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Sei in: Il Comune » I Regolamenti Comunali » Regolamento Nettezza Urbana

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I regolamenti

Contenuto della pagina


Il Comune

Regolamento Nettezza Urbana


Art.1 Istituzione della tassa
Art.2 Servizio di nettezza urbana
Art.3 Contenuto del regolamento
Art.4 Presupposti, soggetti passivi e soggetti responsabili della tassa
Art.4 bis Definizione di locali ed aree tassabili
Art.5 Esclusioni dalla tassa
Art.6 Commisurazione della tassa
Art.7 Applicazione della tassa in funzione dello svolgimento del servizio
Art.7 bis Costo dello spazzamento
Art.8 Parti comuni del condominio
Art.9 Classificazione di locali ed aree
Art.10 Esenzioni
Art.11 Riduzioni
Art.11 bis Agevolazioni
Art.12 Tassa giornaliera di smaltimento
Art.13 Denunce
Art.14 Decorrenza della tassa
Art.15 Mezzi di controllo
Art.16 Sanzioni
Art.17 Accertamento, riscossione e contenzioso
Art.18 Entrata in vigore
Art.19 Norme di rinvio

Art. 1: Istituzione della tassa

  1. Per il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni e di quelli assimilati, ai sensi dell'art.39 della Legge 22 febbraio 1994, n.146, svolto in regime di privativa nell'ambito del territorio comunale, è istituita apposita tassa annuale, da applicare secondo le disposizioni del decreto legislativo 15 novembre 1993, n.507 e con l'osservanza delle prescrizioni e dei criteri di cui al presente regolamento.

Art. 2: Servizio di nettezza urbana

  1. Il servizio di nettezza urbana è disciplinato dall'apposito Regolamento adottato ai sensi dell'art.8 del D.P.R. 19 settembre 1982, n.915, in conformità all'art.59 del D.Lgs. 507/1993. Ad esso si fa riferimento per tutti gli aspetti che rilevano ai fini dell'applicazione della tassa (zona servita, distanza e capacità dei contenitori, frequenza della raccolta ecc.).
Art. 3: Contenuto del regolamento

  1. Il presente Regolamento integra la disciplina legislativa della tassa secondo i criteri fissati dalla legge dettando le disposizioni necessarie per l'applicazione del tributo.

Art. 4: Presupposti, soggetti passivi e soggetti responsabili della tassa

  1. L'individuazione dei presupposti che determinano l'applicazione della tassa così come quella dei soggetti passivi e dei soggetti responsabili della tassa stessa è effettuato dalla legge cui si fa, quindi, rinvio.
  2. Per gli alloggi affittati in modo saltuario od occasionale la tassa è dovuta dal proprietario o, in caso di subaffitto, dal primo affittuario.

Art. 4 bis: Definizione di locali ed aree tassabili

  1. Si considerano locali tassabili, a tutti gli effetti dell' applicazione della presente tassa, tutti i vani comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa nel suolo, chiusi o chiusibili da ogni lato verso l' esterno, qualunque ne sia la destinazione o l' uso, che possono produrre le tipologie di rifiuti urbani di cui all' art. 3 del presente Regolamento.
  2. Si considerano aree tassabili quelle adibite a campeggi, a distrbutori di carburante, a sale da ballo all' aperto e banchi di vendita all' aperto, nonchè a qualsiasi altra area scoperta ad uso privato che, per la loro utilizzazione, possono produrre le tipologie di rifiuti urbani.
  3. Sono tassabili pure tutti quei manufatti "aperti" come tettoie, capannoni ed altri manufatti di facile rimozione.

Art. 5: Esclusioni dalla tassa

  1. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati, o perchè risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità.
  2. Presentano tali caratteristiche, a titolo esemplificativo:
    1. centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici, quali cabine elettriche, vani ascensori, celle frigorifere, locali di essiccazione e stagionatura (senza lavorazione), silos e simili, ove non si abbia, di regola, presenza umana;
    2. soffitte, ripostigli, stenditoi, lavanderie, legnaie e simili limitatamente alla parte del locale con altezza inferiore o uguale a m. 1.50, nel quale non sia possibile la permanenza;
    3. la parte degli impianti sportivi riservata, di norma, ai soli praticanti, sia che detti impianti siano ubicati in aree scoperte che in locali; vi rientrano invece i locali riservati agli spettatori e le altre parti destinate alla presenza di persone inserite nei complessi sportivi;
    4. unità immobiliari prive di mobili e suppellettili e di utenze (gas, acqua, luce);
    5. fabbricati danneggiati, non agibili, in ristrutturazione purchè tale circostanza sia confermata da idonea documentazione.
    Tali circostanze debbono essere indicate nella denuncia originaria o di variazione e debbono essere direttamente rilevabili in base ad elementi obiettivi o ad idonea documentazione.
  3. Sono altresì esclusi dalla tassa:
    1. i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l'obbligo dell'ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni in regime di privativa comunale per l'effetto di leggi, regolamenti, ordinanze in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile ovvero di accordi internazionali riguardanti organi di Stato esteri;
    2. le aree scoperte pertinenziali ed accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde.
    3. le aree scoperte adibite a verde.
    4. I locali e le aree per i quali l'esclusione sia prevista da norme di legge.
    5. le aree comuni del condominio di cui all'art.1117 del Codice Civile che possono produrre rifiuti agli effetti dell'art.62 del D.Lgs.n.507/93.
  4. Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove, per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione, si formano, di regola, rifiuti speciali, non assimilati agli urbani, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti.
  5. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma precedente sono individuate le seguenti categorie di attività produttive di rifiuti speciali, tossici o nocivi alle quali sono applicate, a decorrere dall'1.1.1997 le percentuali di riduzione sull'intera superficie utilizzata per lo svolgimento dell'attività a fianco di ciascuna riportata:

    A T T I V I T A`

    percentuale di riduzione

    Lavanderie a secco, tintorie

    30

    Laboratori fotografici, eliografie

    20

    Autoriparatori, gommisti, elettrauti, distributori carburanti, autodemolitori

    30

    Gabinetti dentistici, radiologici, odontotecnici, ambulatori veterinari

    15

    Autoservizi, autolavaggi, autorimessaggi

    20

    Pelletterie

    15

    Verniciature, fonderie

    30

    Laboratori di analisi

    20

    Metalmeccaniche, officine di carpenterie metallica

    30

    Falegnamerie, lavorazione vetroresine

    30

    Tipografie, stamperie, incisioni

    30

    Rosticcerie, friggitorie, pizzerie, pasticcerie, ristoranti, caseifici

    15

    Marmisti, vetrerie

    40

    Ospedali case di cura

    10

    Edili

    15

    Tappezzerie

    10

    Lucidature e restauro mobili

    30

    Orafi argentieri

    30

    Riparazione cicli

    30

    Macellerie

    40

    La riduzione sarà accordata su richiesta degli interessati da presentarsi entro il 20 gennaio di ogni anno.

  6. Per eventuali attività non considerate nel comma precedente si fa riferimento a criteri di analogia.

Art. 6: Commisurazione della tassa

  1. La tassa a norma del 1°comma dell'art.65 del D.Lgs.507/1993, è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie, per unità di superficie imponibile, dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati producibili nei locali ed aree per il tipo di uso cui i medesimi sono destinati nonchè il costo dello smaltimento.
  2. La superficie tassabile è misurata sul filo interno dei muri o sul perimetro interno delle aree. Le frazioni di superficie complessiva risultanti inferiore a mezzo metro quadrato si trascurano, quelle superiori si arrotondano ad un metro quadrato.
  3. Nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione in cui sia svolta anche un'attività economica e professionale, la tassa è dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie utilizzata.

Art. 7: Applicazione della tassa in funzione dello svolgimento del servizio

  1. La tassa è dovuta per intero nelle zone in cui il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati è svolto in regime di privativa. La tassa è comunque applicata per intero ancorchè si tratti di zona non rientrante in quella perimetrata quando, di fatto, detto servizio è attuato.
  2. Fermo restando che gli occupanti o detentori degli insediamenti comunque situati fuori dell'area di raccolta sono tenuti a conferire i rifiuti urbani interni ed assimilati nei contenitori viciniori, in tale zona la tassa è dovuta:
    1. in misura pari al 90% della tariffa, se la distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita non supera 300 mt.
    2. in misura pari all'80% della tariffa se la suddetta distanza supera 300 mt. e fino a 800 mt.
    3. in misura pari al 70% della tariffa per distanze superiori al 800 mt. e fino 1500 mt. d) in misura pari al 40% della tariffa per distanze superiori ai 1500 mt.
  3. Le condizioni previste al comma 4 dell'art.59 del D.Lgs. 507/1993, al verificarsi delle quali il tributo è dovuto in misura ridotta, debbono essere fatte constare mediante diffida al Direttore del Servizio di Nettezza Urbana ed al competente Ufficio Tributario Comunale. Dalla data della diffida, qualora non venga provveduto entro congruo termine a porre rimedio al disservizio, decorrono gli eventuali effetti sulla tassa.
  4. In caso di mancato svolgimento del servizio o nel caso in cui lo stesso servizio venga svolto in grave violazione delle prescrizioni regolamentari sulla distanza massima di collocazione dei contenitori, o della capacità minima che gli stessi debbono assicurare o della frequenza della raccolta, il tributo è dovuto in misura pari al 40% della tariffa.
  5. Ai fini di cui sopra, sussiste grave violazione delle prescrizioni regolamentari quando il limite massimo di distanza e quello minimo di capacità si discostano di oltre un quarto e la frequenza della raccolta, inferiore a quella stabilita, determini l'impossibilità per gli utenti di riporre i rifiuti nei contenitori per esaurimento della loro capacità ricettiva.

Art. 7 bis: Costo dello spazzamento

  1. Ai fini della determinazione del costo di esercizio è dedotto dal costo complessivo dei servizi di nettezza urbana gestiti in regime di privativa comunale un importo, non superiore al 15 per cento, a titolo di costo dello spazzamento dei rifiuti solidi urbani di cui all'articolo 2, terzo comma, numero 3), del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.915. L'eventuale eccedenza di gettito derivante dalla predetta deduzione è computata in diminuzione del tributo iscritto a ruolo per l'anno successivo.

Art. 8: Parti comuni del condominio

  1. Per le parti comuni del condominio la tassa è dovuta da coloro che occupano o detengono parti comuni in via esclusiva o comunque dagli occupanti o detentori degli alloggi in condominio.

Art. 9: Classificazione di locali ed aree

  1. Ai sensi per l' effetto dell' art. 68 del D. Lgs. 507 del 15.11.1993 i locali e le aree soggetti alla tassa si suddividono nelle seguenti categorie e sottocategorie:

    Denominazione Categorie D.Lgs.507/93

    Categorie Art.68 e sottocategorie

    Attività

    Tariffe
    €/mq

    1) Locali ed aree adibiti a musei,

    A

    Teatri e cinematografi

    2,90

    archivi, biblioteche, associa-

    Palestre, Archivi, Associazioni  
    zioni politiche e religiose, tea-

    AA

    culturali, politiche e religiose.  
    tri, cinematografi, scuole pub-

    A/1

    Magazzini non commerciali, auto

    3,11

    bliche e private, palestre, de-   rimesse, autoservizi - autotrasporti

     
    positi di stoccaggio di mac-   impianti sportivi.  
    chine e materiale militare.

    A/2

    Istituti, Scuole Pri-

    2,25

       

    vate, musei e biblioteche.

     
     

    A/3

    Scuole Pubbliche e

    0,90

       

    Parificate.

     
    2) Complessi commerciali allo   Locali commercio ingrosso.  
    ingrosso o con superfici espo-   Campeggi - Stabilimenti balneari  
    sitive nonchè aree ricreativo -

    B

    Locali Esposizione - Distributori

    2,97

    turistiche quali campeggi,sta-

    bilimenti balneari ed analoghi

    complessi attrezzati.

      Carburanti - Posteggi. etc...  
    3) L ocali ed aree ad uso abitati-

    3) Locali ed aree ad uso abitati-

    C

    Abitazioni loro pertinenze e

    2,38

    vo per nuclei familiari, colletti-   accessori.  
    vità, convivenze, esercizi al-

    C/1

    Stazioni e carceri

    2,98

    berghieri.

    C/2

    Cliniche - Ospedali Pubblici e

    2,28

       

    Privati.

     
     

    C/3

    Alberghi, Residence, Case Va-

    3,65

       

    canze - Agriturismo

     
    4) Locali adibiti ad attività terzia-

    Studi professionali. Ambulatori

     
    rie e direzionali diverse a

    D

    Banche - Assicurazioni - Uffici

    4,04

    quelle (3 - 5 - 6) Circoli Ri-

      Pubblici - Circoli Sportivi e ri-  
    creativi.   creativi - Agenzie Immobiliari  
    5) Locali ed aree ad uso artigia-

    E

    Laboratori artigianali ed aree

    2,51

    nale o industriale, di commer-

    E/1

    Laboratori industriali ed aree

    3,48

    cio al dettaglio di beni non

    Commercio al minuto (Farmacie

     
    deperibili.

    E/2

    Profumerie-Edicole-Commercio

    3,35

       

    Ambulante settimanele etc...)

     
    6) Locali ed aree adibite a pub-

    Frutta - Fiori - Pesce - Macelle-

     
    blici esercizi di vendita al det-

    F

    rie - Alimentari - Supermercati.

    4,11

    taglio di beni alimentari e

      Commercio Ambulante settima-  
    merci deperibili.   nale etc...  
     

    Ristoranti-Pizzerie-Rosticcerie

     
     

    F/1

    Bar-Gelaterie-Pasticcerie-Bir-

    4,85

       

    rerie-Paninoteche-Discoteche- ect...

     

Art. 10: Esenzioni

  1. Non sono soggetti alla tassa, quali autonomi presupposti di imposizione, i balconi, le verande che costituiscono pertinenze o accessori di immobili soggetti a tassazione, le aree agricole, le aree destinate esclusivamente ad attività sportiva limitatamente alle parti il cui accesso e la cui utilizzazione sono riservati ai praticanti di tali disciplina.
  2. Sono inoltre esenti dal pagamento della tassa:
    1. gli edifici destinati ed aperti al culto con esclusione degli eventuali locali annessi ad uso abitazione;
    2. le case sfornite di mobili e di utenze (gas, luce, acqua) per tutto il periodo dell'anno;
    3. gli alloggi di tipo popolare costituiti da un unico vano;
    4. gli stabili ed uffici comunali, con esclusione degli edifici scolastici statali;
    5. gli stabili destinati esclusivamente ad uso agricolo per le conservazione dei prodotti, ricovero del bestiame e custodia degli attrezzi;
    6. i locali e le aree che non possono produrre rifiuti sia per la loro natura, sia per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perchè risultino in obbiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno. Tali circostanze debbono formare oggetto di denuncia originaria e di variazione e debbono essere debitamente riscontrate dal Comune;
    7. superfici o parti di esse ove per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione si formano, di regola rifiuti speciali tossici o nocivi allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedervi i produttori stessi in base alle norme vigenti.

Art. 11: Riduzioni

  1. La tariffa ordinaria viene ridotta nelle seguenti misure:
    1. per abitazioni con unico occupante: del 30%
    2. per agricoltori che occupano la parte abitativa della costruzione rurale: del 30%
    3. per i locali non adibiti ad abitazione ed aree scoperte, nell'ipotesi di uso stagionale per un periodo non superiore a sei mesi dell'anno: del 30%;
    4. per abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo a condizione che tale destinazione sia specificata nella denuncia originaria o di variazione indicando l'abitazione di residenza e l'abitazione principale e dichiarando espressamente di non voler cedere l'alloggio in locazione o in comodato, salvo accertamento da parte del comune: del 30%;
    5. per utenti che, versando nelle circostanze di cui alla lettera d) risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, in località fuori del territorio nazionale: del 30%;
    6. per attività produttive, commerciali e di servizi per le quali gli utenti dimostrano di rientrare nelle condizioni previste dall'art. 67, punto 2) del D.L. 507/93: minimo del 30% massimo del 50%.
    7. la tariffa ordinaria viene ridotta del 50% in favore di nuclei familiari con soggetti portatori di handicap ex legge n. 104/92 in condizioni di gravità riconosciuta dalla Commissione medica di cui all'Art.14 lex 104/92.
    8. la tariffa ordinaria è ridotta del 40% per le abitazioni (con esclusione di quelle catastalmente classificate nelle categorie A/1-A8 e A/9), la cui utenza è intestata a pensionati ultra settantenni il cui nucleo familiare, inteso come da risultanze anagrafiche, presenti un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (certificazione ISEE) non superiore a € 8.000,00 (ottomila), se composto da unico componente, ed ulteriori € 2.000,00 (duemila) per ogni componente oltre il primo; con riferimento all'anno precedente il tributo;
  2. Le riduzioni di cui al presente articolo, saranno concesse a domanda degli interessati,debitamente documentate e previo accertamento dell'effettiva sussistenza di tutte le condizioni suddette. La misura della riduzione di cui al punto f) è stabilita dalla Giunta Comunale su proposta della Direzione del Servizio Ambiente, di concerto con il Funzionario responsabile del Servizio di cui all'art. 74 del D.Lgs. 507/1993.
  3. di stabilire che per usufruire della riduzione di cui al 1° comma lettera h) dell'art.11 del Regolamento, gli interessati dovranno far pervenire la certificazione ISEE all'Ufficio Tributi;

Art. 11 bis: Agevolazioni

  1. Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (O.N.L.U.S.), di cui all'art.10 del D.Lgs. 460/97, sono esenti dal pagamento relativamente alla superficie degli immobili utilizzati come sede e di quelli strumentali per le proprie attività istituzionali.
  2. Per i locali destinati ad attività espositive la superficie tassabile è ridotta ad una misura pari al 50% della porzione eccedente di mq.400.

Art. 12: Tassa giornaliera di smaltimento

  1. Per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni prodotti dagli utenti che occupano o detengono,con o senza autorizzazione, temporaneamente e non ricorrentemente locali ed aree pubbliche di uso pubblico o aree gravate da servitù di pubblico passaggio è istituita la tassa di smaltimento in base a tariffa giornaliera.
  2. Per temporaneo si intende l'uso inferiore a 183 giorni di un anno solare, anche se ricorrente.
  3. La misura tariffaria è determinata in base alla tariffa, rapportata a giorno, della tassa annuale di smaltimento dei rifiuti solidi attribuita alla categoria contenente voci corrispondenti di uso, maggiorata dell'importo percentuale del 40%.
  4. L'obbligo della denuncia di uso temporaneo si intende assolto con il pagamento della tassa, da effettuare contestualmente alla tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche e con il modulo di versamento di cui all'art.50 del D.Lgs. 507/1993.
  5. La tassa giornaliera non si applica per le occupazioni occasionali comportanti un importo del tributo non superiore a L.20.000.
  6. Per le occupazioni che non richiedono autorizzazione o che non comportano il pagamento della TOSAP, la tassa giornaliera di smaltimento può essere versata direttamente al competente ufficio comunale, senza compilazione del suddetto modulo. In caso di uso di fatto la tassa, che non risulti versata all'atto dell'accertamento dell'occupazione abusiva, è recuperata con sanzione, interessi e accessori.
  7. Per l'accertamento, il contenzioso e le sanzioni si applicano le disposizioni previste per la tassa annuale, in quanto compatibili.

Art. 13: Denunce

  1. I soggetti che occupano o detengono i locali o le aree scoperte devono, ai sensi dell'art.70 del D.Lgs. 507/1993, presentare denuncia al Comune entro il 20 gennaio successivo all'inizio dell'occupazione o detenzione. La denuncia ha effetto anche per gli anni successivi, qualora le condizioni di tassabilità rimangono invariate.
  2. Entro lo stesso termine del 20 gennaio devono essere denunciate le modifiche apportate ai locali ed alle aree servite e le variazioni dell'uso dei locali e delle aree stesse.
  3. (È fatto obbligo all'amministratore del condominio ed al soggetto che gestisce i servizi comuni dei locali in multiproprietà e dei centri commerciali integrati di presentare, entro il 20 gennaio di ciascun anno, l'elenco degli occupanti e detentori dei locali ed aree del condominio e del centro commerciale integrato) - ABROGATO Legge D.L. 25/11/1996 n.599.
  4. La denuncia deve contenere:
    1. l'indicazione del codice fiscale;
    2. cognome e nome nonchè luogo e data di nascita delle persone fisiche componenti il nucleo familiare o la convivenza;
    3. per gli enti, istituti, associazioni, società e altre organizzazioni devono essere indicati la denominazione, la sede e gli elementi identificativi dei rappresentanti legali;
    4. l'ubicazione e la superficie dei singoli locali e delle aree e l'uso cui sono destinati;
    5. la data di inizio della conduzione o occupazione dei locali e delle aree;
    6. la provenienza;
    7. la data in cui viene presentata la denuncia e la firma di uno dei coobbligati o del rappresentante legale o negoziale.
  5. L'ufficio comunale rilascia ricevuta della denuncia che, nel caso di spedizione, si considera presentata nel giorno indicato dal timbro postale.

Art. 14: Decorrenza della tassa

  1. La tassa ai sensi dell'art.64 del D.Lgs. 507/1993 è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria.
  2. L'obbligazione decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha avuto inizio l'utenza.
  3. La cessazione nel corso dell'anno della conduzione o occupazione dei locali e delle aree, purchè debitamente accertata a seguito di regolare denuncia indirizzata al competente ufficio tributario comunale, dà diritto all'abbuono solo a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui la denuncia viene presentata.
  4. In caso di mancata presentazione della denuncia nel corso dell'anno di cessazione il tributo non è dovuto per le annualità successive se l'utente che ha prodotto denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l'occupazione o la detenzione dei locali ed aree ovvero se la tassa sia stata assolta dall'utente subentrante.
  5. Lo sgravio o il rimborso del tributo iscritto a ruolo e riconosciuto non dovuto è disposto dall'ufficio comunale entro trenta giorni della ricezione della denuncia di cessazione o dalla denuncia tardiva di cui al comma precedente. Quest'ultima denuncia è da presentare a pena di decadenza, entro sei mesi dalla notifica del ruolo in cui è iscritto il tributo.

Art. 15: Mezzi di controllo

  1. Ai fini del controllo dei dati contenuti nelle denunce o acquisiti in sede di accertamento d'ufficio tramite rilevazione della misura e destinazione delle superfici imponibili, l'ufficio comunale può svolgere le attività a ciò necessarie esercitando i poteri previsti dall'art.73 del D.Lgs.507/1993 ed applicando le sanzioni previste dall'art.76 del Decreto Legislativo stesso.

Art. 16: Sanzioni

  1. Per le violazioni previste dall'art. 76 del D.Lgs. 507/1993 si applicano le sanzioni ivi indicate. Per le violazioni di cui al terzo comma , dello stesso art.76, punite con l'applicazione della pena pecuniaria da lire cinquantamila a lire centocinquantamila, si fa rinvio per quanto attiene al procedimento sanzionatorio alla legge 689/1981.

Art. 17: Accertamento, riscossione e contenzioso

  1. L'accertamento e la riscossione della tassa avvengono in conformità di quanto previsto dall'art.71 e dall'art.72 del D.Lgs.507/1993.
  2. Il contenzioso, fino all'insediamento degli organi previsti dal D.Lgs.31 dicembre 1992, n.546, è disciplinato alla stregua dell'art. 63 del D.P.R. 28 gennaio 1988, n.43 e dell'art.20 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.638 e successive modificazioni.

Art. 18: Entrata in vigore

  1. Le norme del presente regolamento sono immediatamente applicabili con l'eccezione dell'art. 9 e di quelle previste in attuazione degli artt. 59, comma 2, secondo periodo, 63, commi 2, 3 e 4, 64, comma 2, secondo periodo, 66 e 72 commi 3, 4, 5 e 6 del D.Lgs. 507/1993, che hanno decorrenza dal 1 gennaio 1995.

Art. 19: Norme di rinvio

  1. Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento valgono le norme contenute nel D. Lgs. n. 507 del 15.11.1993 e successive modifiche, le quali prevalgono comunque rispetto alle presenti disposizioni in caso di contrasto.
  2. torna
    Pubblicata da: Elisa Ginanneschi | Pagina modificata: 22.04.2008 16:47 | Pagina creata: 16.11.2007 16:28








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