cui al comma precedente si caratterizzano per una forte trasversalità e presuppongono uno stretto e continuo contatto con le altre funzioni, in particolare quelle trasversali che presiedono alla gestione e al monitoraggio delle risorse umane.
  4. La funzione organizzazione è il punto di riferimento delle seguenti attività:
    1. monitoraggio e manutenzione della struttura organizzativa e dei sistemi;
    2. supporto per la programmazione e lo sviluppo organizzativo;
    3. supporto ed eventuale coordinamento alla realizzazione dei progetti;
    4. analisi e progetti finalizzati al miglioramento ed alla razionalizzazione dei metodi di lavoro e delle procedure;
    5. supporto alle attività della funzione di Controllo Interno e Valutazione;
    6. sviluppo degli strumenti di gestione strategica del personale;
    7. cura, unitamente al Settore Risorse Umane, del sistema complessivo di incentivazione del personale, al fine di garantire l'omogeneità della valutazione;
    8. segreteria e supporto all'attività del Nucleo di Valutazione.

Art. 13: Segretario Generale

  1. Il Segretario Generale svolge un ruolo di assistenza, consulenza e collaborazione giuridico amministrativa nei confronti degli organi dell'Ente per quanto attiene la conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti. A tal fine il Segretario Generale:
  2. partecipa alla fase istruttoria del processo deliberativo del Consiglio comunale e della Giunta comunale;
  3. partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta comunale e ne cura la verbalizzazione;
  4. fornisce supporto giuridico amministrativo ai Dirigenti per l'emanazione degli atti e per l'attività di loro competenza, anche attraverso pareri scritti, ricerche giurisprudenziali, precedenti di altri Enti;
  5. roga i contratti nei quali l'Ente è parte ed autentica scritture private e atti unilaterali nell'interesse dell'Ente;
  6. fatta salva l'applicazione dell'art. 112, comma 4, può, con atteggiamento collaborativo, segnalare al Dirigente competente incongruenze o problematiche connesse a determinazioni dirigenziali;
    1. esercita altresì ogni altra funzione assegnata dal Sindaco con provvedimenti specifici o prevista da leggi e regolamenti.
  7. Se il Direttore Generale non viene nominato, il Segretario Generale risolve i conflitti di competenza tra Dirigenti, sovrintende allo svolgimento delle loro funzioni, ne coordina l'attività per assicurare la coerenza dell'attività gestionale con i programmi e gli indirizzi adottati dagli organi di governo e conseguentemente assume la funzione del Controllo Interno e Valutazione nelle modalità previste dall'apposito articolo. Il Segretario Generale, nel caso in cui il Direttore Generale non sia nominato, svolge altresì le funzioni di natura amministrativa attribuite al Direttore Generale dal presente Regolamento o da altre disposizioni.
  8. Al Segretario Generale può essere attribuita dal Sindaco la funzione di Direzione Generale. In questo caso al Segretario, in assenza di specifiche disposizioni contrattuali, va riconosciuta una indennità di funzione la cui misura è determinata dalla Giunta comunale.
  9. Il Sindaco può attribuire, con atto motivato, al Segretario Generale la responsabilità e la direzione di uno o più Settori e/o Servizi.

Art. 14: Vice Segretario Generale

  1. Il Vice Segretario coadiuva il Segretario Generale e ne svolge le funzioni vicarie in caso di assenza od impedimento, secondo le modalità di cui al D.P.R. 04/12/1997, n. 465.
  2. Il Sindaco individua il Dirigente in possesso dei requisiti che svolge le funzioni di Vice Segretario.

Art. 15: Uffici alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta comunale o degli Assessori

  1. Il Sindaco, previa deliberazione di Giunta comunale, può istituire, ai sensi dell'art. 90 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, uffici posti alle sue dirette dipendenze, della Giunta o degli Assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo attribuite dalla legge.
  2. La deliberazione di Giunta comunale di cui al precedente comma individua in quale livello della struttura organizzativa, articolata come previsto al comma 1 dell'art. 4 del presente Regolamento, si colloca l'ufficio istituito.
  3. Il personale assegnato all'ufficio di cui al presente articolo è posto alle dirette dipendenze funzionali del Sindaco o degli Assessori di riferimento e sotto la direzione di un Dirigente di Settore o di un Responsabile di Servizio.

Art. 16: Collaboratori presso gli uffici alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta comunale o degli Assessori

  1. Gli uffici posti alle dirette dipendenze del Sindaco, della Giunta comunale o degli Assessori, di cui al precedente art. 15, possono essere costituiti da dipendenti dell'Ente ovvero da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato.
  2. Qualora l'incarico sia assunto da dipendente di Pubblica Amministrazione, il medesimo, ai sensi, dell'art. 90, comma 1, del D. Lgs. 267/2000, è collocato in aspettativa senza assegni.
  3. La durata del contratto stipulato con i collaboratori a tempo determinato non può eccedere quella del mandato amministrativo del Sindaco in carica, ovvero dell'Assessore di riferimento, anche in caso di anticipata cessazione del mandato stesso per qualsiasi causa, ferma la facoltà dei contraenti di risolvere o recedere dal contratto secondo la disciplina civilistica.
  4. Ai collaboratori assunti con contratto a tempo determinato si applica il C.C.N.L. dei dipendenti degli Enti Locali con attribuzione degli stessi trattamenti economici in riferimento alle professionalità richieste. Con provvedimento motivato della Giunta comunale il trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi può essere sostituito da un unico emolumento comprensivo dei compensi per lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale.
  5. Il corrispettivo per le collaborazioni esterne non può essere, in ogni caso, inferiore al trattamento economico lordo previsto per la categoria D ove sia richiesto il diploma di laurea.
  6. In ogni caso il trattamento economico accessorio del personale assunto ai sensi del presente articolo non trova finanziamento nei fondi stanziati a Bilancio per le politiche di sviluppo del personale dell'Ente, ai sensi del vigente C.C.N.L.
  7. Il personale di cui al presente articolo può esclusivamente collaborare con gli organi politici nell'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge.
  8. Ai responsabili dei predetti uffici può essere attribuita la gestione diretta delle spese di rappresentanza, di quella per la partecipazione ai convegni ed iniziative analoghe del Sindaco e degli Assessori, nonché delle spese di gestione proprie. I relativi provvedimenti sono comunque adottati, ai sensi dell'art. 84, comma 2, del D. Lgs. 18/07/2000, n. 267, dal Dirigente competente come individuato al 3^ comma dell'art. 15 del presente Regolamento.
  9. Il distacco agli uffici posti alle dirette competenze degli Amministratori di personale interno a tempo indeterminato avviene fermo restando la categoria ed il profilo professionale in godimento.

Art. 17: Il Responsabile del procedimento

  1. Il procedimento amministrativo consiste nella successione di una pluralità di atti o operazioni posti in essere da uno o più agenti che, nonostante la loro eterogeneità, sono rivolti strutturalmente e funzionalmente al conseguimento degli effetti propri di una determinata fattispecie e che tendenzialmente si concludono con l'emissione di un provvedimento, positivo o negativo.
  2. Per ogni procedimento è individuato un Responsabile ai sensi del Regolamento sull'attività e sui procedimenti amministrativi vigente, al quale compete il monitoraggio costante della procedura e del risultato finale a garanzia dell'attuazione dei principi di qualità dei servizi e di relazione con l'utenza, anche attraverso interventi di analisi e semplificazione.
  3. Il Responsabile del procedimento:
    1. valuta ai fini istruttori le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l'emanazione del provvedimento;
    2. accerta d'ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti allo scopo necessari e adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria eventualmente in collaborazione con il responsabile del provvedimento finale. Può richiedere direttamente il rilascio e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee od incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;
    3. propone l'indizione o, avendone la competenza, indice Conferenze di Servizio;
    4. cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le notificazioni nei tempi e nei modi previsti da Leggi, dallo Statuto e dai Regolamenti;
    5. adotta, ove ne abbia la competenza diretta o per delega, o propone il provvedimento finale all'organo che ne abbia la competenza. Relativamente alla istruttoria dei provvedimenti collegiali di Giunta e Consiglio, il Responsabile del Procedimento predispone la proposta di deliberazione corredata dagli allegati necessari. Il Dirigente di Settore competente appone sulla proposta di deliberazione il parere di regolarità tecnica, ex art. 49 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267. Relativamente alle determinazioni dirigenziali sottopone al Dirigente di Settore la proposta di provvedimento sottoscritta o, in caso di delega od autonoma competenza, adotta direttamente l'atto;
    6. risponde a tutti i compiti a lui assegnati dal Regolamento sul procedimento amministrativo vigente nel Comune di Grosseto.
  4. Il Dirigente di Settore, entro trenta giorni dall'esecutività della deliberazione di approvazione del Piano Esecutivo di Gestione, in concomitanza con l'individuazione delle Unità Operative, provvede, con provvedimento quadro, facendo riferimento all'elenco generale dei procedimenti amministrativi approvato dalla Giunta comunale, ad attribuire Servizio per Servizio le responsabilità di procedimento.
  5. Il provvedimento quadro di cui al comma 4 contiene una logica graduazione delle responsabilità di procedimento in ordine al grado di complessità ed al numero dei procedimenti assegnati con riferimento alle figure professionali incaricate facenti parte del Settore/Servizio.
  6. Il provvedimento quadro contiene altresì le disposizioni in ordine al grado di autonomia operativa accordata, seppure mantenendo una gestione unitaria del Servizio, dal Dirigente di Settore ai responsabili di procedimento, alle unità operative di cui al precedente art. 10 ed alle unità di progetto di cui all'art. 11 del presente Regolamento.

Sezione III - DOTAZIONE ORGANICA DEL PERSONALE

Art. 18: Il personale dipendente

  1. Il personale comunale è inquadrato nei ruoli organici e inserito nell'organigramma secondo criteri di funzionalità e flessibilità operativa.
  2. Ogni dipendente del Comune è inquadrato in una categoria e in un profilo professionale in base ai contratti di lavoro vigenti.
  3. L'inquadramento nelle categorie contrattuali conferisce la titolarità del rapporto di lavoro, ma non quella della specifica posizione lavorativa.
  4. Con riguardo ai contenuti del profilo professionale, il dipendente è assegnato dal Dirigente di Settore ad una posizione di lavoro professionale cui corrispondono specifici compiti e mansioni equivalenti a quelli connessi al profilo professionale rivestito.
  5. Nel rispetto delle norme contrattuali e del profilo professionale del dipendente, la posizione di lavoro professionale assegnata nel Settore può essere modificata in ogni momento per esigenze di servizio reali e motivate, sentito il dipendente interessato.
  6. Ogni dipendente risponde direttamente della validità delle prestazioni svolte nell'ambito della posizione di lavoro assegnata.

Art. 19: Profili professionali

  1. I profili professionali descrivono il contenuto professionale delle attribuzioni e delle mansioni proprie di ciascuna categoria.
  2. Il sistema dei profili professionali è definito, in attuazione delle disposizioni contrattuali, dal Settore Risorse Umane e approvato dalla Giunta comunale con apposita deliberazione contenente l'elenco dei profili professionali.

Art. 20: Dotazione organica

  1. La dotazione organica delle risorse umane del Comune consiste nell'elenco dei posti a tempo indeterminato previsti la cui spesa trova copertura nel bilancio di previsione annuale, classificati in base ai sistemi di inquadramento contrattuale in vigore.
  2. Fanno parimenti parte della dotazione organica quei posti, ancorché non coperti, il cui finanziamento è previsto nel Piano annuale del fabbisogno del personale e che trovano copertura finanziaria nel Bilancio di Previsione.
  3. La dotazione organica definisce complessivamente il fabbisogno di risorse umane di ciascun Settore suddiviso per Servizio.
  4. La dotazione organica, come determinata ai sensi dei commi precedenti, è deliberata dalla Giunta comunale in relazione ai programmi amministrativi ed ai relativi fabbisogni di risorse umane ed è oggetto di ridefinizione complessiva a scadenza annuale in occasione dell'approvazione del Piano Esecutivo di Gestione.

Art. 21:Istituzione di Settori e Servizi

  1. La Giunta comunale provvede annualmente con la deliberazione che approva il Piano Esecutivo di Gestione, che contiene la dotazione organica e la verifica della struttura organizzativa dell'Ente, alla individuazione dei Settori e dei Servizi nei quali si articola l'apparato comunale.

Art. 22: Organigramma

  1. La dotazione organica, determinata come previsto all'art. 20, comprende l'organigramma dell'articolazione interna di ogni singolo Settore in Servizi ed indica:
    1. la denominazione dei Settori e dei Servizi;
    2. la dotazione organica assegnata ai Settori e ai Servizi;
    3. le categorie ed i profili professionali dei posti previsti dalla dotazione organica.
  2. Alla tenuta dell'organigramma provvede il Settore Risorse Umane.

Art. 23: Quadro di assegnazione dell'organico

  1. Il quadro di assegnazione dell'organico evidenzia le risorse umane effettivamente in servizio e costituisce un documento di conoscenza della situazione effettiva del personale comprendente le posizioni a tempo indeterminato effettivamente coperte, mettendo in evidenza la distribuzione delle risorse umane effettivamente disponibili per ciascun Settore e Servizio dell'Ente.
  2. Le modifiche e gli adeguamenti al quadro di assegnazione dell'organico sono disposti secondo le norme contenute nell'art. 18, nel capo III e nel capo IV del presente Regolamento.
  3. L'aggiornamento del quadro di assegnazione dell'organico è curato, con il supporto del Dirigente Settore Risorse Umane, dal Direttore Generale il quale adotta tutti gli atti di cui al comma 2.

Art. 24: Programmazione del fabbisogno organico

  1. Alla copertura dei posti vacanti o che si rendono disponibili nel corso di vigenza della dotazione organica, adottata a norma dell'art. 20, si provvede previa definizione, da parte della Giunta comunale, del programma triennale delle assunzioni, aggiornato annualmente secondo le disposizioni dei commi seguenti.
  2. Ogni anno, contestualmente alla definizione del Piano Esecutivo di Gestione, il Direttore Generale, unitamente al Dirigente Settore Risorse Umane, prende in esame l'assetto organizzativo disegnato dall'organigramma e il quadro di assegnazione dell'organico e ne valuta l'adeguatezza in ragione dei programmi e degli obiettivi dell'Amministrazione, delle risorse umane, economiche e strumentali disponibili e relative variazioni nel frattempo intervenute, dei carichi di lavoro, dei principi di corretta gestione ed organizzazione e delle esigenze organizzative e funzionali espresse dai Dirigenti di Settore.
  3. A conclusione dell'esame il Direttore Generale, unitamente al Dirigente Settore Risorse Umane, formula alla Giunta proposte in ordine alla politica delle assunzioni, alla mobilità e ridistribuzione delle risorse umane, al fine di aggiornare il piano delle assunzioni in armonia con gli obiettivi e con le risorse finanziarie indicate nel Bilancio Preventivo e nel Piano Esecutivo di Gestione.

Sezione IV - ASSUNZIONI A TEMPO DETERMINATO E INCARICHI DI STUDIO O RICERCA OVVERO DI CONSULENZA

Art. 25: Assunzioni a tempo determinato

  1. Per carenza di risorse umane interne professionalmente qualificate ovvero per ragioni di eccessivo carico di lavoro relative a situazioni temporanee, è possibile ricorrere a personale esterno mediante:
    1. incarichi dirigenziali o per profili di alta specializzazione ascrivibili alla categoria D di cui all'art. 110, commi 1 e 2, del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, secondo le modalità di cui all'art. 36 del presente Regolamento e nel rispetto dei criteri seguenti: durata non superiore al mandato elettivo del Sindaco, competenza o esperienza acquisite nello specifico settore debitamente documentate con curriculum, capacità professionale e manageriale dimostrate nelle esperienze maturate in precedenza;
    2. assunzioni a tempo determinato secondo le disposizioni in materia.
  2. Oltre a quanto stabilito dalle altre norme del presente Regolamento, il ricorso ai predetti istituti è ammissibile nei seguenti casi:
    1. collaborazione per progetti speciali straordinari di carattere intersettoriale finalizzati a promuovere lo sviluppo di specifici compiti socio-economici nel territorio;
    2. collaborazioni per attività istituzionali di progetto, di pianificazione generale e settoriale, dovute o comunque corrispondenti ai programmi e agli obiettivi del Comune.
  3. Il corrispettivo per gli incarichi di cui al presente articolo è equiparato al trattamento economico lordo, previsto dal contratto collettivo nazionale, per la categoria C relativamente al personale in possesso del diploma di scuola media superiore, per la categoria D relativamente al personale in possesso del diploma di laurea. In ragioni di particolari professionalità difficilmente assimilabili alle categorie anzidette, il relativo corrispettivo può essere proporzionalmente aumentato.
  4. Gli incarichi di cui al presente articolo sono conferiti previa adozione di apposita deliberazione a contrattare ai sensi dell'art. 192 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, secondo la procedura indicata all'art. 36.

Art. 26: Incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenza

  1. In relazione ai programmi ed ai progetti che l'Amministrazione intende realizzare, per carenza di risorse umane interne professionalmente qualificate ovvero per ragioni di particolare complessità degli obiettivi od impossibilità di utilizzare il personale disponibile in forza all'Ente, è possibile ricorrere al conferimento di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenza, ai sensi dell'art. 7, 6 comma, del D. Lgs. 30/03/2001, n. 165 e ss.mm.ii.
  2. Gli incarichi di cui al precedente comma 1 possono essere conferiti tramite:
    1. contratti di lavoro autonomo professionale
    2. contratti di lavoro autonomo occasionale
    3. contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
  3. L'affidamento degli incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenza, ai sensi dell'art. 3, comma 55, delle Legge 24/12/2007, n. 244, possono essere conferiti solo nell'ambito di un programma approvato, ai sensi dell'art. 42, comma 2 lett. b), D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, dal Consiglio comunale.

Art. 27: Modalità e limiti per il conferimento di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenza

  1. Il conferimento di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenza di cui al precedente art. 26, può avvenire, nell'ambito di quelli previsti nel programma approvato dal Consiglio comunale di cui all' art. 26, comma 3, del presente Regolamento in un limite massimo di 40 incarichi annuali per tutto l'Ente e con un limite massimo di spesa annua non superiore allo 0,5% delle spese correnti inscritte nel Bilancio di Previsione dell'esercizio di competenza a soggetti in possesso del Diploma di Laurea secondo il vecchio ordinamento universitario o del Diploma di Laurea Magistrale secondo il nuovo ordinamento.
  2. Il conferimento dell'incarico dovrà avvenire a seguito di procedimento ad evidenza pubblica con avviso pubblicato per almeno giorni quindici sul sito web dell'Ente.
  3. Il Responsabile del procedimento prende in esame le domande dei candidati e seleziona coloro i quali per studi compiuti ed esperienze lavorative documentate nel curriculum abbiano dimostrato le migliori professionalità occorrenti all'espletamento dell'incarico.
  4. Il Responsabile del procedimento procede, previa un colloquio con tutti i candidati selezionati, alla nomina del migliore candidato, con provvedimento motivato.
  5. L'elenco degli incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca ovvero di consulenza conferiti, ai sensi dell'art. 1, comma 127, della Legge 23/12/1996, n. 662 e ss.mm.ii., è pubblicato sul sito web dell'Ente completo di
    • indicazione del soggetto percettore
    • ragione dell'incarico
    • ammontare erogato.
    L'omessa pubblicazione comporta la non liquidazione del corrispettivo.
  6. Ogni incarico conferito in violazione delle presenti norme costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale.

CAPO II - DIREZIONE GENERALE E DIRIGENZA

Sezione I - DIRETTORE GENERALE

Art. 28: Requisiti professionali del Direttore Generale

  1. Il Direttore Generale, qualora nominato fra soggetti esterni all'Ente, deve possedere i seguenti requisiti:
    1. Diploma di Laurea conseguito secondo il vecchio ordinamento universitario o del Diploma di Laurea Magistrale secondo il nuovo ordinamento;
    2. esperienza almeno quinquennale in qualità di dirigente di enti pubblici o aziende private.
  2. Non sono richiesti i requisiti indicati al comma 1, qualora l'incarico di Direttore Generale venga conferito al Segretario Generale.

Art. 29: Nomina del Direttore Generale - rapporti con il Segretario Generale

  1. Per la nomina del Direttore Generale si osservano le procedure stabilite per il conferimento degli incarichi dirigenziali a personale con contratto a tempo determinato di cui all'art. 36, salvo la possibilità di nomina diretta per intuitu personae, adeguatamente motivata in ragione della professionalità e competenza del soggetto incaricato comprovate da idoneo curriculum professionale.
  2. Le funzioni di Direttore Generale possono essere assegnate dal Sindaco, con proprio atto, al Segretario Generale, ai sensi dell'art. 13, comma 3.
  3. Nell'ipotesi di cui al comma precedente al Segretario Generale compete un'indennità di funzione la cui misura è determinata dalla Giunta, fatte salve diverse disposizioni stabilite dai contratti nazionali di lavoro.
  4. Nel caso in cui non si provveda alla nomina del Direttore Generale, compete al Segretario Generale lo svolgimento delle funzioni di cui all'art. 13, comma 2.
  5. In caso di assenza o impedimento del Direttore Generale, le sue funzioni sono espletate dal Segretario Generale limitatamente a quelle indicata all'art. 13, comma 2.
  6. I rapporti tra Direttore Generale e Segretario Generale sono disciplinati dal Sindaco all'atto della nomina del primo, fermo restando che è esclusa ogni forma di dipendenza gerarchica dell'uno dall'altro, così come restano ferme le competenze attribuite in via esclusiva dalla legge ad ognuno dei due soggetti.

Art. 30: Funzioni e responsabilità del Direttore Generale - Struttura di supporto

  1. In attuazione dell'art. 108 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, spettano al Direttore Generale le seguenti funzioni di carattere strategico, organizzativo e gestionale:
    1. vigilare sull'evoluzione del quadro istituzionale e ambientale inerente le funzioni generali e strategiche di competenza dell'Ente, sul mutare delle esigenze e l'insorgere di nuovi bisogni di carattere generale, di rischi e opportunità rilevanti per le finalità e le funzioni del Comune;
    2. definire, su indicazione degli organi di governo dell'Ente, gli obiettivi strategici e gli indirizzi programmatici, sviluppando proposte e intervenendo nei momenti di impostazione delle politiche posti in atto nell'ambito del Comune;
    3. curare l'integrazione e il coordinamento tra i diversi Settori e Servizi, compresa l'identificazione e la risoluzione di eventuali conflitti di competenza fra gli stessi;
    4. curare il funzionamento di meccanismi operativi e sistemi di integrazione generali nell'ambito dell'Ente ed in particolare di piani di lavoro e di sistemi informativi di carattere intersettoriale non affidati alla gestione di apposito coordinatore o responsabile di progetto;
    5. assumere la responsabilità del procedimento di formazione del Piano Esecutivo di Gestione da sottoporre alla Giunta comunale, secondo le disposizioni del Regolamento di Contabilità, curando direttamente la predisposizione del Piano Dettagliato degli Obiettivi di cui all'art. 197, comma 2 lett. a), del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, in coerenza ed in attuazione dei programmi, piani ed obiettivi generali dell'Amministrazione;
    6. svolgere funzioni di impulso e di vigilanza sull'espletamento delle funzioni dirigenziali e sul raggiungimento degli obiettivi assegnati con il Piano Esecutivo di Gestione garantendo il raggiungimento di livelli ottimali di efficienza e di efficacia ed attivando le opportune procedure in caso di inerzia dei Dirigenti o di ritardo nell'attuazione degli obiettivi programmati;
    7. svolgere le funzioni previste dal sistema di valutazione e assegnate al Direttore Generale;
    8. proporre al Sindaco le misure da adottare a carico dei Dirigenti per responsabilità di risultato, fermo restando le competenze del Nucleo di Valutazione;
    9. adottare gli atti di competenza dei Dirigenti inadempienti mediante avocazione, previa diffida scritta, necessari per l'attuazione del Piano Esecutivo di Gestione, ovvero per l'avvio di procedimenti amministrativi o per la conclusione degli stessi nei tempi stabiliti da norme di legge o di regolamento. Il provvedimento di sostituzione dovrà essere trasmesso per conoscenza alla Giunta comunale, al Nucleo di Valutazione e al Dirigente di Settore interessato;
    10. nominare i Dirigenti di Settore responsabili di procedimenti nel caso in cui la competenza di quest'ultimi non sia direttamente ascrivibile ad un determinato Settore e/o Servizio;
    11. esercitare ogni altra funzione attribuitagli dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti, dai provvedimenti di carattere programmatico o strategico dell'Ente, o conferitagli dal Sindaco.
  2. Il Direttore Generale, nell'ambito delle competenze indicate al comma 1, è responsabile, in base al principio della responsabilità gestionale e per risultati:
    1. dell'osservanza delle direttive generali e dei programmi di massima formulati dagli organi di governo competenti, nonché dell'esecuzione degli atti degli organi stessi, unitamente al Dirigente preposto;
    2. della realizzazione dei programmi e dei progetti affidati ai Dirigenti e del raggiungimento dei relativi obiettivi, unitamente al Dirigente preposto;
    3. dei rendimenti e dei risultati della gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa dell'Ente unitariamente considerato, incluse le decisioni organizzative e di gestione delle risorse umane relative alle strutture di propria competenza secondo le disposizioni della funzione dirigenziale.

Sezione II - INCARICHI DIRIGENZIALI

Art. 31: Qualifica dirigenziale e posizione

  1. La dirigenza si articola in un'unica qualifica dirigenziale, denominata "Dirigente".
  2. Nell'organizzazione del Comune i Dirigenti possono assumere la posizione di dipendenti a tempo indeterminato o a tempo determinato.
  3. I Dirigenti si distinguono per le funzioni svolte a seconda che siano preposti alla direzione di Settori ovvero siano titolari di incarichi di studio e ricerca, secondo le previsioni della dotazione organica o degli indirizzi assunti dalla Giunta comunale, compatibilmente con le disponibilità di bilancio. In ogni caso resta ferma l'appartenenza all'unica qualifica di Dirigente.

Art. 32: Tipologie degli incarichi dirigenziali

  1. L'incarico di direzione di un Settore, fermo restando quanto disposto all'art. 30, comma 2, comporta l'assunzione della piena responsabilità dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati conseguiti dai Settori e Servizi di propria competenza, salve le funzioni espressamente riservate dalla legge agli organi di governo, secondo le disposizioni stabilite dallo Statuto e dai Regolamenti dell'Ente.
  2. L'incarico di direzione può essere attribuito per più Settori per un tempo predeterminato e concordato.
  3. L'incarico di studio consiste nell'approfondimento di specifiche tematiche di rilevanza per l'attività amministrativa dell'Ente.
  4. L'incarico di ricerca consiste nello svolgimento di attività dirette a reperire informazioni rilevanti per la predisposizione di specifici programmi e progetti da parte degli organi di governo dell'Ente.
  5. Gli incarichi di cui ai commi precedenti possono essere cumulati.
  6. 1. Il sistema di valutazione prevede appositi istituti o meccanismi che possano compensare i Dirigenti che si trovino nelle condizioni di cui ai commi 2 e 5.

Art. 33: Criteri generali per l'attribuzione degli incarichi dirigenziali

  1. L'assegnazione degli incarichi dirigenziali segue il principio della temporaneità e della revocabilità degli stessi.
  2. Gli incarichi sono definiti e attribuiti dal Sindaco a Dirigenti a tempo indeterminato o a personale assunto con contratto a tempo determinato in possesso dei requisiti previsti dalle norme di legge, di regolamento e contrattuali.
  3. Gli incarichi di cui all'articolo 32, commi 3 e 4, possono essere affidati solo a Dirigenti già in servizio ovvero assunti con contratto a tempo determinato.

Art. 34: Criteri per il conferimento di incarichi di direzione ai Dirigenti assunti a tempo indeterminato

  1. Il Sindaco, nel conferire gli incarichi di direzione in attuazione dall'art. 109, comma 1, del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, tiene conto dei seguenti elementi:
    1. delle attitudini dimostrate nel servizio precedente, con particolare riferimento all'ultimo triennio;
    2. delle capacità professionali e manageriali dimostrate nelle esperienze maturate in precedenza;
    3. della valutazione dei risultati ottenuti dall'incaricando nelle precedenti esperienze;
    4. delle capacità nelle relazioni con l'utenza e con le risorse umane;
    5. del rispetto delle direttive generali emanate dagli organi di governo;
    6. della natura e delle caratteristiche dei programmi e degli obiettivi da realizzare;
    7. dei parametri e/o criteri stabiliti da leggi o altre disposizioni normative o contrattuali.

Art. 35: Durata degli incarichi dirigenziali ai Dirigenti assunti a tempo indeterminato

  1. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti per un periodo non superiore alla durata del mandato del Sindaco e comunque non inferiore a due anni. Gli stessi sono rinnovabili alla scadenza naturale.
  2. Nelle more di riassegnazione degli incarichi, i Dirigenti a tempo indeterminato, previo provvedimento del Sindaco neo eletto, continuano ed esercitare, per un periodo non superiore a 120 giorni, le funzioni relative all'incarico cessato. Entro tale termine il Sindaco neo eletto conferma o rassegna gli incarichi dirigenziali.
  3. Il comma 1 non si applica agli incarichi conferiti mediante reggenza, la cui durata è stabilita nel provvedimento di nomina in relazione alle situazioni contingenti ed organizzative che l'hanno determinata.
  4. Gli incarichi di direzione sono revocabili con provvedimento adeguatamente motivato in relazione alla valutazione annuale dei dirigenti, nei casi previsti dall'art. 109, comma 1, del D. Lgs. n. 18/08/2000, n. 267, e dall'art. 11 C.C.N.L. 22/02/2006.
  5. Gli incarichi di direzione possono cessare anticipatamente rispetto alla scadenza stabilita, in relazione ad intervenuti mutamenti organizzativi o funzionali o per cause diverse da quelle indicate ai precedenti commi 2 e 4 purché riferite ad esigenze di servizio tali da richiedere il trasferimento del Dirigente ad altro Settore con incarico di direzione ovvero di studio o ricerca. In ogni caso il provvedimento che sancisce la cessazione anticipata dell'incarico e conferisce il nuovo deve essere adeguatamente motivato.
  6. Alla revoca e al rinnovo degli incarichi, nonchè per tutti i provvedimenti contemplati nel presente articolo, è competente il Sindaco con le stesse modalità previste all'art. 34 per il conferimento degli incarichi di direzione.
  7. Nella valutazione dei criteri di cui all'art. 34, ai fini del rinnovo dell'incarico, è data valenza prioritaria ai risultati ottenuti nel precedente incarico di direzione dello stesso Settore.

Art. 36: Incarichi dirigenziali e di alta specializzazione con contratto a tempo determinato

  1. Ai sensi dell'art. 110, commi 1 e 2, del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, e stante la previsione dello Statuto comunale, gli incarichi dirigenziali e di alta specializzazione possono essere conferiti mediante contratti a tempo determinato sulla base del C.C.N.L. dell'area dirigenziale. Gli incarichi dirigenziali ai sensi dell'art. 110, comma 2, possono essere conferiti per il conseguimento di specifici progetti e lo svolgimento di funzioni di supporto.
  2. La deliberazione di Giunta con la quale si stabilisce di attribuire l'incarico mediante contratto a tempo determinato deve motivare le ragioni per cui si ricorre a tale istituto, nel rispetto della dotazione organica ovvero dei limiti numerici e della durata temporale stabiliti dalla legge nel caso in cui tali assunzioni siano effettuate al di fuori della dotazione organica. L'incarico può essere rinnovato dall'Amministrazione Comunale durante il periodo di mandato elettivo del Sindaco o dal Sindaco neo eletto.
  3. La Giunta stabilisce, con provvedimento motivato, il corrispettivo offerto, giustificando l'eventuale trattamento economico differenziato rispetto al C.C.N.L. della dirigenza in relazione alla temporaneità del rapporto ed alle condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali.
  4. Il regolamento dei concorsi disciplina le modalità di espletamento della procedura di selezione.
  5. L'interessato provvede, dopo l'approvazione dell'atto di nomina, alla sottoscrizione del contratto individuale di lavoro, indicante le funzioni, la durata e le condizioni stabilite con l'atto di nomina stesso.
  6. Qualora l'incarico dirigenziale per copertura di posti di responsabili dei servizi o degli uffici ai sensi dell'art. 110, comma 1, del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, avvenga con personale interno al Comune, per tutto il periodo di durata dell'incarico il dipendente incaricato viene collocato in aspettativa senza assegni. Al termine del rapporto di natura dirigenziale, il dipendente viene ricollocato in servizio nella categoria di appartenenza.
  7. In caso di incarico dirigenziale a tempo determinato al di fuori della dotazione organica ai sensi dell'art. 110, comma 2, del D. Lgs 267/2000 con personale interno al Comune, il rapporto di impiego del dipendente e' risolto di diritto con effetto dalla data di decorrenza del contratto stipulato per effetto dell'art. 110, comma 5, del D. Lgs n. 267/2000. L'Amministrazione Comunale riassume, su richiesta dell'interessato, il dipendente alla cessazione dell'incarico dirigenziale nella posizione di provenienza.
  8. Per il conferimento degli incarichi dirigenziali o di alta specializzazione mediante contratto a tempo determinato sono richiesti gli stessi requisiti che le norme di legge, di regolamento e contrattuali, prescrivono per i dipendenti a tempo indeterminato, ovvero il possesso dei requisiti di cui agli artt. 19, comma 6, e 28, comma 2, del D. Lgs. 30/03/2001, n. 165. Gli incaricati sono iscritti ai fini previdenziali ed assistenziali ai medesimi istituti previsti per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato.
  9. Le disposizioni del presente articolo possono applicarsi anche per il conferimento di incarichi o per la copertura di posti di alta specializzazione appartenenti alla categoria D nel rispetto del relativo trattamento economico previsto dai vigenti CC.CC.NN.LL.

Art. 37: Natura e contenuto del contratto a tempo determinato

  1. Nel contratto a tempo determinato il rapporto è soggetto alle norme di legge ed ai CC.CC.NN.LL. che disciplinano il rapporto di lavoro negli enti locali.
  2. In ogni caso il contratto deve indicare la tipologia dell'incarico da svolgere fra quelle previste dall'art. 32, i termini di durata del contratto nonché, se trattasi di incarico di direzione, le funzioni assegnate ed eventuali obiettivi da realizzare oltre a quelli stabiliti dal Piano Esecutivo di Gestione.

Art. 38: Esercizio funzioni vicarie del Dirigente di Settore

  1. Al fine di garantire la funzionalità dei Settori nei periodi di assenza dei Dirigenti di Settore per ferie o per altre brevi periodi di assenza o impedimenti tipicizzati dall'ordinamento, comunque non superiori ai trenta giorni consecutivi e qualora non sia conferito l'incarico della reggenza del posto di Dirigente, provvede alla sottoscrizione degli atti, per conto del Dirigente assente o impedito, un funzionario inquadrato nella categoria D in possesso di Posizione Organizzativa appositamente incaricato dal Dirigente annualmente con il provvedimento quadro di cui all'art. 17, comma 4, del presente Regolamento.
  2. Nel caso in cui il Dirigente di Settore non abbia incaricato alcun funzionario le funzioni vicarie sono svolte dal Segretario Generale.
  3. Le sostituzioni di cui al comma 1 avvengono automaticamente al solo manifestarsi di uno degli eventi e non costituiscono esercizio di funzioni superiori a norma dell'articolo 52, commi 2, 3 e 4, del D. Lgs. 30/03/2001, n. 165.
  4. La polizza assicurativa stipulata dall'Ente a favore dei Dirigenti di Settore si estende ai dipendenti che assumono le funzioni di cui al presente articolo.

Sezione III - ATTIVITA' DI VALUTAZIONE

Art. 39: Responsabilità dirigenziale

  1. La responsabilità gestionale, ai sensi della legge e dello Statuto, è attribuita ai titolari di posizioni dirigenziali, sia dipendenti di ruolo, sia incaricati per contratto a tempo determinato di cui all'art. 36, salve le responsabilità del Direttore Generale come disciplinate dal presente Regolamento.
  2. I Dirigenti esplicano le proprie funzioni secondo i principi generali che regolano le funzioni della dirigenza nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, al fine di garantire la piena concordanza dell'azione delle strutture con gli obiettivi e con le scelte degli organi istituzionali.
  3. Spettano in particolare ai Dirigenti i compiti stabiliti dalla Legge e dallo Statuto comunale, nonché quelli attribuiti dai regolamenti o disposizioni successive.
  4. I Dirigenti sono responsabili, in base al principio della responsabilità gestionale e per risultati:
    1. dell'osservanza delle direttive generali e dei programmi di massima formulati dagli organi di governo competenti, nonché dell'esecuzione degli atti degli organi stessi;
    2. della realizzazione dei programmi e dei progetti loro affidati e del raggiungimento dei relativi obiettivi;
    3. dei rendimenti e dei risultati della gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, incluse le decisioni organizzative e di gestione del personale, relative alle strutture di propria competenza;
    4. del conseguimento dei risultati dell'azione dei Settori o dell'attività di competenza, in termini di rapporto tra i risultati prefissati e quelli ottenuti, anche sotto l'aspetto dell'adeguatezza del grado di soddisfacimento dell'interesse pubblico e dei bisogni dell'utenza;
    5. dell'attività svolta dai Settori cui sono preposti, della gestione delle risorse ad essi demandate, del buon andamento e dell'imparzialità dell'azione amministrativa e delle attività di propria competenza;
    6. dell'osservanza, da parte delle risorse umane assegnate al Settore di competenza, dei doveri d'ufficio, dell'orario di lavoro e del controllo delle presenze, degli adempimenti connessi con il carico di lavoro assegnato a ciascun dipendente, dell'avvio delle procedure disciplinari e dell'adozione di sanzioni di loro competenza;
    7. della gestione degli strumenti previsti dagli accordi aziendali per l'applicazione degli incentivi di produttività;
    8. della formulazione e presentazione dei programmi di lavoro e delle proposte di obiettivi da inscrivere nel Piano Esecutivo di Gestione e della valutazione e del rendimento individuale dei dipendenti loro assegnati;
    9. della individuazione, in base alla Legge 07/08/1990, n. 241, ed ai sensi dell'art. 17 del presente Regolamento, dei responsabili dei procedimenti che fanno capo ai Servizi e della verifica, anche su richiesta di terzi interessati, del rispetto dei termini e degli adempimenti, previsti dall'apposito regolamento di attuazione degli artt. 2 e 5 della citata Legge n. 241/1990 e ss.mm.ii.
  5. I Dirigenti di Settore garantiscono la cooperazione tra i diversi Servizi e finalizzano la loro attività verso obiettivi comuni e risultati unitari dell'azione comunale.
  6. Ogni anno, in occasione della verifica di cui all'art. 193 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, i Dirigenti di Settore, con riferimento al Piano dettagliato degli Obiettivi approvato dalla Giunta comunale unitamente al Piano Esecutivo di Gestione, predispongono un rapporto sull'attività svolta, sullo stato di attuazione dei programmi e degli obiettivi e sull'utilizzo delle risorse assegnate.

Art. 40: Istituzione del Nucleo di Valutazione

  1. E' istituito il Nucleo di Valutazione costituito dal Direttore Generale dell'Ente e da due componenti esterni all'apparato amministrativo comunale esperti in gestione e controllo dei progetti o in organizzazione o gestione delle risorse umane o in controllo di gestione e contabilità economica.
  2. I due componenti esterni del Nucleo di Valutazione sono nominati dal Sindaco, previa acquisizione dei relativi curricula. Il presidente del Nucleo di Valutazione è individuato nella figura del Direttore Generale. Nel caso in cui il Direttore Generale non sia stato nominato svolge le funzioni di Presidente il Segretario Generale.
  3. Il Nucleo opera per tutta la durata del mandato amministrativo in corso alla data della nomina e cessa dalle sue funzioni all'atto della nomina del nuovo Nucleo di Valutazione da parte del Sindaco neo eletto.
  4. Ai soli componenti esterni del Nucleo di Valutazione spetta un gettone di presenza determinato dalla Giunta comunale e le spese di viaggio, se dovute.
  5. Non possono far parte del Nucleo di Valutazione il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini fino al terzo grado rispettivamente del Sindaco, degli Assessori e dei Dirigenti, dei funzionari titolari di Posizione Organizzativa dell'Ente.

Art. 41: Attività del Nucleo di Valutazione

  1. Il Nucleo di Valutazione partecipa al controllo ed alla valutazione dei risultati raggiunti dai Dirigenti di Settore secondo il sistema di valutazione adottato.
  2. Il Nucleo di Valutazione opera in posizione di autonomia e risponde esclusivamente al Sindaco.
  3. Il Nucleo di Valutazione:
    1. svolge le attività nell'ambito dei procedimenti di valutazione secondo i sistemi di regole in vigore nell'Ente per la dirigenza e per il personale dipendente;
    2. partecipa alla elaborazione della proposta di pesatura dei Settori e Servizi al fine di determinare l'indennità di posizione della dirigenza e quella dei funzionari titolari di Posizione Organizzativa;
    3. valuta preventivamente l'ammissibilità di eventuali progetti di produttività;
    4. esprime le valutazioni ad esso demandate per la gestione degli strumenti previsti dai contratti di lavoro per l'attribuzione degli incentivi di produttività alle risorse umane e per la liquidazione della retribuzione di risultato dei Dirigenti;
    5. attesta che eventuali risparmi derivanti dalle economie di gestione non abbiano prodotto effetti negativi sull'estensione e sulla qualità dei servizi resi agli utenti e non siano dovuti all'affidamento di attività all'esterno;
    6. svolge funzioni di monitoraggio e valutazione dei risultati secondo la normativa legislativa e contrattuale vigente;
    7. esprime eventuali pareri richiesti dall'Amministrazione in ordine alle modifiche organizzative, sulla struttura dei Settori e sull'attuazione dei programmi e sullo svolgimento delle attività;
    8. svolge, inoltre, tutte le funzioni e le verifiche ad esso attribuite dalla legge, dai regolamenti, dai contratti collettivi di lavoro o richieste dall'Amministrazione comunale.
  4. Il Nucleo di Valutazione nell'esercizio e per le finalità del controllo, ha accesso ai documenti amministrativi e può richiedere, oralmente o per iscritto, informazioni agli uffici e ai servizi dell'Ente, agli organi di governo del Comune ed al Segretario Generale, i quali sono tenuti a fornire la massima collaborazione. Il Nucleo di Valutazione può, inoltre, effettuare e disporre ispezioni e accertamenti direttamente o attraverso il Direttore Generale, se nominato, o il Segretario Generale.

Art. 42: Funzionamento del Nucleo di Valutazione

  1. Il Nucleo di Valutazione si avvale per l'esercizio delle sue funzioni dell'attività della Segreteria/Direzione Generale e del Settore Risorse Umane.
  2. Le mansioni di segreteria del Nucleo di Valutazione sono assicurate dal personale del Servizio Direzione Generale appositamente incaricato.
  3. Il Nucleo delibera con la maggioranza dei suoi componenti.

Art. 43: Valutazione delle prestazioni dirigenziali

  1. La valutazione delle prestazioni dirigenziali è effettuata sulla base del sistema di valutazione deliberato dalla Giunta comunale, espletati i passaggi previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.
  2. L'inosservanza delle direttive generali e degli indirizzi espressi dagli organi di governo elettivi, contenuti in documenti o atti, o il risultato negativo annuale della gestione, in relazione al loro grado di gravità, possono comportare, previa controdeduzioni degli interessati:
    1. la revoca dell'incarico e l'affidamento di un altro incarico dirigenziale di valore economico inferiore all'interno dell'Ente o presso altra Amministrazione che vi abbia interesse, ai sensi dell'art. 27, comma 4, C.C.N.L. 10/04/1996, come sostituito dall'art. 11 C.C.N.L. 22/2/2006.
    2. la perdita della retribuzione di posizione e il collocamento in disponibilità per la durata massima di un anno.
  3. Trascorso il periodo di disponibilità il Dirigente dovrà essere assegnato ad un incarico dirigenziale. In caso di successiva accertata responsabilità particolarmente grave l'Amministrazione potrà recedere dal contratto in base alle disposizioni al momento vigenti.
  4. Le valutazioni sono accolte nel fascicolo personale degli interessati e di esse si tiene conto all'atto delle assegnazioni o rinnovi di incarichi di direzione.

Sezione IV - RETRIBUZIONE ACCESSORIA

Art. 44: Quantificazione dei fondi

  1. La Giunta comunale, su proposta del Dirigente Settore Risorse Umane, determina, secondo le disposizioni e i termini del contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza, la quantificazione del fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei Dirigenti assunti a tempo indeterminato.
  2. I fondi base così quantificati rimangono invariati per tutto il periodo di riferimento fino alla nuova quantificazione.

Art. 45: Retribuzione di posizione

  1. In relazione all'assetto organizzativo e funzionale dell'Ente tutte le posizioni dirigenziali di Settore previste dalla dotazione organica sono riconducibili a posizioni dirigenziali che prevedono ampia autonomia gestionale nell'ambito di indirizzi politici e la responsabilità di impostare e gestire il funzionamento dei Settori e dei Servizi.
  2. Ciascuna posizione dirigenziale è valutata in relazione ai parametri stabiliti dal C.C.N.L. della dirigenza, sulla base dei criteri e della procedura preventivamente stabiliti dalla Giunta comunale con propria deliberazione.
  3. La valutazione della posizione assegnata a ciascuna posizione dirigenziale resta ferma fino a quando non si verificano condizioni organizzative e funzionali che giustificano la rivalutazione e ripesatura di tutte le posizioni dirigenziali, salvo che la nuova valutazione si riferisca a specifici Settori interessati a processi riorganizzativi e che le corrispondenti nuove indennità di posizione trovino compensazione fra gli stessi Settori interessati.
  4. Ciascuna posizione dirigenziale concorre per fasce economiche, in base al proprio "peso", alla ripartizione del fondo di cui all'art. 44.
  5. Le quote di fondo assegnate alle posizioni per le quali si è provveduto al conferimento di incarico a personale esterno a tempo determinato costituiscono economie che vanno ad integrare il fondo per la retribuzione di risultato di cui all'art. 44 per il medesimo anno di riferimento.

Art. 46: Retribuzione di risultato

  1. 1. Il fondo di risultato viene quantificato sulla base delle disposizioni contrattuali nazionali e decentrate e viene distribuito sulla base dell'applicazione dei criteri di cui all'art. 43.

CAPO III - POSIZIONI ORGANIZZATIVE

Sezione I - POSIZIONI ORGANIZZATIVE

Art. 47: Posizioni Organizzative

  1. La Giunta, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali vigente, nell'ambito delle risorse destinate a tale titolo dai CC.CC.NN.LL., istituisce la funzione di Responsabile di Posizione Organizzativa, ex art. 8 CC.CC.NN.LL 31/03/1999, che comporta l'assunzione diretta di elevata responsabilità di prodotto e risultato, per l'affidamento di funzioni di responsabilità di direzione di servizi.
  2. La Giunta, altresì, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali vigente e nell'ambito delle risorse destinate a tale titolo dai CC.CC.NN.LL , può istituire:
    1. la funzione di Responsabile di Posizione Organizzativa di Alta Professionalità, per:
      • valorizzare i soggetti portatori di competenze specialistiche elevate e innovative;
      • riconoscere e motivare l'assunzione di particolari responsabilità professionali nel campo della ricerca, dell'analisi e della valutazione propositiva di problematiche complesse di rilevante interesse per il conseguimento del programma di governo dell'Ente.
    2. la funzione di Responsabile di Posizione Organizzativa di Staff per lo svolgimento di attività, di natura temporanea e contingente, di staff e/o di studio, ricerca, ispettiva, di vigilanza e controllo caratterizzate da elevate autonomia e esperienza.
  3. Il sistema di graduazione delle Posizioni Organizzative, ai fini dell'assegnazione della retribuzione di posizione e risultato nell'ambito dei limiti definiti dai CC.CC.NN.LL. è approvato dalla Giunta, nell'ambito delle risorse disponibili, sulla base dei criteri concertati con le Organizzazioni Sindacali e le Rappresentanze Sindacali Unitarie.

Art. 48: Modalità e criteri per il conferimento e la revoca degli incarichi

  1. Gli incarichi relativi alle Posizioni Organizzative sono conferiti dal Dirigente, previa comunicazione alla Conferenza dei Dirigenti, con atto di delega soggetto ad accettazione, debitamente motivato, o direttamente a dipendenti di categoria D in servizio presso il proprio Settore oppure, a seguito di apposito avviso pubblico interno ed eventuale colloquio, a dipendenti di categoria D che abbiano fatto domanda, sulla base della natura del posto da ricoprire e delle caratteristiche dei programmi anche pluriennali da realizzare, della competenza professionale richiesta dalle funzioni e attività da svolgere, dei requisiti professionali, delle attitudini, delle capacità professionali e dei risultati conseguiti in precedenza.
  2. 1. Gli incarichi di cui al precedente comma 1 sono conferiti, con apposito atto di delega soggetto ad accettazione, dal Dirigente per un periodo non superiore ad anni due e comunque non oltre la scadenza dell'incarico dirigenziale. La scadenza coincide con la data di esecutività della deliberazione di approvazione del Piano Esecutivo di Gestione dell'anno di competenza.
  3. Gli incarichi conferiti scadono con l'entrata in vigore del Piano Esecutivo di Gestione dell'anno di scadenza stabilita nell'atto di cui al precedente comma 2 e possono essere rinnovati con la medesima procedura.

Sezione II - CONTENUTO E COMPETENZE

Art. 49: Posizioni Organizzative di direzione - Contenuto e competenze

  1. I funzionari titolari di Posizione Organizzativa di direzione, c.d. direzionali, che svolgono funzioni di responsabile di Servizio sono caratterizzati da elevato grado di autonomia gestionale e organizzativa. Ad essi, oltre alle funzioni di cui all'art. 9, competono:
    1. la conduzione e organizzazione, sulla base delle direttive di massima impartite dal Dirigente, del Servizio affidato, la programmazione del lavoro, la gestione del personale ad esso assegnato;
    2. la responsabilità, in via ordinaria, dei procedimenti amministrativi e dell'istruttoria degli atti di competenza e l'emanazione dei provvedimenti finali di specifici procedimenti di cui sono responsabili, come da atto di delega soggetto ad accettazione di cui al 2 comma dell'art. 7, dettagliato annualmente dal provvedimento quadro di cui all'art. 17, comma 4;
    3. l'impegno e la liquidazione delle spese e l'accertamento delle entrate di competenza;
    4. avanzare proposte all'Amministrazione, in accordo con il Dirigente, per la definizione degli obiettivi annuali, per attuare innovazioni organizzative per aumentare la produttività e la qualità dei servizi, anticipando i cambiamenti prevedibili.

Art. 50: Posizioni Organizzative di alta professionalità

  1. Qualora si verifichi il caso previsto dall'art. 47, 2 comma punto 2.1., i Dirigenti, con apposito atto di delega soggetto ad accettazione e con le modalità di cui al precedente art. 48, possono incaricare dipendenti di posizione organizzativa di alta professionalità, c.d. professionali, per lo svolgimento di attività con contenuti di alta professionalità e specializzazione.
  2. Ai soggetti investiti di tali incarichi è richiesto il possesso di diploma di laurea, ai sensi dell'art. 3, comma 1 lettera b) del Decreto del Ministero dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica 3/11/1999, n. 509, o diploma di laurea secondo il vecchio ordinamento e/o l'iscrizione ad albi professionali. Sono esentati dall'iscrizione ad Albo professionale i soggetti di cui al R.D. 11/02/1929, n. 274, ai quali è consentito l'esercizio della professione, ma non l'iscrizione all'Albo.

Art. 51: Competenze dei funzionari titolari di Posizioni Organizzative di alta professionalità

  1. Ai funzionari titolari di Posizione Organizzativa di alta professionalità competono:
    1. eventuali funzioni di coordinamento di analoghe posizioni professionali o specifiche Unità Operative in relazione alla rilevanza degli obiettivi assegnati rispetto alle priorità del programma di mandato;
    2. la responsabilità, in via ordinaria, dei procedimenti amministrativi e dell'istruttoria degli atti di competenza e l'emanazione dei provvedimenti finali di specifici procedimenti di cui sono responsabili, come da atto di delega soggetto ad accettazione di cui al 2 comma dell'art. 7, dettagliato annualmente dal provvedimento quadro di cui all'art. 17, comma 4;
    3. l'impegno e la liquidazione delle spese e l'accertamento delle entrate di competenza;
    4. l'assunzione della responsabilità ed attestazione di regolarità tecnica relativamente a procedimenti, atti e provvedimenti individuati nell'atto di incarico;
    5. elaborare con autonomia progetti complessi ed innovativi;
    6. avanzare, in accordo con il Dirigente ed anche in relazione a quanto previsto alla precedente lett. e), proposte all'Amministrazione per la definizione degli obiettivi annuali, al fine di attuare innovazioni organizzative e aumentare la produttività e la qualità dei servizi, anticipando i cambiamenti prevedibili.

Art. 52: Posizioni Organizzative di staff

  1. Qualora si verifichi il caso previsto dall'art. 47, 2 comma punto 2.2., i Dirigenti, con apposito atto di delega soggetto ad accettazione e con le modalità di cui al precedente art. 48, possono incaricare dipendenti di Posizione Organizzativa di staff per lo svolgimento di attività di staff e/o di studio, ricerca, ispettiva, di vigilanza e controllo caratterizzate da elevate autonomia e esperienza.

Art. 53: Competenze dei funzionari titolari di Posizioni Organizzative di staff

  1. Ai funzionari titolari di Posizione Organizzativa di staff competono:
    1. la responsabilità, in via ordinaria, dei procedimenti amministrativi e dell'istruttoria degli atti di competenza e l'emanazione dei provvedimenti finali di specifici procedimenti di cui sono responsabili, come da atto di delega soggetto ad accettazione di cui al 2 comma dell'art. 7, dettagliato annualmente dal provvedimento quadro di cui all'art. 17, comma 4;
    2. l'impegno e la liquidazione delle spese e l'accertamento delle entrate di competenza;
    3. l'elaborazione originale di studi, di progetti, di perizie, di piani e di programmi, l'approfondimento di problematiche complesse, indagini di mercato, esame e valutazione di aspetti innovativi;
    4. avanzare proposte all'Amministrazione, in accordo con il Dirigente ed anche in relazione a quanto previsto alla precedente lett. c), per la definizione degli obiettivi annuali, per attuare innovazioni organizzative per aumentare la produttività e la qualità dei servizi, anticipando i cambiamenti prevedibili.

Sezione III - ATTIVITA' DI VALUTAZIONE E RETRIBUZIONE ACCESSORIA

Art. 54: Retribuzione di posizione dei funzionari titolari di Posizione Organizzativa

  1. All'atto dell'individuazione della Posizione Organizzativa, ai sensi dell'art. 47 del presente Regolamento, la Giunta provvede, sulla scorta della proposta di pesatura dei Servizi per fasce economiche, ai sensi dell'art. 41, comma 3 lettera b), a definire la retribuzione di posizione spettante sulla base del C.C.N.L. e del sistema di valutazione.

Art. 55: Retribuzione di risultato dei funzionari titolari di Posizione Organizzativa

  1. La retribuzione di risultato, di cui al C.C.N.L., viene corrisposta annualmente a seguito della valutazione dell'attività svolta dagli incaricati in base al sistema di valutazione vigente, entro i limiti minimi e massimi definiti dal C.C.N.L.

Sezione IV - CONFERIMENTO, REVOCA DEGLI INCARICHI E ORARIO DI LAVORO

Art. 56: Conferimento degli incarichi

  1. Sulla base dell'art. 17, comma 1/bis, del D. Lgs. 31/03/2001, n. 165, i Dirigenti, nell'ambito delle Posizioni Organizzative istituite dalla Giunta, possono conferire i relativi incarichi mediante apposito atto di delega soggetto ad accettazione.
  2. L'atto di cui al precedente comma 1 e al 2 comma dell'art. 7, che è dettagliato annualmente dal provvedimento quadro di cui all'art. 17, comma 4, contiene delega delle funzioni gestionali ed indica nel dettaglio le funzioni e le attività attribuite agli incaricati. Il Dirigente esercita un potere di controllo sull'attività del funzionario titolare di Posizione Organizzativa. In caso d'inerzia comprovata è riconosciuto al Dirigente di Settore il potere di avocazione del procedimento assegnato, previa diffida.

Art. 57: Revoca anticipata degli incarichi

  1. Gli incarichi di Responsabile di Posizione Organizzativa possono essere revocati prima della scadenza, con disposizione motivata del Dirigente di riferimento, in relazione ad intervenuti mutamenti organizzativi o funzionali, o per inosservanza delle direttive impartite dal Dirigente, oppure in conseguenza di specifico accertamento di risultati negativi imputabili all'incaricato medesimo, come indicato nel sistema di valutazione.
  2. Il Dirigente, prima di procedere alla definitiva formalizzazione di una valutazione non positiva, acquisisce, in contraddittorio, entro 15 giorni dal ricevimento da parte dell'incaricato della relativa comunicazione scritta, le osservazioni del dipendente interessato, che può essere anche assistito dall'Organizzazione Sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da soggetto di sua fiducia. Tale procedura di contraddittorio vale anche per la revoca anticipata dell'incarico. Per i fini predetti il Dirigente può avvalersi del parere o della consulenza del Nucleo di Valutazione.
  3. L'interruzione anticipata dell'incarico, oltre che per revoca, può avvenire anche per rinuncia da parte del diretto interessato, il quale dovrà presentare, in forma scritta, richiesta di rinuncia al proprio Dirigente che potrà o meno accordarla. La rinuncia all'incarico comporta l'erogazione ridotta dell'indennità di risultato per l'anno di riferimento, su proposta del Dirigente, tenuto conto dei risultati effettivamente conseguiti e della durata dell'incarico.

Art. 58: Orario di lavoro dei funzionari titolari di Posizione Organizzativa

  1. Gli incarichi della responsabilità di Posizione Organizzativa assicurano la loro presenza in servizio e organizzano il proprio tempo lavoro correlandoli in modo flessibile alle esigenze dell'incarico ricoperto, tenuto conto degli obiettivi e programmi da realizzare in analogia a quanto avviene per la dirigenza. Sono comunque tenuti a prestare servizio per un minimo di 36 ore lavorative settimanali; eventuali ore prestate in eccedenza sono assorbite dalla retribuzione di posizione, ai sensi del C.C.N.L.

CAPO IV - GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

Sezione I - TRASFERIMENTI

Art. 59: Trasferimenti interni all'Ente

  1. L'inquadramento o il trasferimento del dipendente nella nuova posizione di lavoro è effettuato con provvedimento congiunto del Direttore Generale, se nominato, e del Dirigente del Settore Risorse Umane, sentiti i Dirigenti interessati.
  2. Si ha trasferimento del dipendente quando, nel rispetto della categoria di accesso, lo stesso è assegnato ad una posizione di lavoro presso altro Settore ovvero ad altra posizione di lavoro entro il Settore con modifica del profilo professionale.
  3. Non costituisce trasferimento il mutamento di mansioni tra quelle esigibili o l'assegnazione del dipendente ad altra posizione di lavoro all'interno dello stesso Settore nel rispetto dello stesso profilo. Tale assegnazione avviene, in via definitiva, con provvedimento del Dirigente del Settore interessato sentito il dipendente. Tale provvedimento è trasmesso per conoscenza allo stesso dipendente, al Settore Risorse Umane e al Settore Segreteria/Direzione Generale. La proposta deve essere adeguatamente motivata e accettata dal lavoratore quando comporti mutamento di mansioni con riflessi di natura economica.
  4. L'applicazione dei precedenti commi 2 e 3 non danno luogo alla modifica del contratto individuale di lavoro.

Art. 60: Procedure di Trasferimento

  1. La procedura di trasferimento ad altro Settore è avviata con avviso congiunto di vacanza della posizione di lavoro del Direttore Generale, se nominato, e del Dirigente del Settore Risorse Umane, pubblicato sulla rete Intranet dell'Ente. L'avviso deve contenere i criteri di accertamento dell'idoneità e della professionalità nelle ipotesi di cui al comma 3.
  2. Il trasferimento definitivo viene determinato su proposta del Dirigente del Settore accettante formulata sulla base dei seguenti criteri e modalità:
    1. predisposizione, da parte del Settore Risorse Umane secondo i criteri di valutazione previsti nel regolamento dei concorsi, di una graduatoria che tenga conto della sola anzianità maturata dal dipendente nella posizione di lavoro al momento ricoperta, qualora il dipendente occupi tale posizione lavorativa a seguito di trasferimento obbligatorio per soppressione di posto, verrà valutata anche l'anzianità nella posizione precedentemente occupata, con un limite massimo complessivo di 10 anni;
    2. assegnazione del posto al dipendente collocato al primo posto della graduatoria;
    3. l'assegnazione del posto può avvenire, con provvedimento motivato, anche in favore di un dipendente non collocato al primo posto della graduatoria che per studi conseguiti o per iscrizioni in Albi o per esperienze di lavoro svolte possieda le capacità lavorative adatte al posto da ricoprire.
  3. Nel caso in cui il trasferimento comporti modifica del profilo professionale del dipendente il Dirigente deve altresì accertare l'idoneità all'espletamento dei compiti e delle mansioni connessi con il nuovo profilo, attraverso prove semplificate e predefinite.

Art. 61: Procedure semplificate

  1. Non necessita la pubblicazione dell'avviso di cui all'art. 60, comma 1, qualora vi sia trasferimento bilaterale fra due Settori proposto dai dipendenti interessati inquadrati nella medesima categoria e identico profilo, previo parere favorevole dei Dirigenti interessati

Art. 62: Trasferimenti provvisori

  1. Al fine di far fronte ad esigenze particolari connesse con il carico lavorativo di un Settore è possibile disporre il trasferimento temporaneo, anche a tempo parziale, del personale dipendente.
  2. 1. I trasferimenti di cui al presente articolo sono disposti con provvedimento congiunto del Direttore Generale, se nominato, e del Dirigente Settore Risorse Umane, sentiti i Dirigenti dei Settori e il dipendente interessato, per un periodo massimo di un semestre rinnovabile da indicare nel provvedimento. I trasferimenti entro lo stesso Settore sono disposti con provvedimento del Dirigente. Dei provvedimenti di trasferimento provvisorio è data contestuale informazione alle Organizzazioni Sindacali ed alle Rappresentanze Sindacali Unitarie.
  3. Il trasferimento deve essere disposto prioritariamente con personale dello stesso profilo; qualora ciò non sia possibile, il Dirigente del Settore accettante deve procedere al previo accertamento della professionalità e dell'idoneità del dipendente all'espletamento dei compiti e delle mansioni connessi con la nuova posizione di lavoro.

Art. 63: Trasferimenti d'ufficio

  1. In caso di accertata incompatibilità ambientale di un dipendente nella posizione di lavoro ricoperta o in caso di motivata necessità è possibile disporre d'ufficio il trasferimento definitivo.
  2. Il trasferimento ad altro Servizio è disposto dal Dirigente del Settore interessato. Il trasferimento ad altro Settore è disposto congiuntamente dal Direttore Generale, se nominato, e dal Dirigente Settore Risorse Umane, sentiti i Dirigenti dei Settori.

Sezione II - DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO

Art. 64: Gestione del personale e contratti di lavoro

  1. Gli atti interni di gestione operativa del personale assegnato al Settore competono ai rispettivi Dirigenti di Settore. Gli atti di gestione amministrativa e contabile competono al Settore Risorse Umane.
  2. I contratti di lavoro sono stipulati dal Dirigente del Settore Risorse Umane in rappresentanza dell'Amministrazione comunale al quale compete anche l'adozione dei provvedimenti di risoluzione.
  3. I contratti di lavoro del personale avente qualifica dirigenziale sono di competenza del Direttore Generale, se nominato, o del Segretario Generale.
  4. I provvedimenti relativi alla risoluzione dei contratti di cui al comma 2 per mancato superamento del periodo di prova sono adottati a seguito di relazione scritta e motivata del Dirigente di Settore al quale il dipendente è funzionalmente assegnato. Per la risoluzione di rapporti di lavoro dei Dirigenti la relazione è redatta dal Direttore Generale, se nominato, o dal Segretario Generale.
  5. I provvedimenti di risoluzione dei contratti di cui ai commi 2 e 3 diversi dal mancato superamento del periodo di prova sono adottati previo espletamento delle prescritte procedure disciplinari o di valutazione dei risultati o altre procedure previste per la risoluzione del rapporto.

Art. 65: Mansionario individuale

  1. Il mansionario individuale è rappresentato dai compiti e dalle funzioni esigibili nei confronti del dipendente all'interno del Servizio nel quale è inquadrato in relazione alla categoria di appartenenza, al profilo professionale ricoperti ed alle disposizioni del C.C.N.L., tenendo conto anche dell'articolo 52 del D. Lgs. 30/03/2001, n. 165.
  2. In caso di assoluta incertezza sul contenuto delle mansioni, il dipendente può richiedere al Dirigente di Settore che sia formalizzato con provvedimento scritto apposito ordine di servizio sullo svolgimento di specifiche e determinate mansioni e che lo stesso sia acquisito nel suo fascicolo personale.

Art. 66: Responsabilità dei dipendenti

  1. Tutti i dipendenti concorrono, in relazione alla categoria posseduta, alle mansioni ed al lavoro direttamente svolto, nella responsabilità dei risultati conseguiti dai Settori e Servizi nei quali sono inquadrati.
  2. In caso di assoluta incertezza sul contenuto delle mansioni, il dipendente può richiedere al Dirigente di Settore che sia formalizzato con provvedimento scritto apposito ordine di servizio sullo svolgimento di specifiche e determinate mansioni e che lo stesso sia acquisito nel suo fascicolo personale.

Art. 67: Valutazione dei dipendenti

  1. I Dirigenti di Settore valutano il rendimento dei dipendenti assegnati applicando il sistema di valutazione in vigore.

Art. 68: Attribuzione di mansioni e di funzioni superiori

  1. Spetta al Dirigente Settore Risorse Umane, su proposta del Dirigente di Settore interessato, adottare gli atti per il conferimento di mansioni superiori, ai sensi dell'art. 52 del D. Lgs. 30/03/2001, n. 165.

Art. 69: Rapporto di lavoro part-time

  1. L'Amministrazione può costituire rapporti di lavoro a tempo parziale o trasformare, a richiesta dei dipendenti, i rapporti di lavoro a tempo pieno in rapporti di lavoro a tempo parziale, modificando contestualmente i posti previsti nella dotazione organica.
  2. Il personale interessato alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale, sia per esigenze personali, sia per assumere un'altra attività lavorativa, deve farne richiesta scritta al Settore Risorse Umane, indicando l'eventuale attività lavorativa che intende svolgere. La domanda del dipendente deve essere corredata dal parere del competente Dirigente di Settore in merito all'articolazione all'orario di lavoro proposto ed alla verifica di situazioni di incompatibilità rispetto all'eventuale attività lavorativa che il dipendente intende svolgere e può essere presentata entro il 31 marzo o il 30 settembre di ciascun anno o entro il 31 maggio per il personale che opera presso le scuole. Il Settore Risorse Umane, con decorrenza rispettivamente dal 1^ luglio, dal 1^ gennaio e, per il personale della scuola dal 1^ settembre, senza ulteriori rinvii, predispone apposita deliberazione di modifica della dotazione organica e conseguentemente provvede alla trasformazione del rapporto di lavoro dei dipendenti che ne avevano fatto domanda entro le suddette scadenze, oppure nega la trasformazione nel caso in cui l'attività lavorativa autonoma o subordinata che il dipendente intende svolgere comporti conflitto di interessi. Eccezionalmente, per motivazioni documentate dal dipendente, il part time può essere concesso derogando dalle suddette scadenze.
  3. Il part-time può essere concesso da un minimo di 12 ore a un massimo di 30 ore settimanali per multipli di sei ore, fermo restando l'obbligo del personale che intende svolgere un'altra attività lavorativa di richiedere un orario ridotto non superiore al 50% del tempo pieno, nel limite del 25% della dotazione organica complessiva del personale a tempo pieno di ciascuna categoria. In ogni caso, in relazione alle funzioni svolte, il part- time non può essere concesso ai Dirigenti ai quali è affidata la gestione di un Settore, ai funzionari titolari di Posizioni Organizzative ai sensi dell'art. 8 del C.C.N.L. del 31/03/1999, fatte salve gravi e documentate situazioni familiari. Tenuto conto delle responsabilità loro affidate ai funzionari responsabili di Servizio il part time potrà essere concesso per 30 o 24 ore settimanali nel limite del 25% della dotazione organica complessiva del personale a tempo pieno della categoria D dei Settori appartenenti alla medesima area funzionale. Per la specificità delle funzioni svolte relativamente al personale di vigilanza assegnato al Settore Polizia Municipale, insegnante addetta alle scuole materne e insegnante addetta agli asili nido, il part time potrà essere concesso per 12, 18 o 24 ore settimanali. Il part time sarà concesso nel limite del 25% della dotazione organica del personale a tempo pieno di ciascun Servizio del Settore Polizia Municipale e collocando all'inizio o al termine del normale turno di lavoro l'orario giornaliero da svolgere in caso di part time orizzontale; nel limite del 25% della dotazione organica del personale a tempo pieno per i profili professionali di insegnante asili nido e insegnante di scuola materna distintamente considerati e limitatamente alla trasformazione di un posto di insegnante a tempo pieno per ciascuna sezione.
  4. La tipologia di orario ridotto (verticale o orizzontale) e la distribuzione settimanale dell'orario di lavoro proposte dal dipendente devono essere concordate con il rispettivo Dirigente di Settore, il quale, per motivate esigenze di servizio, può proporre una diversa articolazione dell'orario di lavoro rispettando per quanto possibile la tipologia dell'orario richiesta dal dipendente.
  5. Il rientro dal tempo parziale al tempo pieno potrà avvenire non prima di due anni dalla trasformazione del rapporto di lavoro, a richiesta del dipendente da inoltrarsi almeno tre mesi prima della decorrenza della richiesta stessa, il rientro può essere anticipato, su richiesta del dipendente, in accordo con l'Amministrazione, qualora sussistano esigenze di servizio e siano previste le relative risorse. Il dipendente rientrato a tempo pieno, per due anni, non può richiedere una ulteriore trasformazione del rapporto di lavoro in part time, fatte salvi gravi e documentate esigenze familiari. Per il personale della scuola il rientro a tempo pieno dovrà avvenire, di norma, dal 1' settembre di ogni anno.
  6. Ai dipendenti a tempo parziale il trattamento economico principale e accessorio sono liquidati proporzionalmente all'orario svolto.
  7. Ai dipendenti con rapporto di lavoro part-time con prestazione lavorativa non superiore al 50% dell'orario di lavoro a tempo pieno è permesso l'esercizio di attività di lavoro subordinato o libero professionale, previa iscrizione, ricorrendone le condizioni, al relativo Albo, salvo che tali attività non generino conflitti di interesse con le funzioni svolte dal dipendente o dal Settore di assegnazione e che tali attività non vengano effettuate a favore di soggetti nei confronti dei quali i dipendenti o il Settore di appartenenza svolgano funzioni di controllo o vigilanza, di rilascio di concessioni o autorizzazioni comunali o siano fornitori di beni o servizi per l'Amministrazione. Lo svolgimento di attività lavorative o di altre prestazioni presso altri enti locali devono comunque essere autorizzate ai sensi del comma 9.
  8. In ogni caso non possono essere autorizzati:
    1. esercizio di attività libero professionali di natura tecnica nell'ambito del territorio comunale nel caso in cui il dipendente interessato ricopra all'interno dell'Ente un profilo professionale di natura tecnica (architetto, ingegnere, geometra, geologo, ecc.), in relazione all'attività concretamente svolta;
    2. attività che ledono il prestigio, l'onore ed il decoro della Pubblica Amministrazione;
    3. incarichi professionali a dipendenti iscritti agli appositi Albi a favore dell'Amministrazione dalla quale dipendono.
  9. Per quanto non previsto dal presente Regolamento si fa riferimento alle specifiche disposizioni in materia di orario di lavoro a tempo ridotto contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro e nelle leggi vigenti.

Art. 70: Messo notificatore

  1. Il Sindaco attribuisce le funzioni di messo notificatore al personale in possesso dello specifico profilo professionale ed individua gli altri dipendenti ai quali assegnare tali funzioni in relazione alla categoria di appartenenza.
  2. Qualora l'incarico venga attribuito a personale di categoria superiore o inferiore rispetto a quella attribuibile ai messi notificatori, tale attività non deve essere prevalente rispetto a quella posseduta.

Art. 71: Massa vestiaria - Indumenti di protezione

  1. Il dipendente è tenuto ad indossare durante il servizio le divise o gli indumenti di lavoro che gli sono assegnati dall'Amministrazione, assicurandone una corretta conservazione. E' altresì tenuto ad utilizzare, in relazione alle mansioni svolte, gli strumenti di protezione assegnati in base alla vigente normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.

Art. 72: Messo notificatore

  1. Il personale è collocato a riposo d'ufficio dal primo giorno del mese successivo a quello del compimento del limite d'età previsto per il collocamento a riposo, purché abbia maturato il diritto a pensione.
  2. I dipendenti che al compimento del limite d'età previsto per il collocamento a riposo non abbiano maturato il diritto a pensione, possono inoltrare domanda, da acquisirsi almeno sei mesi prima dal compimento del limite di età, per essere trattenuti in servizio fino al periodo necessario alla maturazione di tale diritto, purché ciò possa avvenire entro il 70° anno di età.
  3. I provvedimenti di collocamento a riposo sono adottati dal Dirigente del Settore Risorse Umane.

Art. 73: Dimissioni

  1. Il dipendente ha facoltà di dimettersi dal servizio, in qualsiasi momento, nel rispetto dei termini di preavviso stabiliti dal C.C.N.L.
  2. Per il personale a tempo determinato il termine di preavviso è fissato in due giorni per ogni mese di incarico attribuito.
  3. Il Settore Risorse Umane provvede ad applicare l'indennità sostitutiva di preavviso, salvo i casi in cui il Dirigente di Settore al quale il dipendente è assegnato autorizzi l'anticipata interruzione del rapporto di lavoro, attestando che non si pregiudica la funzionalità del servizio. Per i Dirigenti tale autorizzazione è di competenza del Sindaco.

Art. 74: Riassunzione in servizio

  1. Il dipendente cessato dal servizio per dimissioni o collocamento a riposo, per decadenza dall'impiego nel caso di assenza ingiustificata o a causa di incompatibilità o cumulo di impieghi, può essere riammesso in servizio previo parere favorevole del Dirigente di Settore interessato ed informazione alle Organizzazioni Sindacali interne.
  2. La riammissione in servizio è approvata dalla Giunta con proprio atto ed è subordinata alla vacanza del posto precedentemente occupato, al possesso dei requisiti richiesti per l'ammissione, fatta eccezione per il limite di età e non può aver luogo se la cessazione dal servizio avvenne in applicazione di disposizioni di carattere transitorio o speciale.
  3. La Giunta, subordinatamente alla vacanza del posto in organico o dalla data in cui la vacanza si verifica, provvede alla riassunzione del dipendente, non collocato in aspettativa, il cui rapporto di lavoro sia stato risolto per l'accettazione di un rapporto a tempo determinato di dirigente o per incarichi di alta specializzazione ai sensi dell'art. 110 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, qualora lo stesso ne faccia richiesta entro i trenta giorni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato o alla data di disponibilità del posto d'organico in precedenza coperto.
  4. Il dipendente riammesso è collocato nella categoria e nel profilo professionale cui apparteneva al momento della cessazione dal servizio, con decorrenza di anzianità nella categoria stessa dalla data di riammissione in servizio.

Art. 75: Accertamenti sanitari

  1. Agli effetti dell'eventuale mutamento di mansione per inidoneità fisica e della dispensa dal servizio per motivi di salute del personale dipendente, gli accertamenti sanitari sono svolti da una apposita Commissione Medica di Verifica del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
  2. Gli accertamenti sull'idoneità fisica al lavoro del dipendente possono essere compiuti, a richiesta del Settore Risorse Umane, attraverso la Commissione Medica di cui al comma 1 in base alle vigenti disposizioni contrattuali ovvero, in qualsiasi momento, su richiesta del dipendente.
  3. Gli accertamenti sanitari in materia di equo indennizzo, di pensione privilegiata o di pensione di inabilità a qualsiasi lavoro, sono di competenza della Commissione Medica presso l'Ospedale Militare.
  4. Il dipendente sottoposto ad accertamenti sanitari può farsi assistere, con spese a proprio carico, da un medico di fiducia.
  5. Qualora gli accertamenti sanitari vengano disposti su richiesta del dipendente, le relative spese sono a totale carico del richiedente, fatta eccezione per le spese per assistenza medico legale nel procedimento per il riconoscimento di infermità derivante da causa di servizio e concessione di equo indennizzo, nel qual caso l'assistenza medica prevista dall'art. 6, comma 2, del D.P.R. 349/1994, fino ad un massimo di € 1.250,00 ed i costi connessi con il funzionamento della Commissione, sono a carico dell'Amministrazione.
  6. Se l'inidoneità permanente alle mansioni svolte è accertata dal Medico del Lavoro dell'Ente nel corso di visite periodiche o a seguito di accertamenti richiesti dal lavoratore o dall'Ente, con determinazione dirigenziale si può far luogo al suo reinquadramento in altro profilo professionale, anche di categoria inferiore, solo con il consenso dell'interessato; in caso contrario il giudizio deve essere confermato dalla Commissione Medica di cui al comma 1.

CAPO V - FUNZIONI DI CUSTODIA E ASSEGNAZIONE ALLOGGI DI SERVIZIO

Art. 76: Affidamento e svolgimento delle funzioni di custodia presso strutture comunali con annesso alloggio di servizio; tipologia del servizio di custodia

  1. L'individuazione dei dipendenti cui assegnare le funzioni di custodia di strutture comunali, con annesso alloggio di servizio, così come le condizioni di utilizzo dello stesso, sono disciplinate con le procedure stabilite nel presente Regolamento.
  2. In funzione delle diverse esigenze di presidio, si distinguono le seguenti tipologie di custodia:
    1. "Custodia a presidio totale": servizio di custodia di un immobile che prevede la presenza, durante l'intero arco delle 24 ore del personale addetto alla custodia, con le sole eccezioni previste dagli artt. 82 e 83;
    2. "Custodia a presidio parziale": servizio di custodia di un immobile che prevede la presenza di personale addetto alle funzioni di presidio e vigilanza solo per parte della giornata.
  3. Al fine di permettere ed agevolare l'espletamento delle funzioni di presidio e custodia della struttura, al personale incaricato di tali funzioni può essere concesso l'uso dell'annesso alloggio di servizio.
  4. Il rapporto tra alloggio di custodia e persone che lo abitano (dipendente e suoi conviventi, ove per tali, nel resto del presente articolo; sono intesi i suoi conviventi, familiari e non, che dovranno assumere la propria residenza presso l'alloggio di custodia) deve essere adeguato e non creare situazioni di sovraffollamento, tenuto conto dei criteri previsti dalle normative per l'assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Al Settore Finanziario e Patrimoniale spetta la verifica periodica della sussistenza di tale rapporto. Il superamento del rapporto fissato tra alloggio e persone che lo abitano comporta la revoca del servizio di custodia assegnato e del relativo alloggio di servizio.

Art. 77: Natura e durata della concessione

  1. Il rapporto giuridico intercorrente tra il pubblico dipendente cui sia stato attribuito un alloggio di servizio e la Pubblica Amministrazione si configura come un rapporto scaturente da un provvedimento di concessione e non può mai configurarsi come locazione, né riguardo al concessionario né nei confronti dei conviventi, anche nel caso in cui il concessionario abbia perduto il titolo e nei suoi confronti sia stata avviata la procedura per il recupero dell'immobile.
  2. Il godimento dell'alloggio di servizio e gli obblighi conseguenti alla concessione del medesimo durano fino a che è sussistente il rapporto di lavoro subordinato da cui la concessione trae titolo.
  3. Il venir meno delle funzioni di custodia affidate al concessionario determina la cessazione del rapporto instauratosi con la concessione. L'Amministrazione può tuttavia concedere, su richiesta del concessionario fatta pervenire almeno tre mesi prima del termine della concessione o entro quindici giorni dall'avvenuta notifica della revoca, il diritto a godere dell'alloggio di servizio, anche oltre la data di revoca o decadenza dal servizio o dal trasferimento ad altra funzione, per un periodo non superiore ai sei mesi dal verificarsi dell'evento che ha cagionato la cessazione del diritto al godimento. Quale corrispettivo a fronte della proroga del diritto di godimento dell'alloggio, l'Amministrazione richiederà al concessionario la corresponsione di un canone, determinato sulla base dei dati indicati sull'apposito bollettino pubblicato dalla Camera di Commercio di Grosseto, oltre al pagamento delle utenze.
  4. Non si dà luogo alla proroga del diritto al godimento di cui al comma precedente in caso di cessazione del diritto per abuso del concessionario o per grave violazione dei doveri di custodia.

Art. 78: Soggetti legittimati ad usufruire dell'alloggio di servizio

  1. Hanno diritto di abitare l'alloggio di servizio i conviventi, familiari e non, del concessionario, che dovranno comunque assumere la propria residenza presso tale alloggio.
  2. Il coniuge vedovo non legalmente separato del concessionario, nonché i conviventi con il concessionario all'atto del decesso perdono il diritto di abitazione nell'alloggio, salvo che presentino richiesta di proroga.
  3. L'Amministrazione può concedere, su richiesta dei conviventi presentata entro quindici giorni dal decesso del concessionario, per un periodo non superiore ai sei mesi, il diritto all'abitazione. In tale caso, l'Amministrazione richiederà la corresponsione di un canone determinato come indicato al comma 3 del precedente art. 77.
  4. E', in ogni caso, fatto divieto al concessionario di subconcessione o cessione in uso (anche parziale) a qualsiasi titolo dell'alloggio di servizio. L'utilizzo dell'alloggio s'intende limitato esclusivamente alle persone conviventi di cui al comma 1 del presente articolo. La concessione non costituisce, in nessun caso, diritto acquisito né da luogo a risarcimento di sorta qualora venga revocata.

Art. 79: Modalità per l'affidamento del servizio di custodia

  1. L'affidamento del servizio di custodia con annesso alloggio di servizio avviene mediante selezione tra il personale interno all'Ente, attraverso apposito bando di ricerca interna di personale, approvato mediante determinazione del Dirigente del Settore Risorse Umane.
  2. Nel bando dovranno essere specificate le caratteristiche dell'alloggio, nonché il numero massimo di persone che possono risiedere nell'alloggio, in funzione delle dimensioni e caratteristiche dello stesso.
  3. Al bando deve essere data la più ampia pubblicità attraverso i canali comunicativi interni dell'Ente. Esso deve essere contestualmente inoltrato alle Organizzazioni Sindacali.
  4. Alla selezione interna per l'assegnazione di alloggi di servizio potranno essere ammessi i dipendenti a tempo indeterminato in possesso di tutti i seguenti requisiti, da possedere alla data di scadenza del bando:
    a1) siano appartenenti alle cat. A, B, C per la tipologia di custodia di cui alla lettera a) dell'art. 76;
    oppure:
    a2) siano appartenenti ad una qualunque categoria (A, B, C, D) ed abbiano un qualunque profilo professionale, per la tipologia di custodia di cui alla lettera b) dell'art. 76; b) non abbiano subito condanne penali per delitti dolosi passate in giudicato, né le abbiano subite i propri conviventi;
    c) non abbiano subito sanzioni disciplinari superiori alla sospensione di un giorno negli ultimi due anni;
    d) siano idonei senza limitazioni allo svolgimento delle mansioni del servizio richiesto, così come specificate nel relativo bando di assegnazione. L'idoneità fisica all'incarico dovrà essere accertata mediante apposita visita medico-legale prima del conferimento delle mansioni.

Art. 80: Criteri per l'affidamento del servizio di custodia

  1. L'affidamento del servizio di custodia con annesso alloggio avviene, sulla base delle effettive esigenze di servizio, secondo criteri che tengono conto dei parametri di cui ai successivi commi 3 e 4.
  2. Le procedure di valutazione delle candidature ai fini della definizione della graduatoria finale sono svolte da una commissione appositamente costituita con atto del Dirigente del Settore Risorse Umane e così composta:
    • Dirigente del Settore Risorse Umane, con funzioni di presidente;
    • Dirigente del Settore Finanziario e Patrimoniale o dipendente di categoria D dallo stesso delegato;
    • dipendente appartenente alla categoria D.
  3. All'aspirante custode è attribuito un punteggio in base ai seguenti parametri di riferimento:
    3.1 per la tipologia di custodia di cui alla lettera a) dell'art. 76:
    1. punti 10: il lavoratore esercita le proprie funzioni presso l'edificio/area da custodire;
    2. fino a punti 5: il lavoratore esercita mansioni lavorative affini a quelle da esercitare nell'edificio da custodire, ma le svolge presso altre strutture;
    3. punti 5: il lavoratore è in condizione di sfratto pendente e non è lui stesso e alcuno dei suoi conviventi in una delle seguenti situazioni:
      1. proprietario o usufruttuario di immobili ubicati nel raggio di 50 km dai confini del territorio grossetano;
      2. assegnatario di alloggio di edilizia popolare;
      3. in grado di godere della piena disponibilità dell'immobile eventualmente posseduto a causa di separazione dal coniuge;
    4. punti 3: il lavoratore è in condizione di locazione e non è, lui stesso e alcuno dei suoi conviventi, in una delle seguenti situazioni:
      1. proprietario o usufruttuario di immobili ubicati nel raggio di 50 km dai confini del territorio grossetano;
      2. assegnatario di alloggio di edilizia popolare;
        in grado di godere della piena disponibilità dell'immobile eventualmente posseduto a causa di separazione dal coniuge;
    5. fino a punti 4: anzianità di servizio nell'Ente;
      fino a punti 8: valutazione del candidato da parte della Commissione, adeguatamente motivata, eventualmente accertabile anche attraverso una prova;
    6. fino a punti 8: valutazione del candidato da parte della Commissione, adeguatamente motivata, eventualmente accertabile anche attraverso una prova;
    3.2 per la tipologia di custodia di cui alla lettera b) dell'art. 76:
    1. punti 5: il lavoratore è in condizione di sfratto pendente e non è, lui stesso e alcuno dei suoi conviventi, in una delle seguenti situazioni:
      1. punti 5: il lavoratore è in condizione di sfratto pendente e non è, lui stesso e alcuno dei suoi conviventi, in una delle seguenti situazioni:
      2. assegnatario di alloggio di edilizia popolare;
      3. in grado di godere della piena disponibilità dell'immobile eventualmente posseduto a causa di separazione dal coniuge;
    2. punti 3: il lavoratore è in condizione di locazione e non è, lui stesso e alcuno dei suoi conviventi, in una delle seguenti situazioni:
      1. proprietario o usufruttuario di immobili ubicati nel raggio di 50 km dai confini del territorio grossetano;
      2. assegnatario di alloggio di edilizia popolare;
      3. in grado di godere della piena disponibilità dell'immobile eventualmente posseduto a causa di separazione dal coniuge;
    3. fino a punti 4: anzianità di servizio nell'Ente;
    4. fino a punti 8: valutazione del candidato da parte della Commissione, adeguatamente motivata, eventualmente accertabile anche attraverso una prova.
    Nel caso in cui, entro 1 anno dalla data di scadenza del bando, il dipendente assegnatario o alcuno dei suoi conviventi venisse a decadere dai requisiti di cui ai punti I., II. e III. del presente comma, la graduatoria verrà rielaborata decurtando il punteggio ottenuto in virtù del requisito decaduto e, qualora altro dipendente acquisisse in conseguenza di ciò il diritto all'assegnazione dell'alloggio di custodia, si procederà in tal senso secondo le procedure previste dall'art. 86.
  4. Verificata l'ammissibilità delle domande presentate, si procede alla redazione della graduatoria, stilata secondo i criteri previsti dal comma 3 del presente articolo, da possedere all'atto di scadenza del bando. In caso di parità, la graduatoria sarà determinata sulla base dei seguenti criteri, ove il successivo subentra in caso di parità del precedente:
    1. minor reddito, secondo i criteri espressi dall'ISEE, della sommatoria dei redditi del dipendente e dei suoi conviventi, in relazione all'ultima dichiarazione dei redditi presentata alla data di scadenza del bando;
    2. maggior numero di figli minori conviventi;
    3. presenza tra i propri conviventi di persone affette da invalidità superiore al 70%;
    4. maggiore anzianità di servizio nell'Ente.
      Le situazioni di cui ai punti a), b), c) e d) potranno essere autocertificate secondo le norme vigenti in materia.
  5. La graduatoria, che avrà validità triennale, sarà pubblicata mediante affissione all'Albo pretorio per 15 giorni. I concorrenti potranno inoltrare eventuali osservazioni scritte al Dirigente del Settore Risorse Umane entro 15 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria, fatta salva la possibilità di impugnazione del provvedimento avanti le sedi giudiziarie competenti.
  6. La decisione sulle osservazioni di cui al precedente comma dovrà essere assunta entro 30 giorni dal ricevimento delle medesime. In tale fase di reclamo il ricorrente potrà farsi assistere da un suo legale rappresentante o da un rappresentante sindacale.

Art. 81: Orario di Lavoro e contenuti del servizio di custodia

  1. Il dipendente incaricato delle funzioni di custodia di entrambe le tipologie di cui all'art. 76, risponde al Dirigente di Settore nel cui organigramma risulta essere inserito.
  2. Al dipendente incaricato delle funzioni di custodia è richiesto lo svolgimento di un "Servizio Attivo" e di un "Servizio Passivo". Per "Servizio Attivo" si intende il normale servizio di 36 ore settimanali che il dipendente è tenuto a prestare, sulla base della qualifica di inquadramento, presso la struttura ove è ubicato l'alloggio per la tipologia di custodia di cui alla lettera a) dell'art. 76, ovvero presso altra struttura per la tipologia di custodia di cui alla lettera b) dell'art. 76. Per "Servizio Passivo" si intendono le attività che il dipendente è tenuto a garantire, quale controprestazione per la concessione dell'alloggio, nelle restanti ore settimanali, fatto salvo quanto previsto dagli artt. 82 e 83.
  3. Durante le ore di "Servizio Attivo", il dipendente incaricato delle funzioni di custodia di cui alla lettera a) dell'art. 76, è tenuto ad effettuare le seguenti funzioni, senza che quelle indicate, pur costituendo ampia elencazione, possano configurarsi come esaustive:
    1. apertura e chiusura dello stabile nelle ore definite;
    2. sorveglianza, se necessaria, dell'ingresso principale secondo le disposizioni che saranno impartite dal proprio Dirigente di settore di riferimento o suo delegato;
    3. garanzia del decoro e dell'agibilità dell'edificio custodito, anche attraverso interventi di pulizia d'emergenza negli spazi aperti al pubblico;
    4. vigilanza sul regolare funzionamento ed utilizzo dei servizi comunali quali: ascensore, illuminazione, impianti idrici, riscaldamento ed eventuale richiesta del pronto intervento in caso di malfunzionamento;
    5. ritiro della posta, materiale per conto dell'Amministrazione, telegrammi, ecc., e relativa comunicazione all'ufficio destinatario della corrispondenza e risposta alle chiamate telefoniche, citofoniche;
    6. consentire l'accesso ai tecnici per le funzioni di gas, luce, acqua, telefono, rifornimento gasolio e agli incaricati delle imprese addette alla manutenzione;
    7. evitare che persone estranee al servizio stesso od allo stabile sostino nella guardiola, ove esistente, nonché fornire le indicazioni e informazioni utili al cittadino che deve accedere agli spazi ubicati nell'edificio;
    8. interventi nei casi di emergenza ed in particolare, per l'attivazione/disattivazione di eventuali impianti antintrusione;
    9. ispezione dopo l'orario di chiusura dell'edificio, di tutti i restanti locali;
    10. segnalazione al Dirigente di Settore di riferimento di eventuali inconvenienti riscontrati rispetto all'alloggio e/o al complesso affidato in custodia.
  4. Il dipendente incaricato delle funzioni di custodia di cui alla lettera b) dell'art. 76, nel corso delle 36 ore di "Servizio Attivo", è tenuto ad effettuare le funzioni proprie del profilo professionale posseduto, secondo le disposizioni che gli saranno impartite dal Dirigente di Settore di riferimento o suo delegato.
  5. Durante il periodo di "Servizio Passivo", il dipendente incaricato delle funzioni di custodia di entrambe le tipologie di cui all'art. 76, è tenuto a:
    1. garantire la presenza presso la struttura durante le ore notturne;
    2. consentire l'accesso e fornire il supporto informativo al personale addetto ai servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
    3. verificare e segnalare, con la diligenza del buon padre di famiglia, eventuali guasti, disfunzioni o danni alla struttura o alle attrezzature ad essa connesse;
    4. essere reperibile telefonicamente, per situazioni di emergenza.
  6. Nell'atto di concessione di alloggi per le funzioni di custodia di cui alla lettera a) dell'art. 76, possono essere assegnate al dipendente eventuali funzioni aggiuntive residuali, da svolgere anche presso strutture diverse da quella presso cui è ubicato l'alloggio di servizio assegnato, sebbene di norma poste in prossimità dello stesso.
  7. Il dipendente incaricato delle funzioni di custodia è responsabile della tenuta delle chiavi di accesso agli edifici assegnatigli in custodia, ed ha libero accesso, esclusivamente per i motivi inerenti il suo servizio descritti negli articoli precedenti, a tutti i locali di cui possiede le chiavi.

Art. 82: Riposo settimanale

  1. Al dipendente incaricato delle funzioni di custodia di cui alla lettera a) dell'art. 76 spetta un giorno di riposo settimanale, definito, sulla base delle esigenze di servizio, nell'atto di concessione.
  2. Al dipendente incaricato delle funzioni di custodia di cui alla lettera b) dell'art. 76, con riferimento all'attività di sorveglianza e presidio dell'area custodita, spetta un giorno di riposo settimanale, coincidente con un giorno in cui il dipendente non svolga "Servizio Attivo".
  3. Durante il giorno di riposo settimanale, il dipendente non è tenuto ad assicurare la vigilanza della struttura né la propria presenza presso l'alloggio.

Art. 83: Congedo ordinario e straordinario

  1. Al dipendente incaricato delle funzioni di custodia spettano ferie, permessi, recupero festività soppresse, riposi compensativi recupero ore, ecc. nella misura prevista dalla normativa contrattuale vigente per il personale del comparto Regioni-Enti Locali.
  2. Il congedo ordinario è goduto in due periodi continuativi, compatibilmente con le esigenze del servizio ed è comunque garantita una settimana che il dipendente può richiedere a giornata.
  3. Il dipendente incaricato delle funzioni di custodia è tenuto a comunicare entro il 31 marzo di ogni anno, i periodi in cui intende usufruire del congedo, affinché si provveda all'organizzazione della sorveglianza dell'edificio durante la sua assenza.
  4. Nei casi di aspettativa non dovuta a malattia, il custode deve corrispondere all'Amministrazione un canone di occupazione determinato sulla base dei dati indicati sull'apposito bollettino pubblicato dalla Camera di Commercio di Grosseto.

Art. 84: Concessione dell'alloggio di servizio

  1. L'atto di concessione dell'alloggio, redatto secondo lo schema predisposto dal Settore Finanziario e Patrimoniale, dovrà essere sottoscritto dal concessionario e dal Dirigente del Settore Finanziario e Patrimoniale.
  2. All'atto dell'assegnazione dell'alloggio verrà redatto un apposito verbale di consegna, a firma del Dirigente del Settore Finanziario e Patrimoniale. Nel verbale saranno specificate le caratteristiche dell'alloggio e le eventuali pertinenze, nonché lo stato manutentivo di consegna.

Art. 85: Obblighi del concessionario

  1. Al concessionario dell'alloggio è fatto obbligo di trasferire la propria residenza presso l'alloggio custodito e di risiedervi stabilmente.
  2. Sia al concessionario dell'alloggio di custodia, sia ai suoi conviventi, è fatto divieto di esercitare nell'edificio da custodire qualsiasi tipo di commercio od altra attività lavorativa.
  3. Il concessionario è chiamato al rispetto delle norme di sicurezza inerente la detenzione di animali domestici e di compagnia, comunque in regola con le norme igienico - sanitarie; in nessun caso potrà essere consentito il contatto dell'animale con l'utenza durante l'orario di apertura dell'edificio comunale. In caso di inosservanza, fatte comunque salve le responsabilità personali che la legge pone a carico del proprietario degli animali, il Dirigente del Settore Finanziario e Patrimoniale potrà ordinare l'immediato allontanamento degli animali medesimi.

Art. 86: Estinzione della concessione

  1. La concessione dell'alloggio di servizio si estingue nei seguenti casi:
    1. rinuncia scritta da parte del concessionario, da comunicarsi all'Amministrazione con preavviso di almeno tre mesi;
    2. venir meno delle esigenze di custodia che danno luogo alla concessione speciale;
    3. estinzione a qualsiasi causa dovuta, del rapporto di lavoro del concessionario con l'Ente;
    4. venire meno di uno o più dei requisiti di cui al precedente art. 79, comma 4, lettere a1) e d);
    5. venir meno del diritto di assegnazione dell'alloggio di custodia da parte del concessionario per effetto di quanto descritto al precedente art. 80, comma 3, ultimo periodo.
  2. In particolare, la concessione è revocata, previa eventuale diffida, quando il concessionario:
    • impieghi l'abitazione per fini non conformi alla sua specifica funzione;
    • non osservi con carattere di continuità le condizioni per la gestione, l'uso e la manutenzione dei locali ovvero sia responsabile di gravi inadempienze relativamente a quanto stabilito con il presente Regolamento;
    • non assolva ai compiti derivati dal servizio a cui è stato assegnato;
    • compia gravi e reiterati comportamenti scorretti, con particolare riferimento all'incarico di custodia che siano sanzionati disciplinarmente ed in via definitiva;
    • non ottemperi alle funzioni di cui al precedente art. 85.
  3. Il Comune di Grosseto si riserva, altresì la facoltà di revocare la concessione, per sopravvenute esigenze organizzative o di servizio, in qualsiasi momento a proprio insindacabile giudizio senza che per tale fatto il concessionario possa avanzare pretese per danni o indennizzi. In nessun caso l'Amministrazione sarà tenuta a fornire altra soluzione abitativa.
  4. Sia la revoca che la rinuncia devono essere comunicate alla controparte mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, con una anticipo di almeno 3 mesi, in cui è stabilito il termine a partire dal quale la concessione si intende rinunciata o revocata.
  5. Al verificarsi dei casi di cui ai precedenti commi da 1 a 3 del presente articolo, la concessione dell'alloggio di servizio si intende revocata per il dipendente e tutti i suoi conviventi e l'immobile dovrà essere restituito in disponibilità al Comune di Grosseto libero da persone e cose entro novanta giorni dalla notifica dell'atto di revoca, salvo diverso termine eventualmente stabilito, in via eccezionale, con apposita determinazione del Dirigente del Settore Finanziario e Patrimoniale. Fino alla data di sgombero, l'Amministrazione richiederà al concessionario la corresponsione di un canone, sulla base dei dati indicati sull'apposito bollettino pubblicato dalla Camera di Commercio di Grosseto.

Art. 87: Procedura coattiva per il rilascio dell'alloggio

  1. Il Settore Finanziario e Patrimoniale, dopo aver ufficialmente comunicato in forma scritta all'interessato la decadenza della titolarità della custodia, avuta conoscenza che l'alloggio non è stato rilasciato entro i termini previsti, inizierà la procedura amministrativa di rilascio coatto dell'alloggio.

Art. 88: Esecuzione di opere nell'alloggio

  1. A propria cura e spese, il dipendente provvederà alle riparazioni ordinarie ai sensi dell'art. 1025 c.c., restando a carico della proprietà le riparazioni straordinarie che non si siano rese necessarie dall'inadempimento degli obblighi relativi all'ordinaria manutenzione.
  2. Al di fuori dell'ipotesi di cui al comma precedente è vietato al custode eseguire o far eseguire opere edili sia all'interno sia all'esterno dell'alloggio a lui assegnato senza la preventiva autorizzazione del Dirigente del Settore Finanziario e Patrimoniale. Nessun compenso sarà comunque riconosciuto al custode per opere o migliorie eseguite dallo stesso, le quali accederanno gratuitamente alla proprietà dell'immobile al termine della custodia stessa.

Art. 89: Conservazione dell'alloggio

  1. Il concessionario ed i suoi conviventi, nell'utilizzo dell'alloggio di servizio, hanno l'obbligo di osservare la diligenza del buon padre di famiglia. Tutte le riparazioni di eventuali danni prodotti dolosamente o a seguito di negligenza, imprudenza o imperizia del concessionario o dei suoi conviventi, ovvero causati da abuso nella conduzione dell'alloggio sono ad esclusivo carico del concessionario.
  2. Il concessionario è tenuto a rispettare tutte le leggi ed i regolamenti di polizia urbana e di pubblica sicurezza. L'Amministrazione è esente da ogni responsabilità derivante dalla mancata osservanza da parte del concessionario di tali norme.
  3. Il concessionario è tenuto a rispettare tutte le leggi ed i regolamenti di polizia urbana e di pubblica sicurezza. L'Amministrazione è esente da ogni responsabilità derivante dalla mancata osservanza da parte del concessionario di tali norme.
  4. Nessun oggetto ed attrezzatura di proprietà dell'Amministrazione può essere portato all'esterno degli edifici comunali sia da parte del concessionario sia di terzi, senza la preventiva autorizzazione del Dirigente competente che ha in carico l'oggetto o l'attrezzatura.
  5. Il Dirigente del Settore Finanziario e Patrimoniale ha diritto di eseguire in qualsiasi momento ispezioni volte a verificare lo stato di conservazione, l'uso dei locali assegnati nonché l'adempimento di tutti gli obblighi derivanti dalla concessione; tale verifica dovrà essere sempre effettuata all'inizio dell'assegnazione dell'alloggio in contraddittorio tra le parti, durante la concessione stessa, al fine di aggiornarla delle opere e degli impianti eseguiti, e al termine di essa, qualunque ne sia la causa, al fine di accertare e quantificare eventuali danneggiamenti e/o manomissioni.

Art. 90: Oneri di gestione

  1. Sono a carico del concessionario il pagamento dei consumi di acqua, luce, gas, riscaldamento, nonché gli oneri relativi allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Sono a carico del concessionario anche i costi relativi al telefono fisso. Per le comunicazioni necessarie all'espletamento delle proprie funzioni sarà fornito un telefono cellulare di servizio, secondo le vigenti norme interne all'Ente.
  2. Nel caso di assegnazione di alloggio di nuova costruzione o in ristrutturazione, sono a carico dell'Amministrazione esclusivamente le spese di nuovo impianto delle utenze (acqua, elettricità, gas, telefono). Il concessionario della custodia provvederà a stipulare direttamente e a proprie spese con le Aziende erogatrici i singoli contratti di fornitura.
  3. Nel caso di subentro nell'utilizzo di utenze riferite ad impianti preesistenti, il concessionario si impegna a sottoscrivere le volturazioni che si rendessero necessarie. Prima della ricezione delle chiavi dell'alloggio il dipendente dovrà dimostrare la volturazione delle utenze, ovvero l'avvenuto pagamento di quanto dovuto.
  4. In caso di impianti centralizzati è a carico del dipendente una quota di consumi proporzionale alla superficie dell'alloggio.
  5. Il credito del Comune verrà recuperato con trattenute mensili sulle competenze da effettuarsi nel corso dell'anno solare di riferimento.
  6. Saranno altresì a carico del concessionario, oltre ai consumi:
    1. i costi derivanti dall'ordinaria manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento autonomo;
    2. gli adempimenti ed il rispetto della vigente normativa in tema di rispetto delle fasce orarie di riscaldamento;
    3. la corretta tenuta a norma di legge dell'impianto di riscaldamento autonomo (verifiche periodiche, controllo emissione dei fumi, libretto di manutenzione, ecc.).

CAPO VI - MECCANISMI OPERATIVI

Sezione I - RELAZIONI INTERORGANICHE E GESTIONALI

Art. 91: Rapporto fra organi di indirizzo e organi di gestione

  1. Nel rispetto del principio della distinzione fra politica e amministrazione e della piena autonomia gestionale attribuita al Direttore Generale, al Segretario Generale e ai Dirigenti, il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri comunali, hanno diritto di acquisire da questi ogni informazione sulle attività di competenza al fine di esercitare le proprie funzioni di controllo, di indirizzo e di stimolo inerenti alla realizzazione dei programmi e dei progetti, e per il conseguimento degli obiettivi assegnati.
  2. Non è ammessa alcuna forma di svolgimento dell'attività amministrativa e gestionale da parte degli organi di governo dell'Ente, diversa da quella espressamente consentita da norme di legge (o di regolamento) in attuazione della funzione di indirizzo politico-amministrativo.
  3. Salve le competenze del Direttore Generale e del Segretario Generale, spetta ai Dirigenti l'iniziativa e l'adozione di ogni atto preliminare alla definizione di proposte da sottoporre agli organi di governo che implicano l'impegno di risorse umane, finanziarie e strumentali o abbiano natura regolamentare.
  4. Qualora l'iniziativa in ordine alle proposte di cui al comma 3 venga assunta dal Sindaco, dagli Assessori, dai Consiglieri comunali o da altri soggetti estranei al Comune, ciascuno nell'ambito dei rispettivi poteri e competenze, ne deve essere data immediata informazione al Dirigente competente il quale curerà l'istruttoria, valuterà la fattibilità della proposta e riferirà all'organo titolato del potere di adozione del provvedimento.
  5. Al fine di consentire agli organi di governo di svolgere le funzioni di indirizzo di loro competenza, il Direttore Generale, il Segretario Generale e i Dirigenti sono tenuti a garantire i seguenti rapporti:
    1. incontrano tutte le volte che è loro richiesto il Sindaco o gli Assessori, forniscono informazioni sull'attività gestionale, ne illustrano i programmi, i risultati, le problematiche, nonché le scelte attuate o da attuarsi per la realizzazione degli obiettivi dell'Amministrazione.
    2. relazionano alla Giunta, anche mediante partecipazione diretta, tutte le volte che è loro richiesto sui risultati di gestione del settore;
    3. incontrano i consiglieri comunali che lo richiedono per fornire le informazioni necessarie all'espletamento del loro mandato;
    4. svolgono studi di fattibilità, analisi, indagini e progetti in relazione alle funzioni attribuite al Settore;
    5. formulano proposte per il miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia dei servizi loro affidati.

Art. 91: Rapporti fra Direttore Generale e Segretario

  1. Il Sindaco, nell'atto di nomina del Direttore Generale, disciplina i rapporti di questi con il Segretario Generale, nel rispetto dei seguenti principi:
    1. autonomia e distinzione dei ruoli, per cui è riservato al Direttore Generale sovrintendere agli aspetti gestionali dell'azione dell'Ente, mentre è riservato al Segretario Generale sovrintendere agli aspetti giuridico-legali della medesima azione;
    2. possibilità per il Direttore Generale di avvalersi delle funzioni di assistenza giuridico-amministrativa di competenza del Segretario Generale;
    3. mantenimento in capo al Segretario Generale della funzione di coordinamento e di direzione permanente nei confronti dei Dirigenti nell'applicazione di disposizioni normative di ogni ordine e grado nonché nella predisposizione ed adozione di atti del Consiglio e della Giunta aventi rilevanza normativa, per quanto riguarda gli aspetti giuridico legali.
  2. Qualora non sia nominato il Direttore Generale e nei casi in cui non operano le sostituzioni previste dal presente Regolamento o da altre disposizioni, sono determinate con provvedimento del Sindaco ulteriori funzioni attribuite a tale figura da assegnare al Segretario Generale, al fine di garantire il coordinamento dell'attività dei dirigenti e la funzionalità dell'Ente.

Art. 92: Rapporti fra Direttore Generale e Segretario

  1. Il Sindaco, nell'atto di nomina del Direttore Generale, disciplina i rapporti di questi con il Segretario Generale, nel rispetto dei seguenti principi:
    1. autonomia e distinzione dei ruoli, per cui è riservato al Direttore Generale sovrintendere agli aspetti gestionali dell'azione dell'Ente, mentre è riservato al Segretario Generale sovrintendere agli aspetti giuridico-legali della medesima azione;
    2. possibilità per il Direttore Generale di avvalersi delle funzioni di assistenza giuridico-amministrativa di competenza del Segretario Generale;
    3. mantenimento in capo al Segretario Generale della funzione di coordinamento e di direzione permanente nei confronti dei Dirigenti nell'applicazione di disposizioni normative di ogni ordine e grado nonché nella predisposizione ed adozione di atti del Consiglio e della Giunta aventi rilevanza normativa, per quanto riguarda gli aspetti giuridico legali.
  2. Qualora non sia nominato il Direttore Generale e nei casi in cui non operano le sostituzioni previste dal presente Regolamento o da altre disposizioni, sono determinate con provvedimento del Sindaco ulteriori funzioni attribuite a tale figura da assegnare al Segretario Generale, al fine di garantire il coordinamento dell'attività dei dirigenti e la funzionalità dell'Ente.

Art. 93: Rapporti fra Direttore Generale e Dirigenti

  1. Nell'ambito delle competenze attribuite dall'art. 108, comma 1, del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, il Direttore Generale si colloca in posizione gerarchicamente sovraordinata rispetto ai Dirigenti dell'Ente, relativamente allo svolgimento delle seguenti funzioni:
    1. predisposizione del Piano Dettagliato degli Obiettivi previsto dal comma 2 lett. a) dell'art. 197 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, quale parte costituiva del Piano Esecutivo di Gestione;
    2. predisposizione del Piano Esecutivo di Gestione previsto dall'art. 169 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, secondo le disposizioni del regolamento di contabilità dell'Ente;
    3. verifiche periodiche, con il supporto del Dirigente Controllo di Gestione, sullo stato di attuazione del Piano Esecutivo di Gestione.
  2. Nell'attuazione degli indirizzi e degli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'Ente, formalizzati nella Relazione Previsionale e Programmatica, nel Piano Esecutivo di Gestione, o altri atti di indirizzo e di programmazione, il Direttore Generale:
    1. si colloca in posizione di coordinamento permanente rispetto ai Dirigenti dell'Ente per quanto riguarda l'attuazione degli obiettivi specifici affidati al Dirigente attraverso il Piano Esecutivo di Gestione;
    2. si colloca in posizione di direzione permanente, rispetto ai Dirigenti dell'Ente, per quanto riguarda l'attuazione degli obiettivi intersettoriali affidati alla gestione di più Dirigenti attraverso il Piano degli Obiettivi ed il Piano Esecutivo di Gestione o altri atti di programmazione dell'Ente.
  3. Al Direttore Generale spettano altresì le funzioni indicate all'art. 94, comma 1 lettere b), c) e d).

Art. 94: Rapporti fra Segretario e Dirigenti

  1. Nell'ambito delle competenze attribuite dall'art. 97 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, e dallo Statuto comunale, il Segretario Generale esercita il potere di coordinamento e di direzione permanente nei confronti dei Dirigenti nelle seguenti materie:
    1. applicazione delle disposizioni normative di ogni ordine e grado;
    2. attuazione dei provvedimenti adottati dagli organi di governo;
    3. funzionalità dell'assetto organizzativo generale dell'Ente;
    4. risoluzione conflitti di competenza intersettoriali, secondo le direttive impartite dal Sindaco.
  2. Le funzioni di cui al comma 1 lettere b), c) e d), sono svolte qualora non si sia proceduto alla nomina del Direttore Generale.

Art. 95: Rapporti fra figure dirigenziali

  1. Ciascun Dirigente opera su un piano di piena autonomia e responsabilità nell'ambito degli incarichi ricevuti rispetto agli altri Dirigenti.
  2. Il Dirigente che richiede studi, ricerche e consulenza, attiva iter o procedure di competenza di altri Dirigenti, ove già non esista apposita disciplina relativa ai procedimenti attivati, fissa di concerto con il Dirigente interessato il contenuto della prestazione ed i termini di espletamento della stessa.
  3. Per le finalità di cui al comma 2 il Dirigente richiedente può assegnare risorse strumentali ed umane per l'espletamento delle prestazioni richieste proponendo l'utilizzo degli istituti del trasferimento e della mobilità temporanei previsti dall'art. 62 del presente Regolamento.
  4. I Dirigenti ai quali sono attribuiti incarichi di consulenza, studio e ricerca rispondono delle prestazioni da loro rese e non si ingeriscono, né rispondono della gestione degli uffici, dei servizi, degli impianti o delle strutture oggetto del loro intervento.

Art. 96: Rapporto di gerarchia

  1. Ove le norme e gli atti organizzativi dell'Ente prevedano rapporti di gerarchia, questi devono intendersi come la posizione di supremazia che un soggetto riveste verso un altro soggetto e nei confronti del quale assume potere di imprimere, mediante direttive vincolanti, l'orientamento dell'azione, dare ordini, controllarne l'operato, annullarne gli atti viziati, revocare gli atti inopportuni nonché, nei casi previsti dalla legge o dai regolamenti, delegare poteri propri.

Art. 97: Rapporto di direzione

  1. Ove le norme e gli atti organizzativi dell'Ente prevedano rapporti di direzione, questi devono intendersi come la posizione sovraordinata di un soggetto verso altri soggetti, al quale fanno capo poteri di propulsione, di coordinazione, di indirizzo e di controllo inerenti al rapporto organizzativo che lega unitariamente i vari elementi della struttura.
  2. Gli atti inerenti al rapporto di direzione hanno carattere generale ed indicano i compiti e gli obiettivi da realizzare lasciando ai destinatari un'area di autonoma determinazione.
  3. Il titolare del potere di direzione assicura che i soggetti subordinati perseguano gli obiettivi indicati negli atti di direzione.

Art. 98: Rapporto di coordinazione

  1. Ove le norme e gli atti organizzativi dell'Ente prevedano rapporti di coordinazione, questi devono intendersi come la posizione pari ordinata di un soggetto verso altri soggetti, al quale fanno capo poteri di impartire disposizioni idonee alla realizzazione di un disegno unitario di intervento nonché nel vigilare sull'osservanza e l'attuazione di esse.
  2. La funzione di coordinazione viene svolta nei confronti di soggetti autonomi, preposti ad attività, che, pur essendo distinte, siano destinate ad essere coordinate secondo il disegno unitario in vista di risultati di interesse comune.

Art. 99: Il Piano Esecutivo di Gestione

  1. Il Piano Esecutivo di Gestione che contiene il Piano Dettagliato degli Obiettivi, ex art. 197, comma 2 lett. a), del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267, risultato del processo negoziale di budgeting che conduce anche alla formulazione del bilancio previsionale d'esercizio, rappresenta un importante documento organizzativo definendo gli assetti, le responsabilità e gli strumenti dell'Ente e delle sue articolazioni, utili per una sua efficace gestione e funzionalità.
  2. Il Piano Esecutivo di Gestione viene redatto sulla macrostruttura dell'Ente e sullo schema organizzativo in vigore. Esso riporta:
    1. lo schema della struttura organizzativa dei Settori e dei Servizi con l'indicazione dei relativi responsabili;
    2. le attività e gli obiettivi assegnati alle strutture di cui sopra con l'indicazione degli strumenti per la verifica della loro realizzazione;
    3. le entrate finanziarie attese, di diretta gestione;
    4. le risorse, correnti e in conto capitale, di diretta gestione;
    5. le risorse umane assegnate;
    6. i criteri e i tempi correlati alla verifica degli andamenti gestionali, anche al fine di adottare le necessarie correzioni;
    7. eventuali altri elementi o indicazioni di pianificazione operativa
  3. Il grado di attuazione del Piano Esecutivo di Gestione costituisce specifico parametro di riferimento per la valutazione, sia del Dirigente che del Responsabile del Servizio, nonché di ciascuno dei dipendenti assegnati ai Settori e ai Servizi.

Sezione II - ORGANISMI COLLEGIALI DI GESTIONE

Art. 100: Istituzione Cabine di Regia

  1. La Giunta comunale al fine di perseguire una maggiore integrazione tra vertice politico dell'Ente e dirigenza, anche su proposta della Conferenza dei Dirigenti, può istituire organismi denominati Cabine di Regia con la finalità di affrontare problematiche dell'Ente nelle quali è opportuna la presenza di Amministratori, Dirigenti e Funzionari.
  2. Il Sindaco o un Assessore da esso delegato presiede la Cabina di Regia.
  3. La nomina dei componenti facenti parte delle Cabine di Regia è disposta per gli Assessori che ne fanno parte dal Sindaco e per i Dirigenti ed i funzionari o dal Direttore Generale, se nominato, o dal Segretario Generale.
  4. La Giunta comunale nell'atto di istituzione della Cabina di Regia ne determina in dettaglio le modalità di funzionamento, le finalità, nonché la relativa durata.

Art. 101: Istituzione della Conferenza dei Dirigenti

  1. E' istituita la Conferenza dei Dirigenti al fine di conseguire un maggiore coordinamento degli interventi posti in essere dalle strutture dell'Ente. Essa è orientata a favorire l'integrazione e il coordinamento della funzione dirigenziale e dell'attività gestionale, nonché lo sviluppo integrato delle attività di pianificazione, di programmazione e di elaborazione di atti aventi natura intersettoriale.
  2. Con deliberazione di Giunta Comunale, sentito il Direttore Generale e la Conferenza dei Dirigenti in forma plenaria, può essere istituito un comitato ristretto permanente di coordinamento della dirigenza al quale sono attribuite specifiche attività ordinarie o straordinarie di competenza della Conferenza.
  3. La Conferenza, oltre a quanto stabilito dalla presente Sezione, svolge le altre funzioni ad essa demandate dai regolamenti e dagli atti normativi o contrattuali dell'Ente.

Art. 102: Attività ordinarie della Conferenza dei Dirigenti

  1. La Conferenza dei Dirigenti si riunisce almeno una volta a semestre al fine di:
    1. esprimere valutazioni sulla funzionalità e sull'organizzazione dei servizi e degli uffici e fornire indicazioni all'amministrazione in ordine all'impostazione degli atti programmatici e gestionali relativi;
    2. definire linee comuni di strategie nell'elaborazione di programmi, progetti e piani esecutivi di gestione o nell'attuazione degli stessi ovvero per l'attuazione di disposizioni normative;
    3. verificare il grado di attuazione dei programmi e dei progetti aventi rilevanza intersettoriale e individuare eventuali cause o disfunzioni che possono incidere negativamente nel raggiungimento degli obiettivi fissati, al fine di adottare eventuali correttivi;
    4. elaborare proposte e piani per l'aggiornamento professionale dei Dirigenti e del personale;
    5. adottare gli atti e svolgere altre funzioni demandate a norma dell'articolo 101, comma 3.

Art. 103: Attività straordinarie della Conferenza dei Dirigenti

  1. Oltre ai casi indicati nell'articolo 102, la Conferenza dei Dirigenti può essere riunita in ogni momento qualora sia necessario:
    1. acquisire pareri in merito all'elaborazione di atti regolamentari o altre iniziative aventi carattere intersettoriale, in relazione alla natura e alla rilevanza dell'atto da adottare;
    2. acquisire comunicazione in ordine agli incarichi relativi alle Posizioni Organizzative;
    3. acquisire comunicazione in ordine al compenso di specifiche responsabilità da parte del personale delle categorie D e C previsto dai CC.CC.NN.LL.;
    4. acquisire singole valutazioni da parte dei Dirigenti su atti aventi natura intersettoriale e risulti conveniente che le stesse siano espresse in ambito collegiale;
    5. illustrare ai Dirigenti iniziative, modalità operative, programmi, progetti e altre attività di carattere intersettoriale provenienti da organi di governo dell'Ente, dal Direttore Generale o da singoli Dirigenti;
    6. per finalità di coordinamento nell'attuazione di normative, progetti, programmi, piani esecutivi di gestione aventi carattere intersettoriale o settoriale;
    7. acquisire parere preventivo in ordine alla istituzione di Unità di Progetto intersettoriali, art. 11, 2 comma, del presente Regolamento;
    8. adottare gli atti e svolgere altre funzioni demandate a norma dell'articolo 101, comma 3.

Art. 104: Composizione e funzionamento della Conferenza dei Dirigenti

  1. I Dirigenti di Settore dell'Ente e il Segretario Generale sono membri di diritto della Conferenza, la quale è convocata e svolge i suoi lavori sotto la presidenza del Direttore Generale. In caso di assenza del Direttore Generale esso viene sostituito dal Segretario Generale e, in caso di assenza di quest'ultimo, dal Vice Segretario.
  2. Il Presidente convoca la Conferenza dei Dirigenti e la partecipazione alle riunioni della Conferenza è obbligatoria. La mancata partecipazione alla Conferenza senza giustificato motivo può essere considerata elemento di valutazione negativa ai fini dell'assegnazione della retribuzione di risultato.
  3. Le funzioni di segreteria e di verbalizzazione dei lavori della Conferenza sono svolte dal personale assegnato al Servizio Direzione Generale.
  4. Qualora si renda necessario approfondire specifiche tematiche di competenza della Conferenza, la stessa può costituire un comitato di studio o di coordinamento, diretto dal Presidente, composto da Dirigenti dell'Ente competenti nelle materie e tematiche da trattare.
  5. Ai lavori della Conferenza dei Dirigenti possono partecipare il Sindaco e i singoli Assessori allo scopo di fornire scambi di informazioni e momenti di integrazione tecnica e politica. Possono inoltre essere invitati i componenti del Nucleo di Valutazione o del Collegio dei Revisori o di altri organi consultivi comunali ovvero singoli esperti.

Art. 105: Conferenza dei Servizi interna all'Ente

  1. Qualora in un procedimento intersettoriale sia opportuno effettuare un esame contestuale dei vari interessi pubblici coinvolti attribuiti alla gestione di diversi Settori dell'Ente, il Responsabile del procedimento indice una Conferenza dei Servizi della quale presiede e dirige i lavori.
  2. La Conferenza dei Servizi può essere indetta direttamente dal Direttore Generale nel caso di procedimenti di particolare rilevanza o in assenza di un responsabile unico del procedimento ovvero nei casi indicati al comma 6.
  3. Alla Conferenza dei Servizi sono tenuti a partecipare i Dirigenti dei Settori coinvolti nel procedimento intersettoriale ovvero, in loro vece, altri dipendenti del Settore legittimati ad esprimere le determinazioni richieste nel procedimento.
  4. Le determinazioni concordate nella Conferenza dei Servizi sostituiscono a tutti gli effetti le intese, i pareri, i nulla osta e gli altri atti comunque denominati di competenza dei Settori coinvolti nel procedimento intersettoriale ed intervenuti nella Conferenza medesima.
  5. Il Presidente della Conferenza dei Servizi, ovvero suo delegato, cura la stesura di un verbale che viene sottoscritto da tutti i partecipanti.
  6. Lo strumento della Conferenza dei Servizi disciplinato dal presente articolo può essere utilizzato anche ai fini dello snellimento di procedimenti amministrativi nei quali non sia richiesto il presupposto della contestualità dell'esame degli interessi di cui al comma 1, ovvero per determinare linee comuni di strategia intersettoriale nell'attuazione di leggi, programmi, progetti e obiettivi.
  7. La mancata partecipazione alla Conferenza dei Servizi senza giustificato motivo può essere considerata dal Sindaco elemento di valutazione negativa ai fini della determinazione della retribuzione di risultato.

Sezione III - CONTROLLO DI GESTIONE

Art. 106: Controllo di Gestione

  1. Finalità del controllo di gestione è quella di fornire strumenti di verifica dello stato di attuazione degli obiettivi programmati e di valutazione della efficienza, efficacia, funzionalità e qualità di realizzazione degli obiettivi stessi.
  2. L'esercizio del controllo di gestione compete a ciascun Dirigente, in riferimento alle attività organizzative e gestionali di propria competenza e agli obiettivi di cui è responsabile dinanzi alla Giunta.
  3. Nell'ambito dello schema organizzativo o dell'organigramma analitico, viene individuata la struttura competente in materia di controllo di gestione, con compiti di predisposizione degli strumenti tecnici e di supporto trasversale alle strutture dell'Ente.
  4. Il sistema di controllo gestionale si compone del piano dei centri di costo e provento, del sistema dei rapporti gestionali e del processo di controllo.
  5. In particolare il processo di controllo si svolge nelle seguenti fasi:
    1. definizione degli obiettivi;
    2. misurazione dei costi e dei risultati;
    3. analisi degli scostamenti intervenuti tra obiettivi e risultati;
    4. valutazione del grado di efficienza, efficacia, qualità e funzionalità dei servizi resi.
  6. La definizione degli obiettivi gestionali avviene prima dell'inizio di ogni esercizio tramite un processo di budgeting, articolato in fasi e secondo le modalità appositamente previste nel regolamento di contabilità.
  7. La valutazione del grado di efficienza, efficacia, qualità e funzionalità dei Servizi compete alla Giunta, che si esprime sulla base delle risultanze del servizio del controllo di gestione.
  8. Si rimanda al regolamento di contabilità la definizione degli strumenti tecnici del controllo di gestione e l'individuazione dei criteri e delle modalità nel rispetto dei quali si sviluppano gli strumenti e i processi individuati.

Sezione IV - PROVVEDIMENTI GESTIONALI

Art. 107: Atti di gerarchia

  1. Il potere di gerarchia di cui all'articolo 96 si esplica attraverso i seguenti atti posti in essere nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico:
    1. Direttive vincolanti: costituiscono atti di indirizzo di carattere generale che individuano compiti e obiettivi da realizzare indicando contestualmente tempi, mezzi e modalità di azione;
    2. Ordini di servizio: costituiscono atti che individuano in maniera concreta e puntuale il compito da svolgere, indicando contestualmente tempi, mezzi e modalità di azione;
    3. Annullamenti: costituiscono atti che annullano gli atti e i provvedimenti posti in essere dalle figure subordinate in quanto viziati sotto il profilo della legittimità dell'azione amministrativa;
    4. Revoche: costituiscono atti di ritiro di atti e provvedimenti posti in essere dalle figure subordinate in quanto inopportuni sotto il profilo del merito dell'azione amministrativa;
    5. Avocazioni: costituiscono atti attraverso i quali il superiore gerarchico si sostituisce ai soggetti subordinati e svolge funzioni e poteri attribuiti alla competenza di questi ultimi;
    6. Deleghe: costituiscono atti attraverso i quali il delegante, nei casi ammessi espressamente da norme di legge o di regolamento, legittima il delegato ad adottare uno o più atti o provvedimenti o una serie di questi che rientrano nella sfera di competenza del primo. L'atto di delega deve indicare il potere o le funzioni delegate, la tipologia degli atti o dei provvedimenti adottabili e il tempo di validità della stessa.
  2. Gli atti di cui al comma 1 lettere a) e b) devono essere redatti in forma scritta e non possono essere disattesi dal soggetto destinatario se non in quanto si pongono in contrasto con la legge penale.

Art. 108: Atti di direzione

  1. Il potere di direzione di cui all'articolo 97 si esplica attraverso i seguenti atti posti in essere nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico:
    1. Direttive di risultato: costituiscono atti di indirizzo di carattere generale che individuano compiti e obiettivi da realizzare lasciando al soggetto destinatario libertà di scelta circa tempi, mezzi e modalità di azione;
    2. Circolari esplicative: costituiscono atti tendenti a fornire un orientamento su specifici punti del programma o del progetto da realizzare in ordine all'espletamento delle funzioni assegnate ai soggetti subordinati;
  2. Gli atti di direzione sono vincolanti sotto il profilo generale dell'orientamento dell'azione e sui risultati da raggiungere e non possono essere disattesi dal soggetto destinatario se non in quanto si pongono in contrasto con la legge penale.

Art. 109: Atti di coordinamento

  1. Il potere di coordinamento di cui all'articolo 98, si esplica attraverso direttive di lavoro poste in essere nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico.
  2. Le direttive di lavoro costituiscono atti di indirizzo di carattere generale tendenti ad esplicitare e chiarire il disegno unitario di intervento da perseguire da parte dei soggetti coinvolti e le determinazioni degli organi di governo dell'ente. Tali atti assumono valenza organizzativa o procedimentale in relazione alla natura del progetto o del programma da realizzare.
  3. Gli atti di coordinamento sono vincolanti sotto il profilo generale dell'orientamento dell'azione e sui risultati da raggiungere e non possono essere disattesi dal soggetto destinatario se non in quanto si pongono in contrasto con la legge penale.

Art. 110: Determinazioni dirigenziali

  1. Si intende per determinazione dirigenziali l'atto organizzativo o gestionale adottato dal responsabile del centro di costo che comporti utilizzo di risorse economiche, umane e strumentali in attuazione del Piano Esecutivo di Gestione.
  2. Le determinazioni dirigenziali sono redatte in forma scritta e debbono contenere la motivazione a norma dell'art. 3 della Legge n. 07/08/1990, n. 241, e ss.mm.ii.
  3. Resta ferma la disciplina dei provvedimenti tipici contenuta in norme di legge, di statuto e di regolamento quali concessioni, licenze, autorizzazioni, certificazioni, attestazioni, pareri, autenticazioni, ordini, circolari, liquidazioni, atti di ricognizione e categorie simili.

Art. 111: Sottoscrizione delle determinazioni dirigenziali

  1. La determinazione dirigenziali è sottoscritta dal Dirigente di Settore responsabile o da chi lo sostituisce legalmente. Con la sottoscrizione sono attestate anche la regolarità tecnica e la legittimità.
  2. Qualora la determinazione dirigenziale comporti impegno di spesa o minore entrata deve contenere anche il visto del responsabile del servizio finanziario di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria, che dovrà essere reso entro sette giorni liberi dalla ricezione della proposta di determinazione.

Art. 112: Esecutività delle determinazioni dirigenziali

  1. La determinazione dirigenziale che comporta impegno di spesa diventa esecutiva dalla data di apposizione del visto da parte del responsabile del servizio finanziario.
  2. Fuori dai casi previsti al comma 1, la determinazione dirigenziale diventa esecutiva dalla data di sottoscrizione da parte del Dirigente che attesta, unitamente a quanto previsto dall'art. 111, comma 1, che la determinazione non comporta impegno di spesa, ovvero alterazione degli equilibri di bilancio.
  3. Le determinazioni dirigenziali, fatto salvo il rispetto della normativa sulla privacy, sono pubblicate a cura della Segreteria generale sul sito web dell'Ente.
  4. Con atto del Segretario Generale, sentita la Conferenza dei Dirigenti, può essere istituito un sistema di controlli interni, a campione, di tipo collaborativo, di regolarità amministrativa sulle determinazioni dirigenziali per la verifica della legittimità, regolarità e correttezza dell'azione amministrativa ai sensi dell'art. 147 del D. Lgs. 18/08/2000, n. 267.

Art. 113: Potere di avocazione

  1. Nei casi di variazione del Piano Esecutivo di Gestione, con incrementi e/o variazione delle risorse, la Giunta Comunale con proprio atto potrà assegnare nuove risorse ai Dirigenti.
  2. Qualora il Dirigente ometta di assumere le determinazioni dirigenziali di impegno di spesa sulla base di risorse attribuite nel Piano Esecutivo di Gestione, il Direttore Generale, se nominato, a norma dell'art. 30, comma 1 lett. i), o il Segretario Generale assumeranno tale funzione avocando, previa diffida, il relativo procedimento amministrativo.
  3. Agli atti di avocazione di cui al presente articolo si applicano le disposizioni previste dagli artt. da 110 a 112 del presente Regolamento.

Art. 114: Analisi delle procedure

  1. La predisposizione di atti aventi natura organizzativa o procedimentale, nonchè l'impostazione di piani o programmi di lavoro, deve, di regola, essere preceduta da una analisi delle procedure e dei flussi di lavoro nei quali si esplica la fase attuativa e gestionale degli stessi.
  2. L'analisi delle procedure deve essere condotta e deve evidenziare i seguenti aspetti:
    1. le fasi principali delle procedure, nonchè gli atti e le operazioni che caratterizzano ciascuna di esse;
    2. i tempi massimi e l'espletamento di ciascuna fase e della procedura complessiva calcolati secondo il metodo bottom up;
    3. i soggetti coinvolti nella procedura, sia settoriali che intersettoriali, nonchè i relativi adempimenti, poteri e competenze;
    4. l'unità organizzativa responsabile della procedura.
  3. L'analisi di cui al presente articolo è svolta dal Settore competente alla gestione della procedura ovvero dal soggetto al quale è attribuito l'incarico di coordinatore del gruppo di lavoro o unità di progetto, di concerto con il Settore Segreteria/Direzione Generale.
  4. Il Settore Segreteria/Direzione Generale cura la raccolta delle analisi delle procedure e provvede alla proposta di aggiornamento periodico del regolamento di attuazione degli artt. 2, 4 e 5 della Legge 07/08/1990, n. 241 e ss.mm.ii.

Sezione V - RELAZIONI SINDACALI

Art. 115: Relazioni sindacali

  1. L'Amministrazione favorisce e promuove un corretto svolgimento dell'attività sindacale all'interno dell'Ente, assicurando alle organizzazioni sindacali le informazioni necessarie per lo svolgimento delle loro attività, nel rispetto delle modalità stabilite dal C.C.N.L.
  2. Le relazioni sindacali sono tenute dalla Delegazione Trattante di parte pubblica presieduta dal Direttore Generale, se nominato, o dal Segretario Generale e composta dal Dirigente del Settore Risorse Umane e da altro Dirigente dell'Ente designato dal Sindaco.
  3. I Dirigenti di Settore, al fine di garantire uniformità di comportamento e certezza nelle relazioni sindacali, definiscono, attraverso apposita conferenza di servizio, la tipologia di atti da comunicare alle organizzazioni sindacali, preventivamente o successivamente, e le relative modalità sulla base di quanto stabilito dal C.C.N.L.
  4. Per l'approfondimento di specifiche problematiche, il Sindaco o suo delegato può, a richiesta, costituire commissioni paritetiche Amministrazione - Rappresentanze Sindacali, definendone la composizione per la parte pubblica. Nell'atto della costituzione devono essere stabiliti i tempi entro i quali la Commissione deve concludere i compiti affidati.

Art. 116: Contratti Collettivi Decentrati

  1. Per le materie in cui i CC.CC.NN.LL. prevedano la concertazione la Delegazione Trattante di parte pubblica viene integrata con il Dirigente di Settore competente per materia.
  2. Le verbalizzazione degli incontri della delegazione trattante è assicurata dal Settore Risorse Umane.

CAPO VII - DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. 117: Entrata in vigore - Coordinamento

  1. Il presente Regolamento entra in vigore secondo quanto previsto nella deliberazione di Giunta comunale di approvazione.
  2. Da tale data è abrogata ogni disposizione contenuta in altri provvedimenti e regolamenti comunali che contrasti con il presente Regolamento.
  3. La Giunta comunale si impegna a verificare la funzionalità del presente Regolamento eventualmente apportando le opportune modifiche dopo dodici mesi e comunque non oltre la data di esecutività della deliberazione di approvazione del Piano Esecutivo di Gestione relativo all'esercizio finanziario successivo a quello di entrata in vigore del presente Regolamento.
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Pubblicata da: Elisa Ginanneschi | Pagina modificata: 22.05.2008 16:02 | Pagina creata: 16.11.2007 16:05








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