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I regolamenti

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Il Comune

Codice etico


CODICE ETICO

art.1 Definizioni
art.2 Ambito di applicazione
art.3 Disposizioni di carattere generale
art.4 Principi generali di comportamento
art.5 Imparzialità
art.6 Conflitto di interessi
art.7 Riservatezza
art.8 Deliberazione agli acquisti
art.9 Doni e utilità
art.10 Attività collaterali
art.11 Norma finale

Art. 1: Definizioni

  1. Per Agenzia si intende Agenzia per la Tutela della Qualità dei Servizi Pubblici Locali del Comune di Grosseto.
  2. Per Collegio dell'Agenzia si intende il suo organo esecutivo composto dal Presidente e dai Commissari dell’Agenzia.
  3. Per componenti dell’Agenzia si intendono il Presidente e i Commissari dell’Agenzia
  4. Il Presidente è il responsabile apicale della struttura dell’Agenzia.
  5. Per dipendente si intende qualsiasi soggetto che presti la propria attività per l'Agenzia

Art. 2: Ambito di applicazione

  1. Le disposizioni si applicano ai componenti dell’Agenzia, a tutti i dipendenti di ruolo, a coloro che siano titolari di contratto di lavoro a tempo determinato, a coloro che operino presso l’Agenzia in posizione di comando o distacco da altre pubbliche amministrazioni, da aziende municipalizzate, da aziende speciali o da società per azioni a prevalente capitale pubblico locale nonché a coloro che siano titolari di un rapporto di consulenza, ancorché negli articoli seguenti si faccia riferimento esclusivamente allo status di dipendente.

Art. 3: Disposizioni di carattere generale

  1. Le disposizioni del presente codice costituiscono specificazioni degli obblighi di diligenza, lealtà, imparzialità che qualificano il corretto comportamento dei dipendenti pubblici.
  2. Il dipendente si impegna ad osservare il presente codice all’atto dell’assunzione in servizio, della sottoscrizione del contratto di lavoro a tempo determinato, del distacco o comando presso l’Agenzia o della sottoscrizione del contratto di consulenza.

Art. 4: Principi generali di comportamento

  1. Il dipendente si impegna nella sua attività dedicando la giusta quantità di tempo e di energie allo svolgimento dei propri compiti, nella consapevolezza di essere remunerato ogni giorno per il proprio lavoro.
  2. Il comportamento del dipendente è tale da stabilire rapporti di fiducia e collaborazione tra l’Agenzia e i soggetti interessati a qualunque titolo all’attività da essa svolta. A tal fine, sia nelle comunicazioni epistolari sia in quelle orali manifesta disponibilità e cortesia, usando un linguaggio semplice, motivando le sue risposte, collaborando se possibile alla identificazione della soluzione anche quando esula dalla sua competenza.
  3. Il dipendente non utilizza a tini privati le informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio, non fornisce informazioni in merito a questioni in corso di valutazione presso l’Agenzia e si astiene dal manifestare opinioni e giudizi su specifici affari sui quali l’Agenzia si debba pronunciare.
  4. Nell’uso dei beni di cui dispone per ragioni di ufficio, il dipendente si comporta in modo da poter sempre giustificare al pubblico tale uso come conforme al corretto esercizio della propria attività professionale.

Art. 5: Imparzialità

  1. Il dipendente opera con imparzialità, evita trattamenti di favore, respinge pressioni indebite ed assume le proprie decisioni nella massima trasparenza, evitando di creare o di fruire di situazioni di privilegio.
  2. Nello svolgimento dei suoi compiti il dipendente:
    1. non assume impegni, non dà indicazioni ne fa promesse o rassicurazioni in ordine a questioni che rientrino nella competenza dell’Agenzia;
    2. non partecipa a incontri informali con soggetti interessati su questioni rilevanti ai fini dell’attività d’ufficio, se a ciò non espressamente autorizzato dal Collegio dell’Agenzia in particolare, non partecipa ad incontri informali aventi ad oggetto provvedimenti non ancora deliberati dall’Agenzia o non comunicati ufficialmente alle parti;
    3. mantiene un comportamento imparziale in occasione di esami o di concorsi pubblici nonché in occasione di promozioni o trasferimenti che lo coinvolgano.
    4. evita di frequentare associazioni, circoli o altri organismi di qualsiasi natura, qualora da ciò che possano derivare obblighi, vincoli o aspettative tali da poter interferire con il corretto esercizio delle funzioni di istituto.

Art. 6: Conflitto di interesse

  1. Il dipendente, nell’esercizio delle sue funzioni, non deve assumere o svolgere attività inerenti alle proprie mansioni in situazioni di conflitto di interesse.
  2. Il dipendente informa per iscritto il Collegio in ordine agli interessi, finanziari e non finanziari, che egli e, qualora ne sia a conoscenza, il coniuge, i suoi parenti entro il terzo grado di parentela o soggetti conviventi abbiano nelle attività o nelle decisioni di competenza dell’Agenzia. Su motivata richiesta del collegio dell’Agenzia il dipendente fornisce ulteriori informazioni sulla propria situazione patrimoniale e tributaria.
  3. Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività dell’Agenzia che possano coinvolgere, direttamente o indirettamente, interessi finanziari o non finanziari propri o, qualora ne fosse a conoscenza, di parenti entro il terzo grado o conviventi.

Art. 7: Riservatezza

  1. Il dipendente:
    1. non fornisce informazioni in merito ad attività istruttorie o di indagine in corso presso l’Agenzia; in particolare, non fornisce informazioni volte a consentire l’individuabile di altri dipendenti coinvolti direttamente nelle questioni in corso di valutazione.
    2. non rilascia informazioni in merito a provvedimenti relativi ai procedimenti in corso, prima che siano stati ufficialmente deliberati dall’Agenzia e comunicati formalmente alle parti.
    3. non fornisce informazioni sulle attività di vigilanza dell’Agenzia ed in particolare ai partiti e ai movimenti politici, alle organizzazioni sindacali, ai dirigenti e ai dipendenti delle aziende vigilate e alle amministrazioni pubbliche.
    4. consente l’accesso alle informazioni in merito ai provvedimenti ufficialmente deliberati, a coloro che ne abbiano titolo, nei limiti in cui ciò non sia escluso dal segreto d’ufficio, da disposizioni legislative o regolamenti e dagli obblighi di riservatezza.

Art. 8: Rapporti con gli organi di informazione

  1. Il dipendente si astiene da ogni dichiarazione pubblica che possa incidere sull’immagine dell’Agenzia.
  2. Il dipendente non sollecita la pubblicità o anche la semplice divulgazione, in qualunque forma, di notizie inerenti l’attività dell’Agenzia.
  3. Il dipendente intrattiene rapporti con gli organi di informazione solo su formale autorizzazione del collegio dell’Agenzia. Nel caso in cui egli sia destinatario di richieste di informazioni o chiarimenti da parte di organi di informazione ne informa tempestivamente il collegio.

Art. 9: Doni e utilità

  1. Il dipendente non accetta, neanche in occasione di festività per sé o per altri, regali o altre utilità aventi valore economico da soggetti (persone, società o enti) in qualsiasi modo interessati dall’attività dell’Agenzia, ad eccezione di regali d’uso di modico valore.
  2. Il dipendente che riceve, indipendentemente dalla sua volontà, doni o altre utilità di non modico valore, ne dà tempestivamente comunicazione scritta al Presidente e provvede alla loro immediata restituzione per tramite dell’ufficio.

Art. 10: Attività collaterali

  1. Il dipendente non svolge attività che contrastino con l’adempimento dei compiti d’ufficio.
  2. Il dipendente interviene in tale qualità a convegni seminari e altri incontri o manifestazioni solo qualora gli stessi siano adeguatamente qualificati dal punto di vista istituzionale, tecnico o scientifico e strettamente attinenti a materie di specifico interesse per l’attività d’ufficio.
  3. Il dipendente che ha intenzione di pubblicare articoli di stampa che abbiano ad oggetto materie di competenza dell’Agenzia chiede la preventiva autorizzazione al Collegio dell’Agenzia.
  4. Nell’ambito delle sue funzioni, il dipendente si astiene dal prendere pare a manifestazioni o iniziative in contrasto con il corretto svolgimento delle funzioni stesse.

Art. 11: Norma finale

  1. Il consigliere eletto in seno al Consiglio Comunale di Grosseto, qualora nominato Commissario dell’Agenzia, si asterrà dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere consiliari inerenti criteri, modalità e forme di gestione dei servizi pubblici locali e comunque in tutti quei casi in cui possa manifestarsi una posizione di incompatibilità tra il ruolo di Consigliere e quello di Commissario dell’Agenzia.

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Pubblicata da: Admin | Pagina modificata: 16.11.2007 14:17 | Pagina creata: 16.11.2007 14:10








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